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Marco Cubeddu

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2013
Pagine: 359 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804624608
  È così freddo in Alaska. Tutto è distante dall'universo mediterraneo in cui ha trascorso gran parte della sua esistenza Alessandro Spera, famoso scrittore, spietato pluriomicida, amante appassionato al centro di una vicenda senza capo né coda, eppure a modo suo non solo plausibile, anche vera. È così freddo in Alaska, ma è questo il luogo che Spera ha scelto per il suo esilio: il protagonista di C.U.B.A.M.S.C. (acronimo di Con una bomba a mano sul cuore) deve infatti sfuggire alla legge e al suo passato. Autore del "massacro di Barcellona", in cui ha ucciso diciassette persone tra cui l'amore della sua vita, Mallory InWonderland, Spera tesse tra i ghiacci la trama dei fatti e la trama delle emozioni. Quello che si trova tra le mani il lettore è l'autobiografia sentimentale (e criminale) di un uomo che, relegato in un luogo dimenticato da dio, condannato a morte da un cancro che lo sta uccidendo, decide di consegnare al suo avvocato la lunga confessione del suo amore maledetto. Per farlo Spera deve cominciare dall'inizio. Nulla è accaduto per caso. Il destino irregolare di Spera è già tutto lì, nel tentativo di eliminare il piccolo William Bora all'asilo, o nell'essere diventato, già a quattro anni, un cultore del potere erotico femminile. Dall'infanzia alla legione straniera, da Genova alla Francia e quindi in ogni angolo del globo alla ricerca disperata della "sua" Mel, quella di Spera è una lunga cavalcata tra i feticci di una generazione, in un bombardamento di cultura pop e cultura alta, tra De Gregori e Nabokov, Riccardo Schicchi e Hitler, i Pixies e il decadentismo. Un turbinio di citazioni dotte e linguaggio da cartoon, volubile e imprevedibile come il protagonista della vicenda. Il presente s'insinua nella trama in maniera quasi feroce, presentando il conto attraverso schegge di cronaca, ma poi fa subito un passo indietro, ingurgitato dal flusso continuo dell'unica cosa che conta: la rappresentazione dell'amore di Alessandro Spera per Mel InWonderland. Perché in fondo è questo che interessa all'autore, Marco Cubeddu: raccontare la storia di un amore. Politicamente scorretto, dissacrante, crudo quanto si vuole. Ma un amore. Se C.U.B.A.M.S.C. colpisce nel segno è proprio per come questo amore viene trattato. Spera è un personaggio ambiguo, che porta fin dal nome i segni di un estetismo esasperato (impossibile non pensare al dannunziano Andrea Sperelli), che mette in scena tanto nell'amore quanto nella morte. Cubeddu, dal canto suo, scava nel valore estetico della parola: nel romanzo si rintraccia una continua oscillazione di registri, le vicende avventurose diventano il pretesto per mettere in campo un linguaggio che abbraccia una vasta gamma di possibilità, dal grottesco al surreale, dal comico al lirico. Del resto questi sono i sentimenti, un campo di possibili che la parola riesce a dire solo a patto di uscire dalle griglie rigide di una lingua standardizzata e, soprattutto, a patto di sbarazzarsi una volta per tutte dalle pastoie della morale. Ha bisogno di farsi fluida, la scrittura. Di avere ritmo, di insinuarsi negli interstizi che separano (e uniscono) ciò che è finzione e ciò che non lo è. In fondo è lì che abita Spera, molto più che in Alaska. Ed è lì che abita il suo amore. Lo dice lui stesso: la sua è una storia d'amore senza tempo che si nasconde nell'esile spazio della finzione. Talvolta i toni, e soprattutto le ambientazioni, sono talmente realistici da portare a chiedersi: ma cosa ci sarà di Cubeddu in Alessandro Spera? La domanda è tanto lecita quanto oziosa. Lecita perché è l'incisività stessa della scrittura di Cubeddu a rendere possibile una vicenda improbabile. Oziosa perché quello che il romanzo dice, in fondo, è che nel continuo gioco di specchi tra fiction e non fiction è la verità a prevalere: non la verità dei fatti, ma la verità delle emozioni. E, in definitiva, la verità della scrittura. Così il lettore rimane incollato alla tela di ragno che l'abile Cubeddu tesse fin dall'inizio. Si apre il libro, e si entra in un mondo a tal punto borderline che si arriva a rifiutare l'evidenza, a mettere in dubbio ciò che Spera afferma e a credere in ciò che non dice. Dalla prima all'ultima pagina è tutto un domandarsi: "Sarà morto, sarà vivo, l'avrà ammazzata davvero?" Ma che importa. Alessandro Spera è sempre un po' più in là. Un passo avanti o uno indietro rispetto a quanto ci si aspetti da lui. La forza di C.U.B.A.M.S.C. risiede nei dubbi che insinua. Come una bomba a mano sul cuore, che può esplodere o meno, ma intanto c'è. Io, personalmente, penso che Spera sia vivo. E non me ne voglia Cubeddu se mi prendo la licenza di immaginare la seconda parte della vita del suo protagonista, quella che non vale la pena di raccontare, come il tramonto di un antieroe che ha attraversato il dannunzianesimo e abbraccia ora una visione crepuscolare dell'esistenza. Il "mio" Spera conteneva già in nuce questa contraddizione. Per ogni gesto che ha compiuto non ho fatto altro che pensarlo come vittima della medesima punizione del sopravvissuto gozzaniano: "Reduce dall'Amore e dalla Morte / gli hanno mentito le due cose belle".Eccola qui la sua fredda, freddissima Alaska.   Gaia De Pascale    

Recensioni dei clienti

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    Federica

    17/06/2014 21.05.45

    Libro di rara bruttezza, pretenzioso, presuntuoso, inverosimile, ridicolo. Il protagonista vorrebbe essere un eroe romantico, un bello e dannato, ma risulta solo un grandissimo e insopportabile cretino. La storia è tutto tranne che coinvolgente, la curiosità di sapere come va avanti non mi è venuta nemmeno una volta. Più di tutto, manca la semplicità. Sono arrivata alla fine solo perché mi scocciava aver speso 16 euro per niente. Ma che fatica! Fosse stato almeno più breve...

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    Colette Gause

    16/09/2013 14.46.34

    complesso ma non complicato! mi è piaciuto e mi ha divertito questa bella novità.

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    stef

    16/09/2013 14.44.27

    non capisco chi dice che non racconta nulla...secondo me è un ottimo esordio, uno stile pazzesco e un sacco di spunti, con un gioco di ironia continua (anche sul sessismo) e ben modulata. a me è piaciuto, vorrei avesse più successo mediatico perchè lo merita.

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    Filippo

    16/07/2013 13.51.55

    Il personaggio c'è, le sparate pubbliche pure, lo scrittore per niente. Un romanzo d'ingenuità sorprendente per lettori "deboli": grande presunzione, qualche inciampo grammaticale, pochissima tecnica narrativa. E ha pure studiato alla Holden, l'autore. Spero che non si caschi nell'ennesimo ricatto editoriale.

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    ziamicky

    07/07/2013 16.08.02

    Sono la voce fuori dal coro.Pur leggendo 50 libri l'anno non riconosco in questo un grande libro, usando una sua stessa frase : " d'accordo scrivi bene,ma non racconti nulla" ( pag.163 ).In realtà qualcosa viene detto,ma resta sempre un retrogusto piuttosto sessista.Carino il richiamo a fatti ed esperienze stile Amarcord nei quali chi oggi ha trai 30 e i 40 anni può riconoscersi.

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    Carlotta

    30/05/2013 13.48.53

    sono contentissima di questo acquisto. il livello è molto alto, anche se ad un primo sguardo la copertina e la sinossi ingannano. pensavo ad una lettura divertente e veloce, e lo è stata, ma con il valore aggiunto di lasciare qualcosa di più...è un libro profondamente tragico. ma te ne accorgi solo quando lo hai finito. curiosa di come proseguirà la parabola, se proseguirà. per esempio, perchè non pubblicare i libri di Spera?

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    francesco

    14/05/2013 12.13.54

    Bravissimo, Marco! Lingua e costruzione della storia magnifiche. Uno scrittore che farà strada!

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    marina

    30/04/2013 23.18.09

    ho comprato questo libro dopo aver letto un'intervista dell'autore. lui mi ha convinto, molto, il libro anche di più: l'ho divorato in 3 giorni. speriamo in un suo futuro!

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    carla costo

    20/04/2013 13.07.02

    Ho trovato questo libro semplicemente geniale, è iniziato un nuovo genere per l'Italia, è trash, crudele e nello stesso tempo tenero e buffo sinceramente spassoso, colto , dissacrante insomma Geniale. Bravo Marco , l'unico appunto : era proprio necessario il capitolo 'il giorno dei morti'? L'ho trovato pleonastico, appesantente. ma un neo in un bel viso non fa che aumentarne la bellezza! Complimenti

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