Nella Francia cupa del Seicento, Éléonore de Montfaucon vive nascosta nelle saline di Guérande, dentro una casa senza stemmi, consumata dal vitro nero: una sostanza misteriosa, che l’ha legata agli abissi e la chiama ogni notte dal fondo del mare. Quando il vecchio servitore Jérôme le consegna un involto lasciato dal padre prima della condanna, Éléonore scopre una mappa incisa su lamine d’argento e ossidiana. Non conduce a un tesoro, ma al Cuore Nero del Mare, una macchina segreta sepolta sotto il Mont-Saint-Michel, capace di dominare le maree e di ridisegnare l’Europa. A Parigi, intanto, il cardinale Richelieu riceve rapporti allarmanti dalla costa normanna: campane sommerse che suonano durante la bassa marea, navi abbandonate prive di equipaggio e villaggi evacuati da popolazioni terrorizzate dai cosiddetti pellegrini senza ombra. Convoca D’Artagnan, Athos, Porthos e Aramis e affida loro una missione non ufficiale: ritrovare Éléonore, se davvero è viva, e condurla a lui perché solo lei può comprendere la minaccia. Ma l’ordine nasconde una clausola più oscura: se la duchessa non fosse più separabile dal pericolo che porta dentro di sé, i moschettieri dovranno impedirle di cadere in altre mani, qualunque sia il prezzo. Il viaggio verso la Normandia diventa una discesa in un territorio dove la ragione vacilla. I quattro attraversano villaggi deserti, chiese profanate da cerchi di conchiglie e sabbia nera, locande abitate dalla paura. Assistono al passaggio dei pellegrini senza ombra, figure mute e quasi incorporee che sembrano fatte di memoria, non di carne, e che avanzano verso il monte come chiamate da una volontà sommersa. D’Artagnan comprende che quel richiamo potrebbe attirare anche Éléonore, e che il vero conflitto non sarà soltanto politico, ma intimo: tra l’obbedienza a Richelieu e il sentimento mai spento per una donna considerata nemica. Anche Éléonore si dirige verso il Mont-Saint-Michel, decisa a raggiungere il Cuore Nero prima di chiunque altro e a spegnerlo. Ma sulla sua strada compare Isabeau de Vauclair, dama creduta morta e guida della Confraternita della Marea Vuota, un’organizzazione di nobili decaduti, ingegneri esiliati, religiosi disillusi e mercanti di morte che vuole risvegliare la macchina per rovesciare l’ordine dei re. Isabeau rivela a Éléonore una verità terribile: il vitro nero non l’ha solo avvelenata, l’ha resa affine al Cuore Nero, trasformandola nella chiave vivente capace di aprirlo. Il destino dei moschettieri e quello della duchessa si incrociano in una cappella allagata, tra rovine, acqua nera e presenze sommerse. D’Artagnan la ritrova segnata dalla febbre e dal richiamo, ma ancora lucida, fiera, determinata a non diventare strumento della Confraternita. Athos comprende la posta morale della missione, Porthos riporta concretezza e coraggio, Aramis interpreta i segni religiosi di quella minaccia a metà tra scienza proibita e sacrilegio. Da quel momento i quattro non inseguono più una sospetta traditrice: accompagnano una donna che lotta contro il male che la divora. Avvicinandosi al Mont-Saint-Michel, la marea si comporta in modo impossibile, contro ogni legge naturale. Gli emissari della Confraternita tentano di catturare Éléonore viva, mentre il richiamo del Cuore Nero diventa più forte a ogni passo. Il pericolo cresce insieme alla tensione morale, fino a mettere alla prova la fedeltà. La missione diventa una corsa contro il tempo: entrare sotto il monte, discendere nei suoi passaggi nascosti, impedire che Isabeau completi il risveglio. Tra duelli, visioni marine, cunicoli segreti e amore trattenuto, D’Artagnan ed Éléonore devono affrontare la domanda decisiva: che cosa resta dell’amore, dell’onore e della libertà quando il mare stesso pretende di parlare attraverso il sangue di una donna?
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