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Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 101 p., Brossura
  • EAN: 9788807880117
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    Renzo Montagnoli

    18/07/2016 18.44.15

    La giovinezza non è sempre primavera di bellezza, anzi può essere un periodo di profonda tristezza interiore, di solitudine riveniente da una inconsapevole auto esclusione. Ed è di quegli anni, anni di studio al liceo, che parla questo delicatissimo romanzo di Giorgio Bassani. É il ricordo che guida la mano del narratore, che descrive con sapienza un microcosmo in cui tutti per un po' ci siamo trovati, quello scolastico. Il periodo storico va dall'ottobre del 1929 al giugno del 1930 e per l'autore sono mesi di sfide tacite, della ricerca di un compagno con cui condividere gli studi e la scelta cade su quello che, senza essere un somaro, non è nemmeno una cima, una sorta di gregario che non potrà mai diventare un pericoloso concorrente nella gara per diventare il più bravo della classe. Inizia così un rapporto in cui la continua frequentazione fa scivolare verso un'intimità sempre più accentuata, che sfiora anche la sfera sessuale nel difficile periodo del passaggio dallo stato infantile, o quasi, a quello adulto. L'io narrante è timido e tende sempre di più a chiudersi a riccio, come a proteggere quell'innocenza dell'infanzia in cui gli piace crogiolarsi. Ma c'è chi matura prima e il nuovo compagno ne è un esempio, e così l'autore apprenderà dolorosamente quanto il presunto amico sfotta quel suo essere ancora non adulto. É allora che diventerà uomo, ma la lacerazione interiore, una sofferenza sorda e muta, lo accompagneranno per tutta vita. La perdita dell'innocenza é la perdita di un mondo che gli pareva eterno e che invece si è squarciato nell'amara realtà delle miserie umane; ciò lo isolerà ulteriormente, impedendogli di aprire quella porta che lo conduca alla consapevolezza di essere parte di una realtà che inconsciamente rifiuta. Dietro la porta é un autentico gioiello, soffuso, tenue e forte al tempo stesso, frutto di un ricordo che è un grido disperato. Da leggere, senz'altro.

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    luciano

    30/05/2015 20.39.40

    L'autore racconta l'anno scolastico che va " fra l'ottobre del 1929 e il giugno del '30, quando facevo la prima liceo...uno dei periodi più neri, per me". In quell'anno viene tradito da Carlo Cattolica e Luciano Pulga, i due compagni a cui tiene di più. Un giorno da dietro una porta, a casa di Carlo, sente Luciano, l'amico con cui studiava tutti i pomeriggi, dire: " E' di sicuro un 'finocchio'...un 'busone' in attesa di 'saltare il fosso'...". L'autore conclude che tra lui e il mondo ci sarà quella porta, " inutile che pensassi di spalancarla. Non sarei riuscito, niente da fare. Né adesso, né mai". Un racconto bellissimo.

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