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Andrea Vitali

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2013
Pagine: 160 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811678700
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Raffaele ha dodici anni. È lungo, magro e segaligno, a scuola dicono che è rachitico ma non è vero, ha solo delle gambette sottili sottili, le ginocchia nodose come un vecchio albero d’ulivo e la testa sempre un po’ per aria. Sua madre, la Carla, con la scusa che è rachitico, lo porta ai bagni di Bellano tutti i pomeriggi. In realtà dovrebbe fare un po’ di mare nelle sue condizioni, ma la famiglia non se lo può proprio permettere il soggiorno in Liguria o sull’Adriatico. Così dopo pranzo, mentre il papà è a lavorare, si va sul lago. Raffaele a dire il vero, appena può scappa al fiume, l’Orrido, che getta le sue acque gelate nel lago di Como. È lì che si scoprono le cose più curiose: animali e piante strane, documenti d’identità che svolazzano tra i flutti come gigantesche farfalle.
Quando Raffaele trova la carta d’identità di tale Ilde Ratti in Maltolti, residente a Fino Mornasco, a casa sua si allarmano un po’ tutti. Quelle sono cose che possono portare solo guai. Il papà pensa se andare dai carabinieri o all’anagrafe, ma alla fine lascia perdere. A chi importa?
Forse per uno scherzo del destino o forse perché alla fine tutti i nodi, anche se sono piccoli, vengono sempre al pettine, Oscar Maltolti, operaio semplice in cassa integrazione, si ritrova con la carta d’identità della moglie in mano, senza capire come possa essere finita a Bellano. Chiedere alla diretta interessata è impossibile. Da quando lui è in cassa integrazione, Ilde lavora per due. È impiegata presso la PritMetal, la stessa ditta che ha mandato a casa il marito, stipendio un po’ più alto e qualche gratifica fuori busta per il lavoro del sabato. La sera arriva quasi sempre infuriata, per via della crisi, e trova il marito a ciondolare sul divano. È un luglio afoso a Bellano: il cielo trasuda aria calda che cola sulla gente come piombo fuso. Ilde entra in casa, sbatte la porta e saluta il marito a monosillabi. Come avrà fatto la sua carta d’identità a trovarsi a Bellano? Oscar non ha il coraggio di chiedere niente. Ci pensa e ci ripensa, confabula, conta le ore. Alla fine si decide. Troverà la verità da solo, come può.
È un racconto come sempre tenero e autentico quest’ultima fatica di Andrea Vitali. Un nuovo episodio della sua commedia umana, ambientato sulle sponde del lago di Como, nel paese dove lo scrittore e medico vive e lavora da sempre. I suoi personaggi sono i tipici cittadini della provincia, intenti a crogiolarsi nelle loro piccole noie quotidiane. Un po’ pettegoli, invidiosi, curiosi, ma anche terribilmente ingenui. Andrea Vitali in questi anni ci ha rivelato le loro identità inseguendoli nei tortuosi percorsi delle loro esistenze apparentemente insignificanti, un po’ come fa il giovane Raffaele all’inizio di questo racconto, quando crede di inseguire una farfalla mentre sta scoprendo un segreto. Anche lo scrittore con la sua lunga produzione ha tirato fuori i pregi e i difetti di una comunità che in fondo non ha nulla di cui giustificarsi. La sua Ilde sono i suoi concittadini: fanno parlare di sé senza neanche saperlo, tirano avanti in qualche modo fino alla fine del mese, sbagliando, brontolando, mentendo, odiandosi a vicenda. Ancora una volta possiamo dire che le storie più vicine ai nostri tempi, questa è ambientata negli anni Settanta, rispetto alle storie ambientate negli anni Trenta o quelle del dopoguerra, sono quelle che maggiormente fanno riflettere. Questo breve romanzo in fondo è una parabola, contiene saggezza popolare e anche un monito finale, che forse l’autore rivolge proprio a se stesso.

Recensioni dei clienti

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    Ritochka

    02/10/2016 18.04.37

    Concordo con chi ha scritto che questo romanzo non è il migliore di Vitali e però, il suo stile semplice e la narrazione della quotidianità ne rendono la lettura piacevole.

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    nora

    16/03/2015 11.51.31

    Certamente non è una delle opere migliori di Vitali. Solamente un racconto di corna di provincia, tinto appena di giallino, che non riesce a far sorridere, anzi, con un finale piuttosto amaro. Il voto medio è dovuto alla stima che nutro per lo scrittore, che è certamente capace di scrivere di meglio.

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    Tiziana

    01/05/2014 15.12.24

    Le espressioni colorite, i paragoni calzanti, le arguzie, il costrutto a flash dato da capitoli di una sola pagina o poco più, le storie banali rese paradossali e uniche: tutto questo fa di Vitali un autore godibilissimo, spassoso, mai superfluo nel suo delineare personaggi ed eventi. Tuttavia questo romanzo è un po' troppo frettoloso, quasi un raccontino poco appagante. Vitali non ha certo lo spessore di altri autori più profondi, ma nel trattare i tipi umani ha un taglio ironico e tagliente che lo rende impareggiabile. Tuttavia, non esageri nello sfornare storie poco consistenti.

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    Bassotta cloe

    27/04/2014 21.56.40

    Anni dopo "La signorina Tecla Manzi" leggo di nuovo un romanzo di Vitali. Lettura piacevole, tutta d'un fiato, capitoli brevi che spingono ad andare avanti. Pessima conclusione, è come se l'autore avesse lasciato il romanzo incompiuto; l'idea di creare una struttura circolare concludendo con il ragazzo e la sua famiglia (così come era iniziato) non mi soddisfa, e pare slegato dal contesto.

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    silvia

    02/03/2014 22.07.24

    Forse l'autore dovrebbe pubblicare meno libri.Sembra scritto tanto per scrivere,libro insignificante.Se ci fosse il punteggio 0 lo darei.

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    michele

    27/02/2014 20.12.29

    Forse Vitali è preso dalla smania di pubblicare e vendere. E ha troppa fretta. Così, succede che produca libri inconsistenti come questo. Scrivere, scrive bene, ma la storia si va immiserendo man mano che scorre. Non sono riuscito a finirlo

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    Ridente

    09/02/2014 17.01.08

    Sì, di Vitali ce n'è uno solo. Così come della sua Ilde. In questo periodo di buio e d'incertezza, con la pioggia che va e viene (meno male che oggi è andata, ma torna torna), in un mondo alla rovescia, ovvero di tutti contro tutti, anzi peggio: di tutti con tutti, Andrea Vitali è uno dei pochi (l'unico?) che riesce a strapparmi sane, benefiche risate. Con questo romanzo, una via l'altra. Per il resto, non ci resta che piangere.

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    NADIA

    02/02/2014 14.12.04

    E' una lettura piacevole ma una storia inconsistente. Amo comunque questo autore

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    Nicoletta

    27/01/2014 16.32.52

    Per la prima volta reputo di aver buttato via i soldi nel comprare un libro di Vitali. Sembra scritto di fretta, più per pubblicare che per accontentare il lettore, con una trama che non decolla. Finale inesistente. Peccato.

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    stemaza

    09/01/2014 11.00.13

    Vivace, frizzante, incalzante, e sul più bello ...... flop: uno spumante senza botto.

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    Umberto Mottola

    03/01/2014 16.16.26

    Romanzo deludente, sia per la trama e sia per il linguaggio povero e disarticolato.

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    claudio

    31/12/2013 19.09.39

    Una delusione. Forse Andrea Vitali dovrebbe pensarci un po' di più prima di pubblicare altri lavori come questo. Insulso.

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    normalman

    23/12/2013 11.32.32

    Sono d'accordo con chi scrive che la sensazione finale è di delusione. C'erano le premesse per una conclusione diversa, sorprendente, invece sembra aver terminato il racconto di tutta fretta, senza fantasia. Peccato perché la sua scrittura è ancora una volta piacevole: sta sempre più perfezionando la sua abilità nel sezionare gli stati d'animo dei personaggi, distillandone le sfumature in frasi brevi e rarefatte, quasi come haiku giapponesi.

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    siro

    22/12/2013 15.57.05

    Purtroppo di Chiara c'è n'è stato uno solo. Per quanto Vitali si sforzi di imitarlo rimane sempre al palo. Mi spiace perché è di gradevole lettura. Inoltre questa mania di fare capitoli extracorti per creare con spazi non stampati una parvenza di volume (le 151 pagine potevano starci in meno della metà) odora troppo di azione puramente commerciale. Non spenderò più 15 euro per un racconto senza originalità che ho letto in meno di tre ore.

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    Alberto

    07/12/2013 10.11.38

    Anch'io, giunto all'ultima pagina, ho avuto un moto di delusione, perché il finale mi è parso incompiuto. Mi piacerebbe sapere il pensiero dell'Autore. Ho comunque avuto il piacere di leggere un racconto lungo, più che un romanzo, godibile per il suo marchio: Vitali ha il dono di saper scrivere con stile semplice, ridotto all'osso, ma non per questi motivi, banale o infantile. Anzi: pochi, come lui, sono capaci di dare al lettore un pensiero di un personaggio, un'azione, in modo straordinariamente efficace con sole quattro parole e un aggettivo. I suoi capitoli brevi, asciutti, danno ritmo e sovente creano attesa, spingendo chi legge a voltare pagina, trascinandolo all'ultima pagina in un amen.

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    Silvia

    06/12/2013 23.13.08

    L'unico libro di Vitali che non mi è piaciuto è stato "Dopo lunga e penosa malattia"...la storia di Ilde non è a questi livelli ma si avvicina molto. Il finale poi non dice nulla! Vitali nelle sue uscite pubbliche dice di avere una miriade di storie da raccontare...speriamo quindi che le prossime uscite siano all'altezza del suo buon nome!

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    dony

    26/11/2013 10.31.19

    Anche se adoro Vitali, questo libro non è dei migliori, la storia è banale e la fine mi ha lasciato con la sensazione che manchi qualche cosa, come di incompiuto. Speriamo nel prossimo.....

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    grazia53

    16/11/2013 14.10.56

    Non è il meglio dei libri di Vitali . Sembra un racconto interrotto a metà, Poco dell'ironia e del bel narrare dei precedenti. "Una bella storia d'amore" , tanto per citare , lo supera di diverse lunghezze.

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    marco errico

    08/11/2013 15.56.54

    Non sarei così entusiasta, è sicuramente un buon libro che si lascia leggere tutto d'un fiato, ma certi paradossi mi sembrano francamente esagerati. Lo spunto è buono (anche se c'è già nel film Causa di Divorzio con Montesano, la Spaak, la Berger e Lino Toffolo), ma probabilmente tirato un pò per i capelli. Certi timori dei personaggi sono, secondo me, troppo amplificati ed è grazie a questi che la storia procede, altrimenti non avrebbe modo di esistere. Ne ha scritti di migliori, che la vena si stia esaurendo?

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    Marta Censini

    29/10/2013 16.55.57

    Il nuovo romanzo di Vitali è semplicemente esilarante. Ancora dei bellissimi personaggi che ti fanno compagnia, facendoti sorridere: Ilde che mette tutti in riga, Teodora e i suoi capricci, Oscar e la sua piccola indagine che lo porta ad una beffa. Una lettura piacevolissima. Consigliato!

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