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Marina Corradi

Editore: Marietti
Collana: Le fionde
Anno edizione: 2011
Pagine: 112 p.
  • EAN: 9788821156175

Recensioni dei clienti

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    alida airaghi

    31/07/2015 09.49.09

    La poesia cattolica è quasi sempre retorica, puerilmente devota, con un insopprimibile, farisaico, stantio odore di sacrestia. Forse solo i non credenti riescono a scrivere in versi della loro ricerca inquieta e delusa di Dio, della loro ansia di assoluto, della loro rassegnata disperazione riguardo alla caducità della vita e all'imperdonabile ingiustizia della sofferenza innocente. La narrativa dei cattolici praticanti (soprattutto di quelli che pontificano da qualsiasi pulpito mediatico) risulta altrettanto insopportabilmente didascalica, lontana da qualsiasi doveroso dubbio o interrogativo, insuperbita della propria superiorità etica. Chi avesse mai seguito le illuminazioni di Marina Corradi sul quotidiano dei vescovi "Avvenire", sa bene di cosa parlo. La signora è ovviamente una perfetta cittadina (e irreprensibile figlia, moglie, madre..), giornalista allineatissima con le direttive CEI, instancabile testimone delle verità evangeliche: come tale si sente in diritto di bacchettare impietosamente chi arranca in mancanze, incertezze, fragilità (o, non sia mai!) nel rifiuto della fede e nella lontananza dai sacramenti. Ed elargisce le sue perle di salvezza a tutti, quasi sempre sottintendendo che nessuno riuscirà mai a raggiungerla in questo suo cammino di perfezione, nella sua encomiabile sensibilità, nel suo diuturno e caritatevole esempio di incorruttibile cristianità. Così anche in questo volume, stilisticamente piuttosto mediocre, sembra pretendere approvazione planetaria ad ogni riga, quando narra agiograficamente di un'infanzia particolarissima nella sua eccezionale e tenera emotività. Il Prof. Borgna (con cui Marina Corradi da sempre scambia recensioni, interviste e presentazioni) elogia il testo con iperbole che risultano francamente eccessive e insincere ("lettura intensa e febbrile"??). Misteri cattolici.

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    GD

    03/07/2015 12.02.12

    Il nulla avvolto in una nebbiolina pseudo-poetica, come di solito gli articoli della Corradi. Continua a scrivere e pubblicare, dunque a qualcuno presumo possa piacere, per quanto mi sembri davvero difficile. Forse i familiari stretti capiscono e gradiscono.

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    cristina

    11/10/2012 08.15.24

    Un testo incredibilmente inutile e irritante. Il diario intimistico di una ragazzina che trascorre le vacanze estive a Cortina negli anni '60. Talmente intimistico da snobbare il lettore, il quale è costretto a sorbirsi resoconti dettagliati e ampollosi, noiosi, di vicende minimalistiche che lasciano il sapore del: Niente. Persino l'unico evento realmente cruciale e significativo ci viene offerto senza spiegazione alcuna. Forse il lettore non è degno di essere messo a parte di un dolore tanto profondo? La sig.ra Corradi ha scritto forse soltanto per sé, o per una cerchia ristrettissima di persone. E allora perchè pubblicare questo diario? E lo ha scritto anche male, con una prosa stilisticamente ridondante e una punteggiatura da brividi (mi si spieghi il perché di lunghi paragrafi scritti tra parentesi!). Da annotare anche una certa profusione di refusi editoriali. Per concludere, persino la postfazione del sig. Borgna si intona alla vuota retorica di questo testo.

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