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Joseph Conrad

Traduttore: L. Saraval
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Edizione: 13
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: LVI-103 p. , Brossura
  • EAN: 9788811364122

Recensioni dei clienti

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    JD

    19/11/2015 17.16.57

    In effetti non si può dare torto a chi non apprezza questo libro.Definirlo noioso è uno sbaglio,e merita di essere annoverato tra i classici immortali della letteratura.Il suo problema a mio avviso sta nella sua brevità,nel suo schematismo.Dopo aver visto "Apocalypse Now" mi aspettavo un libro di almeno mezzo migliaio di pagine,dove ogni singola tappa del viaggio di Marlowe viene ben descritta e una cospicua descrizione delle barbarie agli schiavi per la raccolta del caucciù.Invece,il romanzo si limita a scivolare in modo sbrigativo da una vicenda all'altra,e non ci sono personaggi secondari particolarmente interessanti.E anche l'incontro con Kurtz è meno entusiasmante di quanto ci si aspetta.L'unica cosa che ho trovato incisiva è il confronto finale con la vedova di Kurtz.Insomma in questo caso il film supera nettamente il libro.

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    nik savinkov

    18/07/2015 18.15.11

    Davvero un capolavoro della letteratura universale per intensità, profondità, qualità della scrittura e poesia! Un testo certamente per palati fini. Per costoro raccomandatissimo!

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    Alessandro

    17/03/2015 12.56.53

    Heart of Darkness è uno dei capisaldi della letteratura, un romanzo che in circa cento pagine è capace di trascinare il lettore in un viaggio verso il cuore di un continente selvaggio e misterioso, indagando con esso anche l'oscurità e le ombre che si celano nell'animo umano. Il regista Francis Ford Coppola trasse ispirazione da questo capolavoro per dirigere il suo Apocalypse Now. Uno dei romanzi più belli di sempre.

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    Andrea

    27/04/2014 17.43.55

    Analizzando il libro dal punto di vista del romanzo il voto non può che essere basso. Conrad ha mancato della capacità di irretire il lettore e quindi la lettura delle pagine scorre lenta e noiosa cosa che, pur trattando di temi complessi, non si riscontra ad esempio in Orwell (che scrive anche lui romanzi). La nota positiva se così vogliamo metterla, riguarda la riflessione che "il cuore di tenebra" del colonialismo ieri, modernità oggi, comporta. Poi se gli elogi sono fatti in massa perchè viene ritenuto da sempre un capolavoro della letteratura e le persone non vogliono fare la figura degli "intellettualmente timidi" perchè criticare un "capolavoro" è un po' come darsi dell'imbecille agli occhi degli altri.. Di tutte le 103 pagine salvo solo la profonda riflessione che ne deriva.

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    paolo

    22/11/2013 12.54.55

    Di questo breve romanzo non so dire se sia una grande opera di pura fiction, priva di ogni velleità di "impegno" o se invece intento dell'autore fosse proprio quello, apparentemente primario nel testo, di denunciare la rapacità del colonialismo europeo. Mi piace pensare che sia più buona la prima, che Conrad volesse soprattutto raccontare una storia fatta soprattutto di impressioni, di sensazioni, di terrori e di speranze, di tipi umani e di una natura maestosa e dolente ancora capace di intimorire gli uomini. La sostanza del racconto sembra proprio stare in ciò che non è scritto, che manca, che viene lasciato ai giochi della mente di chi legge. Il talento dell'autore comunque è davvero grande, capace com'è di creare, qui come, ad esempio, in Lord Jim, atmosfere grandiosamente opprimenti e misteriose in modo impareggiabile.

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    faffa

    03/09/2013 10.04.04

    Romanzo penetrante e vivido di Conrad che ho acquistato nell'edizione "Live" della Newton Compton a 0.99 presso un autogrill andando verso la meta toscana delle vacanze estive. Ho, infatti, gustato questo lungo racconto senza tempo, quasi onirico del Capitano Marlow nella pace della campagna toscana.Le immagini di Marlow seduto "a gambe incrociate a poppa" mentre racconta del "cuore di tenebra" del centro Africa "primordiale" che diventa un tutt'uno con quel "cuore di tenebra" del mitico e ambizioso Kurtz fanno si che i tre capitoli si leggano scorrevolmente.Alcuni passaggi,inoltre,chiaramente delineano a tutto tondo la figura del capitano Kurtz che diventa la meta del viaggio di Marlow:"La mia promessa sposa,la mia base,la mia carriera,le mie idee - questi erano gli sfoghi occasionali di sentimenti elevati.L'ombra del vero Kurtz visitava il capezzale di quel vuoto inganno,il cui destino era quello di essere sepolto di lì a poco nella terra di quel mondo primordiale.Ma sia l'amore diabolico che l'odio ultraterreno dei misteri che aveva penetrato lottavano per il possesso di quell'anima sazia di emozioni primitive,avida di fama menzognera,di falsa distinzione,di tutte le sembianze del successo e del potere".La tenebra del cacciatore di avorio Kurtz era "impenetrabile".Così come di color tenebra sono state le sue ultime parole:"Orrore!".Nonostante ciò, però, il Capitano Kurtz appare agli occhi del Capitano Marlow "un uomo notevole", la cui affermazione in fin di vita rappresentava "una vittoria morale pagata con innumerevoli sconfitte,con terrori abominevoli,con abominevoli soddisfazioni".Pregio del romanzo è anche la capacità di Conrad di descrivere,tramite gli occhi e la voce di Marlow,sia il sapore delle coste che,sorridenti,accigliate,invitanti, imponenti,insignificanti,selvagge,invitano alla scoperta,sia i volti degli abitanti dell'Africa,sia il modo dei bianchi esploratori-conquistatori della Compagnia di approcciarsi agli indigeni africani.

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    niki

    14/02/2013 08.45.44

    Racconto affascinante. Come tutti i testi di Conrad, la lettura trasporta in un altro mondo, in un'atmosfera primordiale. Nel caso di Cuore di Tenebra l'ambientazione è il Congo colonizzato e sfruttato per l'avorio. Il 'cuore di tenebra' è la giungla misteriosa e atavica che 'vede' il colonizzatore bianco arrivare come un dio, padrone prepotente, e che lo fagocita, lo trasforma, lo disintegra mettendolo a contatto con i propri più sordidi istinti. Un racconto (150 pagine nella versione digitale, con una complicatissima introduzione)di avventura e di scoperta, in cui i due protagonisti si capiscono pur non avendo l'opportunità di conoscersi. Marlowe è il narratore, l'anima 'buona', ancora incontaminata, retta e consapevole, che si ritrova, per spirito di avventura, ad essere capitano di un battello fluviale, tra gretti funzionari e avidi commercianti, cannibali e schiavi neri. Conosciamo, invece, Kurtz pressoché solo attraverso i racconti che di lui fanno i personaggi incontrati da Marlowe: inestimabile oratore e abile razziatore di avorio, maestro, addirittura divinità, per gli indigeni. Personaggio forte, nonostante ne si assista unicamente all'agonia e alla morte. Splendida la 'menzogna' finale che Marlowe si sente costretto a raccontare alla fidanzata del defunto Kurtz, di cui nessuno, neppure la donna che dice di amarlo e capirlo più di qualunque altro, comprende la vera, tragica essenza. L'unico rimpianto: lo avrei voluto più lungo.

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    fabio

    25/07/2012 21.35.44

    Ci sono spesso pareri contrastanti su Cuore di Tenebra. E' da leggere. Rimane originalissimo e senza tempo. Il personaggio di Kurtz è leggendario.

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    Nicola Mosti

    10/03/2011 11.29.47

    Per cominciare, intenderei demolire la tiritera in base alla quale ai lettori non è consentito esprimere critiche ad un testo di narrativa, se non lo si contestualizza, se non si sposta il piano di lettura, se non si trasfigurano i contenuti ed altre simili amenità... Perché se è vero che l'analisi di un testo non può prescindere dal periodo storico del componimento e dal contesto socio-culturale contingente all'autore, è pur vero che uno scrittore non può mai prescindere dalle regole universali della buona scrittura, per quanto queste siano intuitive, piuttosto che codificabili. Questa premessa, in realtà, non è condotta tanto per anticipare una stroncatura del libro, quanto per sgombrare il campo dai preconcetti che ammorbano la mente dei critici di professione, secondo i quali i mostri sacri della letteratura non possono mai essere intaccati o messi in discussione dai semplici lettori. Quegli stessi personaggi che, dallo scranno del loro dottissimo studio, distruggono inappellabilmente gli autori contemporanei, per poi glorificarli e venerarli incondizionatamente una volta deceduti. Detto questo, non si può fare a meno di riconoscere a Joseph Conrad un indiscutibile talento narrativo ed in "Cuore di tenebra" un'opera evocativa, per molti aspetti morbosamente suggestiva. Tuttavia, questa pur affascinante suggestione preparatoria, che si solleva progressivamente nel corso del romanzo come un'angosciosa onda di marea, non trova sfogo in alcuna appagante rivelazione, lasciando al lettore una spiacevole sensazione di promessa disattesa.

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    GL

    14/01/2011 13.20.48

    Pochi o forse nessuno ha penetrato così a fondo la parte oscura dell'animo umano, in questo come in altri romanzi. La vicenda di Kurtz è quella di un uomo superiore alla media dei suoi simili che pero' si disancora da ogni principio e sconfina nel regno dell'orrore puro e semplice. E' una vicenda di solitudine profondissima che induce all'errore. A me fa venire in mente tutti quanti si sono persi nel delirio della propria autoaffermazione per mancanza di prospettiva o di fede, i carnefici di ogni epoca. Cosa avvenga nella mente e nel cuore di costoro non puo' essere spiegato, solo - forse - raccontato. Non è un romanzo semplice e forse per questo non è apprezzato da tutti. Forse, per apprezzarlo, va letto più di una volta ed in epoche diverse della propria vita. Personalmente, io lo considero un capolavoro, altro che noir...

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    Marco Negri

    13/02/2009 09.17.20

    Un libro complicato, lento e caratterizzato da una scrittura particolare. La narrazione si snoda attraverso il racconto del protagonista, che ammorba i suoi compagni marinai in una pausa lungo il tamigi, in attesa che la corrente gli permettesse di ripartire. E' forse questa caratteristica a rendere difficoltosa la lettura: quest'unica voce che porta avanti il racconto può diventare pesante col passare delle pagine e stancare. Peccato perché la storia in sé è intrigante e ha chiaramente ispirato Apocalipse now!

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    stella

    16/06/2008 16.02.26

    Il libro più brutto che abbia mai letto e uno dei pochi che non ho finito!!! noioso e confuso fin dalle prime pagine...non so come facciano a chiamarlo capolavoro! Consiglio: NON LEGGETELO....è tempo perso!!!

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    Bertrando Goio

    28/11/2007 09.30.06

    Dichiarare "confusa" e "poco scorrevole" la narrazione di Cuore di Tenebra denota una lettira distorta del romanzo di Conrad. Definirla un "guazzabuglio" è un insulto e, prima ancora, una TOTALE incomprensione. La narrazione,che potrebbe sembrare appunto intricata e incespicante, è invece SIGNIFICANTE del racconto che Conrad vuole presentarci. La tenebra e la proiezione in essa dell'uomo bianco ignaro è anche riflessa nella narrazione che non può essere quella di un romanzo "normale" ambientato nel nostro mondo. E' un LIVELLO di narrazione che riflette il mondo che essa descrive e che non deve, di conseguenza, essere giudicata con parametri che NON le possono essere appplicati. E' un mondo che non ci appartiene, una dimensione che il bianco fatica a far propria, un mondo in cui le belle arti e la visione occidentale non servono per la sua comprensione, e quindi bisogna scrollarsi di dosso certi metri di giudizio e immergersi per quanto possibile (completamente sarebbe troppo difficile) in un'ALTRA dimensione. E' un libro che ci pone la problematica dell'eterno rapporto con l'altro: problema di ieri e problema di oggi, in cui ci crediamo tanto evoluti da poter avere un giudizio sereno; ma in realtà le paure (con i dovuti cambiamenti rispetto a un secolo fa) e le chiusure istintive sono sempre le stesse. Soprattutto se guardiamo in una prospettiva in cui l'Europa e L'Occidente stanno sempre di più riducendo il loro ruolo tradizionale, anche se il nostro comportamento, per citare CDT, è quello di "individui banali che si occupavano delle loro faccende nella perfetta convinzione dell'incolumità". Noi ci giriamo davanti alla "tenebra" che però sta sempre più diventando uno specchio in cui rifletterci e in cui DOVREMO affrontare la paura che è insita in noi. I nostri valori si relativizzano, diventano problematici e noi abbiamo paura. I princìpi, scrive Conrad,sono "stracci ornamentali" che "se ne volano via ala prima scrollata vigorosa". Attualizzare è sempre un pericolo, ma leggere CDT rende consapevoli...

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    Davide

    29/08/2006 10.01.36

    Ci sono romanzi di 500 pagine che li leggi tutti d'un fiato e altri di non piu' di 100 che fai fatica a finirli,bhe questo e' uno di quelli.Di buono c'e',l'atmosfera che Conrad riesce a trasmettere.Nulla a che vedere con il genio di Oscar Wilde.

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    Romano De Marco

    02/05/2006 08.07.58

    Il racconto del viaggio del marinaio Marlow nel cuore dell'africa tropicale, lungo un fiume pieno di insidie, su una imbarcazione instabile e malridotta, alla ricerca di Kurtz, un uomo che ha in qualche modo sovvertito le regole della compagnia commerciale per la quale lavora, divenendo una leggenda fra gli indigeni e provocando preoccupazione e imbarazzo fra i propri superiori. Il romanzo è in realtà una potente, efficace metafora del viaggio all'interno dell'orrore insito nella condizione umana e una condanna senza appello alla crudeltà della civiltà moderna che maschera dietro ipocrite convenzioni una assoluta mancanza di rispetto per la vita e per la dignità dei deboli. Kurtz è il terminale di questa ricerca e assume, nel racconto, una importanza centrale, quasi simbolica, sottolineando con la propria parabola (viaggio, ascesa, morte e disillusione) la visione negativa di Conrad in merito ad una eventuale, possibile redenzione dell'umanità. Il passaggio finale dell'incontro fra Marlow e la promessa sposa di Kurtz, sottolinea ancora di più questa visione assolutamente pessimistica, mascherata da un gesto apparentemente catartico compiuto dal marinaio che, in realtà (negando ancora una volta la verità) ribadisce l'impossibilità dell'uomo di essere davvero se stesso all'interno delle regole sociali che si è imposto. Nota: Francis Ford Coppola si è ispirato a questo romanzo per il suo APOCALYPSE NOW ambientato a circa un secolo di distanza, durante la guerra in vietnam.

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    stefano77

    31/01/2006 00.49.54

    Classico ma non per questo scontato; direi attuale, un racconto che ci rivela la sconfitta della civiltà. Dopo poche pagine mi sembrava di rivivere l'atmosfera di Apocalypse Now. Credo che meriti una lettura più approfondita...

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    Francesco

    10/11/2005 10.41.24

    Buon libro, ma niente più.

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    Albys

    17/07/2005 22.08.21

    Se fosse stato scritto negli ultimi 20-30 anni, Cuore di tenebra sarebbe stato definito un noir (termine super-inflazionato, ma che calza a pennello per questo libro di più di un secolo fa). Non è la narrazione del viaggio nell'oscuro mistero del fiume Congo ad essere, infatti, al centro del romanzo. Nonostante la forte caratterizzazione esotica (l'Africa più selvaggia) e il senso generale di avventura, questo celebre romanzo di Conrad resta un immortale romanzo psicologico basato sul Male, sull'animo cupo dell'Uomo quando egli trascende i suoi compiti e le sue responsabilità in nome della folle esaltazione. Il cammino che Conrad fa fare a Marlow è un percorso segnato dal dolore della consapevolezza e delle rivelazioni. Prima la scoperta della vera natura del colonialismo. Poi la rivelazione su quanto l'animo umano possa uscire dai binari, e quanto il male possa affascinare. Simbolico, lirico, impressionista. Kurtz è il vero protagonista del libro. L'anima buia, il punto di riferimento di tutti. Una vera e propria ossessione, il simbolo buio della solitudine. Conrad ha una bella prosa, ancora attuale, anche se in questo libro eccede forse con l'aggettivazione e carica un po' troppo, contribuendo così a far calare la tensione narrativa. A me non ha annoiato, perchè quando un autore è bravo può anche essere lento (non troppo a lungo, però), ma capisco chi può averlo trovato poco avvincente. Altro difetto: alcuni passaggi fondamentali della storia sono tirati via in modo frettoloso, con una pessima scelta dei tempi narrativi. C'è una latente insoddisfazione nel lettore, per qualcosa che è più immaginato che vissuto. Nonostante questi due difetti, il libro rimane molto buono. E' un romanzo amaro, in cui quasi tutti escono sconfitti (anche Marlow, con l'ultimo suo ipocrita gesto)e proprio per questo è un libro attuale. L'avidità del ruolo da protagonista tirato agli estremi, la convenienza di certe visioni sociali precostituite, l'"ideale" che è bello finchè resta, appunto, ideale e non cosa reale. Da rileggere.

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    Luka

    10/03/2005 12.14.31

    Di questo romanzo se ne sentono gli odori, il caldo opprimente, l'intricata foresta. Stupisce come Conrad sia capace di trasmettere tutto quello che c'è da trasmettere a riguardo dello sfruttamento, anticipando temi tuttavia attuali. E fa ciò rimanendone al di fuori, evitando di schierarsi per una o l'altra parte. Personalmente trovo la fine molto brillante e geniale: il nascondere alla donna amata da Kurtz le ultime parole di quest'ultimo,parole aspre, certo non piene d'amore:"che orrore, che orrore"

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    G.L.

    25/02/2005 18.44.56

    Un torbido guazzabuglio. Un plinto. Ma va letto con meticolosa, profonda attenzione, in lingua originale, almeno per comprendere quanto l'ipotassi di Conrad raggiunga qui il vertice dell'improbabilità.

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