Categorie

Rosa Matteucci

Editore: Adelphi
Edizione: 3
Anno edizione: 2006
Pagine: 136 p. , Brossura
  • EAN: 9788845920950
Usato su Libraccio.it € 6,48

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Mara

    18/12/2012 15.46.58

    Forse il più riuscito dei romanzi della Matteucci. Il legame opaco, pesante, della figlia quarantenne con questa madre insopportabile è scandagliato senza reticenze, ma anche con un senso di pietà. Pietà che non mi sembra emergere all'improvviso nell'ultima parte del libro, di fronte alla morte, ma che è già presente nella cura continua che lei le presta con grande pena, ma anche con ostinazione.

  • User Icon

    GMT

    24/02/2012 00.53.02

    Una scrittura forzata, soprattutto nella prima metà, con una ostentazione di parole "difficili" ma fuori luogo. Una storia vera, per carità, ma tutto sommato insipida. Interessante invece, come già in Lourdes (un libro decisamente migliore), lo sguardo cinico dell'autrice che tende a cogliere sempre le caratteristiche più squallide e degradanti dei suoi personaggi.

  • User Icon

    art

    16/12/2011 15.07.54

    Libro non banale, per chi non si accontenta della scrittura "basica" oggi troppo in voga.Una storia a tratti sgradevole, plasmata dalla sapiente prosa dell'autrice. Consigliato.

  • User Icon

    Luca

    29/08/2007 15.45.53

    Non c'è bisogno di dire che Rosa Matteucci è una scrittrice VERA, del resto lo stesso Fruttero le ha dedicato un affettuoso elogio qualche tempo fa su La Stampa. Il libro è inquietante e forte, toccante e autentico per chi vive gli stati d'animo che sono quelli di Luce, la protagonista del racconto. Rosa scrive in maniera eccezionale per gusto e autenticità, con l'umiltà di non anteporre mai l'esibizione del virtuosismo alla sostanza profonda della sua narrazione. Lo consiglio a chiunque chi sia in cerca di qualcosa di diverso dai soliti omologati "romanzi omeopatici" come qualcuno li ha definiti.

  • User Icon

    alex

    12/02/2007 11.08.28

    malinconico, con una tristezza di base che avvolge le due protagoniste in una dimensione di squallore ed un finale che sa un po' di favoletta "il bene trionferà sul male"...

  • User Icon

    S.R.

    05/10/2006 17.19.49

    Un musicista americano si disse attratto dall’idea di incidere un disco suonato soltanto con oggetti trovati per strada. Anche Rosa Matteucci predilige raccontare storie raccattate da terra: ci penserà lei a sublimarne la sostanza, nell’arcana officina del suo stile. Dopo aver narrato in “Lourdes” e “Libera la Karenina che è in te” due ribellioni di donna, l’ideale trilogia della sofferenza si completa in un duello a mani nude con una morte che nasce giorno dopo giorno. Il racconto si dipana nel contrapporsi degli sconforti complementari di due donne rassegnate alla ricerca di una soluzione che non c’è. Lentamente gli eventi declinano verso un cenacolo natalizio, ideale cornice a contrasto per una scena madre che quindi non sorprenderebbe nello svolgersi. Ma è proprio a questo punto che il racconto prende il volo. Già sente Orlando che la vista ha perduto, recita la Chanson: così Ada scopre di avviarsi lungo un percorso fantastico, sta morendo ma non lo sa e davanti agli occhi le scorrono spezzoni di cinegiornale con Piccole Italiane nel saggio ginnico, ritratti sorridenti dalla vetrina di Luxardo, la grossa scrofa alata che vola nelle Tentazioni di Sant’Antonio di Bosch, il coro dei morti di Federico Ruysch. Sono pagine di infinita pietà, rimodulate secondo quello stile profetico e visionario che fu di Jacopone e Teresa di Lisieux e che rappresenta la cifra inconfondibile dell’autrice, capace di rendere un’autentica tensione metafisica nei toni del burlesco e della clownerie. Ecco così santi e reliquie, entrano ed escono dalla pagina come le statuine di un carillon che suona il Dies Irae, fino all’arrivo degli angeli che annunciano la fine del tempo. Questo passaggio memorabile, di eccezionale intensità mistica e letteraria, necessario culmina in un finale dove una trasfigurazione fintamente laica del rito dell’eucaristia, vede il viaggio di Luce al termine della notte trovare conclusione. Per una speranza di pace con se stessa e con l’ombra ormai inerte della madre, nel riconciliarsi universale dei destini.

  • User Icon

    Andrea Montesi

    27/09/2006 12.15.28

    Con questo romanzo,Rosa Matteucci conclude probabilemente la sua trilogia di dolore al femminile. Questa volta, la protagonista "Luce" è una quarantenne, lasciata dal marito, alle prese con una vecchia madre bisbetica. In tutta la drammatica rappresentazione del rapporto madre figlia, con grande sorpresa i nodi di sangue saranno sciolti e recuperati in un finale mozzafiato che lascia di stucco. Una lettura agevole e coinvolgente che raccomando sia ai figli che ai genitori.Una storia di per se così tanto comune da non poter essere recensita, ma non per questo banale.

Vedi tutte le 7 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione