Editore: Mondadori
Edizione: 5
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804493822
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Recensioni dei clienti

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    And the Oscar goes to ….

    27/11/2016 19:15:44

    Volevo abbandonarlo quasi subito ma pagina dopo pagina mi sono un po' appassionato. Interessante il fantasioso clima di conquista dello spazio che si respirava in America negli anni 50. Mi pare anche un preciso ritratto della società d'oltre oceano di quegli anni. Interessante infine leggere che invenzioni ci si aspettava allora dal futuro, quali si sono realizzate e quali no, così come cosa non ci si aspettava che si è invece avverato. Lo stessa vale di sicuro ora per noi.

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    Bookworm

    09/05/2016 19:47:58

    Una rivelazione! Questi racconti fantascientifici, talvolta un po' horror, ispirano riflessioni sull'assurdità del comportamento umano e sul continuo ripetere gli stessi errori.

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    Giuly

    12/07/2015 19:15:18

    Sono perfettamente d'accordo con la recensione precedente. Ho letto questo libro parecchie volte e mi stupisco di come riesca a regalarmi sempre emozioni straordinarie. Un capolavoro assoluto, meraviglioso, inimitabile.

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    KidChino

    29/06/2015 20:57:03

    Non definirei questo piccolo capolavoro come un libro. Bensì come un lascito. Un ammonimento verso quello che stiamo facendo a noi stessi e al nostro pianeta. Sono passati 65 anni dalla stesura di questo libro è l'originalità che si trova sfogliando ogni singola pagina è disarmante. In una terra flagellata da guerre e possibili catastrofi l'uomo cerca rifugio in un pianeta lontanissimo. Il pianeta rosso. Marte. Ma una volta arrivato non fa altro che ripetere gli stessi errori del passato. Cerca di imporre se stesso ad una civiltà diversa è lontana dalla sua. Cerca di far valere le sue ragioni con ogni modo possibile. Ed il risultato può essere solo uno. L'auto distruzione. 28 racconti che portano la firma di un Bradbury ad un livello lessicale e di contenuto davvero memorabile. Alcuni passaggi si trasformano in poesia pura dando vita ad un capolavoro senza tempo. Una lettura davvero favolosa che non posso che consigliare a chiunque ami la lettura che sia di fantascienza e meno. Un urlo disperato per far si che determinate situazioni non accadano più è mai accadranno.

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    Louis

    06/02/2015 12:59:42

    Il filo conduttore di questa raccolta di racconti è la colonizzazione del pianeta Marte da parte dei terrestri, e come in ogni antologia possiamo riscontrare degli alti e dei bassi, ma nel complesso l'opera risulta davvero interessante, e la qualità delle storie iniziali e quelle finali è davvero notevole. Si respira un'atmosfera fiabesca, onirica, a volte malinconica ed il tono dei racconti varia dal divertente, al tragico, al nostalgico, con un tocco di poesia e con gli occhi sempre rivolti al cielo ad osservare la Terra da lassù. Perchè quindi l'umanità è fuggita su Marte? Per scappare da se stessa sembrerebbe, per non ripetere gli stessi errori che hanno portato alla distruzione dell'amata Terra; Marte rappresenta la speranza, un luogo dove ripartire da zero, creando una nuova società solida e virtuosa, ma l'uomo è una macchina da distruzione, che tenta di imporre sempre e comunque la sua autorità ai suoi simili ed agli stranieri, e pertanto "Ci sarebbe voluto ancora un secolo, prima che Marte fosse definitivamente avvelenato dalla civiltà Terra." Un classico nel suo genere, scorrevole alla lettura, che non risente minimamente della sua età.

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    morena

    29/08/2014 16:11:05

    Non è il genere di lettura che preferisco, ma Bradbury è veramente bravissimo. All'inizio pensavo fossero solo dei racconti, poi mi sono sentita catturare dalla storia, dalla vita sul pianeta Marte, osservando sempre laggiù la Terra! Consigliato.

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    carmelo

    20/03/2014 22:32:53

    Bradbury ad altissimi livelli. Forse superiore perfino a farenheit 451, ma questa è una valutazione puramente soggettiva. L'autore, attraverso una raccolta slegata di una trentina di racconti, narra dei tentativi iniziali dell'uomo di colonizzare Marte, per poi proseguire nella descrizione della fondazione della nuova civiltà sul pianeta medesimo. Mai come ora si può affermare che il genere fantascienza stia parecchio stretto ad un romanzo del genere; il quale trova il suo fulcro vitale nelle poetiche descrizioni e nelle situazioni particolari e paradossali che fanno emergere alcune tematiche importanti. Colpisce soprattutto la capacità dell'autore di riuscire a gestire più tonalità del racconto, riuscendo a passare da narrazioni inquietanti fino a descrizioni allegre e spensierate. Ma il risultato finale fa emergere le peggiori caratteristiche dell'uomo, che cerca di imporre il proprio volere e la propria avidità sopra qualunque cosa. Ne pagheranno le spese i marziani, i quali inizialmente mostrarono comunque una medesima " difficoltà nel rapportarsi" con l'umano alieno. Cronache marziani cerca di riscrivere la colonizzazione dell'America da parte degli europei, ma prendendo come soggetti proprio l'America stessa che colonizza Marte. Il risultato finale è una raccolta di racconti leggermente disomogenei tra loro (alcuni racconti risultano semplicemente inarrivabili : si pensi alle prime quattro spedzioni, a usher 2, oppure anche gli ultimi 2-3 capitoli). Altri capitoli, seppur propongano idee interessanti, non possiedono la medesima verve dei capitoli sopracitati. Insomma, romanzo di fantascienza che travalica il genere e che si impone come classico. Da leggere e rileggere.

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    spaggio

    26/01/2014 00:16:41

    Racconti che segnarono l'arrivo della science fiction nel main stream letterario. Racconti che dalla fantascienza traggono ispirazione per divenire narrativa tout court ai massimi livelli. Una scrittura che incanta e che diventa assoluta poesia.

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    faffa

    07/11/2013 11:08:47

    "Cronache marziane"mi è stato prestato da un mio alunno appassionato di letteratura fantascientifica, genere che, in verità, non rientra per niente tra i miei preferiti (né in fatto di libri, né in fatto di film). Ho letto, però, senza pregiudizi le cronache di Bradbury e le ho trovate ben scritte, oniriche, fiabesche e con un tocco di malinconia, anche se qualche cronaca mi ha lasciato la sensazione di un profumo intenso, piacevole allo spruzzo, ma che dopo poco evapora non lasciando traccia. Certo gli spunti di riflessione (anche da collocare storicamente) offerti dalle cronache ce ne sono: chi è veramente da considerare "marziano"; che cosa rappresenta Marte per chi fugge dalla Terra (una via di fuga e di rinascita dalla guerra, una soluzione al razzismo dei bianchi americani nei confronti dei neri, un luogo dove importare il Cristianesimo e cercare di convertire "Le sfere di fuoco"nel "Novembre2002"); qual è l'aspetto dei marziani che, antagonisti delle prime cronache, non si mostrano per niente ospitali verso i nuovi arrivati e che, nel corso dei decenni, arrivano a diventare incorporei abitanti di deserte, affascinanti e archeologiche città marziane e che in "Ottobre2026-La gita di un milione d'anni"saranno definitivamente i terresti. "Tim,Mike,Robert,la mamma, il babbo" approdano su Marte con il loro razzo che era stato progettato per esplodere, una volta giunto a destinazione. Perché? Perché non sarebbe stato più necessario per tornare indietro dal momento che "la Terra non c'è più": è stata assassinata dalle guerre, dalla "scienza che è corsa troppo innanzi agli uomini" e dagli "uomini che si sono smarriti in un deserto meccanizzato". C'è solo Marte, nuova meta dove restare e creare una nuova forma di vita. Incorruttibile?Indistruttibile? "Ci sarebbe voluto ancora un secolo, prima che Marte fosse definitivamente avvelenato dalla civiltà Terra."

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    kine

    21/04/2012 17:14:31

    Eccellente!!!! Moltissima fantascienza, che però fa da contorno a questi racconti, uno più bello dell'altro, che potrebbero essere ambientati nel west, come nel presente. Tutti parlano di sociale, di ciò che siamo e di come ci siamo arrabattati sulla terra. I molti personaggi, che sono poi tutti protagonisti, fuggono in cerca di un pianeta dove ricominciare una nuova vita... I racconti hanno avventura, thrilling, drammi familiari, molta tecnologia, suspence, horror, razzismo... Sono una denuncia alla nostra società... Ah, scritti divinamente... Per chi ama la fantascienza anni 50, e non solo... Lo preferisco a Farheneit 451... Voto 4,5

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    rockhound

    04/01/2012 10:47:50

    Lo preverisco mille volte al per me sopravvalutato Fahrenheit 451. La scrittura di Bradbury è sempre meravigliosa e, sebbene qualcuno di questi racconti sia un pò fiacco, altri hanno un potere suggestivo e un'umorismo grottesco che rendono questa raccolta davvero magica.

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    Antares

    18/06/2010 12:11:57

    Cronache marziane si direbbe una raccolta di racconti brevi e molto originali. Niente più; niente meno. Eppure, di pagina in pagina, emerge un tema globale, che abbraccia tutti i racconti in un'unica grande vicenda. È la storia della civiltà umana, che si riflette su Marte attraverso le prime esplorazioni, gli incontri con i marziani, la colonizzazione. Una storia che si rivela, profonda, alla fine del libro e che rende Cronache marziane un capolavoro della letteratura moderna.

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    *Sir Psycho Sexy*

    25/03/2010 15:25:02

    non male, anche se alcuni racconti ho proprio fatto fatica a finirli...

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    antorizz

    14/01/2010 17:22:40

    Bradbury prende noi amanti della sf per mano e ci porta oltre marte, oltre la galassia lì dove prendono forma i sogni, si diventa adulti e ci lascia decidere come guardare il nostro mondo, capolavoro da tramandare di padre in figlio.

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    Carlo

    13/05/2009 16:25:19

    Semplicemente un poema in prosa. Non è un romanzo (e mi spiace per chi l'ha trovato poco "appassionante"), è una raccolta d'immagini e riflessioni, principalmente sulla fantasia e il suo valore e sulla fragilità dei sogni. Marte conquistato non è altro che la metafora della fine della fantasia a confronto con la prosaica realtà. Mi ricorda, in questo, la celebrazione della fine del mito western di "C'era una volta il West" di Leone. Mi spiace per coloro che snobbano la narrativa "di genere" perchè si perdono questi capolavori.

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    Daniele

    25/04/2009 16:06:52

    Questo libro ha quasi 60 anni, e credo si debba parlare di esso come di un classico della letteratura tout court. Ray Bradbury ha disegnato in questa magnifica epopea un'umanità incapace di apprezzare alcunchè tranne l'odio e l'avidità: a redimerla ci pensa la penna dell'autore, che usando il suo magnifico talento tocca le vette delle poesia più pura. Un consiglio: se potete cercate di trovare il libro in una edizione con la traduzione originale. Sebbene piuttosto datata, essa cala perfettamente il lettore in un'atmosferra di rassegnata nostalgia che è uno dei pilastri della poetica di Bradbury.

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    Stefano O

    21/12/2008 18:08:43

    Sono queste le storie,lungo alcuni decenni, della conquista di Marte da parte dei terrestri.Un Marte splendidamente improbabile che fa da sfondo ad una poetica e a tratti commovente vicenda di un incontro tra due "razze"che non avrà mai luogo.I Marziani sono fantasmi e miraggi intravisti di lontano,o proiezioni dell'inconscio dei terrestri,e i terrestri stessi,mano a mano che la vicenda si avvia alla conclusione diventano stranieri a sè stessi,e quindi i veri unici marziani.Perfetto apologo,con vette di altissima letteratura,sull'ignoto che ci abita.Leggere l'ultimo racconto per rimanere stupefatti.

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    Gabriele

    03/12/2008 18:00:35

    Sinceramente non ho trovato questo libro appassionante. Tratta di una serie di racconti (appunto cronache) che si verificano su marte che spesso non sono legate tra loro. Inoltre a volte queste cronache lasciano degli interrogativi a cui non viene data risposta. Insomma, sono rimasto un pò deluso.

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    Rick

    13/04/2007 10:59:32

    Un romanzo ad episodi che vive della spettacolarità di alcuni di essi più che sull’impianto unitario che risulta un po’ deficitario. Si va dal thrilling degli astronauti che incontrano i loro presunti parenti su Marte, che altro non sono che i marziani travestiti per attirarli in una trappola ed ucciderli, alle riflessioni del capitano “impazzito” che prende le parti dei marziani nella difesa dei loro diritti usurpati dall’invasore arrogante e sfruttatore, fino alle disquisizioni sull’impatto che una nuova civiltà può avere sulle nostre concezioni anguste della religione, del peccato, del bene e del male. Niente male per un’opera che passa per essere semplicemente un capolavoro di fantasia.

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    marco

    08/11/2006 22:39:54

    Se un libro di fantascienza non mette in moto l'immaginazione, non raggiunge secondo me il suo scopo. Leggendo "Cronache marziane" la mente vola.......ed è un volo meraviglioso. Non me ne vogliano gli autori moderni ma Ray Bradbury è ancora oggi irraggiungibile. Leggetelo (anche se non siete appassionati del genere science fiction).

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