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Bartolomé de Las Casas

Curatore: G. Tosi
Editore: Laterza
Anno edizione: 2007
Pagine: LXVII-129 p. , Brossura
  • EAN: 9788842081814
Il trattato cinquecentesco che qui si ristampa è attribuito con molta probabilità a Bartolomé de Las Casas, famoso per aver denunciato lo sfruttamento e lo sterminio degli indios americani da parte dei conquistadores, difendendo i diritti dei nativi contro l'ostilità dei coloni. Il "coraggio morale" del domenicano spagnolo forma una clamorosa eccezione nel "dibattito teologico e giuridico sulla legittimità della conquista e colonizzazione dei nuovi territori d'oltreoceano": egli si oppose infatti pubblicamente alla tesi della schiavitù naturale degli indigeni, sperimentò forme di colonizzazione non violenta e scrisse un impressionante numero di opere sulla questione (come la Brevìsima relación de la destrucción de las Indias). Il suo "multiculturalismo pacifista", sottolineano i curatori del volume, ha una "straordinaria attualità teorica e politica" e permette al lettore di oggi un apprezzamento non esclusivamente erudito di queste pagine, che pur si presentano come argomentazione rigorosamente scolastica, fondata sull'approfondita conoscenza del diritto civile e canonico. I temi giuridici (la libertà originaria, il consenso del popolo, la giurisdizione garante della legge) sono piegati, infatti, a una polemica esigenza dimostrativa: quella che nega legittimità alla concessione perpetua ai coloni – da parte del potere imperiale – dei diritti di sfruttamento dei territori e degli indigeni nel Nuovo mondo. Rifiutare una simile alienazione della sovranità regia, per Las Casas, significava difendere gli interessi dello stato spagnolo contro le tentazioni autonomistiche, ma soprattutto i diritti dei nativi (al consensus dei quali egli riservava un ruolo essenziale). La sua battaglia – oggi lo sappiamo – era perduta in partenza, ma la sua voce conserva un'eco drammatica di modernità.
  Rinaldo Rinaldi