Cronache dal big-bang. L'unica gioia al mondo è cominciare

Editore: Hacca
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 4 maggio 2011
Pagine: 222 p., Brossura
  • EAN: 9788889920695
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Descrizione
"Sento l'esaltazione di un inizio al quale potranno seguire svolgimenti molteplici, inesauribili [...]. Vorrei poter scrivere un libro che fosse solo un incipit, che mantenesse per tutta la sua durata la potenzialità dell'inizio, l'attesa ancora senza oggetto." (Italo Calvino, "Se una notte d'inverno un viaggiatore"). Questo è un libro "solo di incipit": i più significativi della letteratura mondiale (da Omero alla letteratura contemporanea) narrati, con "svolgimenti molteplici, inesauribili", da una ventina di scrittori, a cui si aggiungono le testimonianze sulla "potenzialità" e difficoltà dell'inizio" di Raffaele La Capria, Dacia Maraini, Melania Mazzucco e Antonio Tabucchi raccolte dallo scrittore e magnifico "conversatore" Paolo Di Paolo. Giulio Ferroni offre un esempio di commento agli incipit di Marías e la compagna di viaggio Lidia Sirianni una divagante e divertente antologia sulle tecniche di esordio "rivelate" da grandi autori stranieri. Il titolo, "Cronache dal Big Bang", prende spunto dalla suggestiva immagine che appartiene ad uno dei libri più belli dedicato all'arte del raccontare, cui rendo omaggio: Bruno Traversetti e Stefano Andreani "Incipit. Le tecniche dell'esordio del romanzo europeo", edito dalla Eri. Per loro, l'incipit resta il "luogo per eccellenza liturgico dell'arte narrativa, è lo schiudersi di una forma complessa i cui contorni futuri si dilateranno a tutti i territori della nostra esperienza e della nostra sensibilità".

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    gianluca guidomei

    22/03/2012 00:40:26

    "L'unica gioia al mondo è cominciare. E' bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante". (Cesare Pavese, Il mestiere di vivere). Cominciare qualcosa dopo aver "perso" tempo. Cominciare è un'opportunità: certamente Proust con il suo incipit "Longtemps..." voleva intendere altro, che cioè quel "a lungo" avvertiva del romanzo fiume che stava iniziando. Sarà che per me andare a letto presto è come non aver vissuto la giornata. Sarà che considero peccato mortale non leggere prima del sonno. E se domani non mi svegliassi? Potrei perdonarmi di aver fatto come ultima cosa una pisciatina? Invece. Iniziare un bel libro. Magari semplicemente un incipit... E' aprire una porta, uno stargate tra il mondo reale... e quello vero!

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