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 Dietro le quinte. La crisi della politica nella Seconda Repubblica - Geronimo  - copertina

Dietro le quinte. La crisi della politica nella Seconda Repubblica

Geronimo

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Collana: Frecce
Anno edizione: 2002
Pagine: 206 p.
  • EAN: 9788804504368

€ 16,00

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L'atto secondo delle \memorie politiche\" di \"Geronimo\" - pseudonimo di Paolo Cirino Pomicino - comincia con il racconto del 10 aprile 1994, giorno in cui si insedia il Parlamento uscito dalle nuove elezioni che segnano la fine ufficiale della Prima Repubblica. L'autore conduce il lettore in un viaggio \"dietro le quinte\" della Seconda Repubblica svelando retroscena sconosciuti sul presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sui colloqui avuti con Andreotti, sui conti pubblici dell'era del Centrosinistra. "
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    Gigi

    27/01/2003 00:45:11

    Assolutamente da leggere.

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    Giovanni Bianchi

    09/09/2002 18:47:44

    Libro interessantissimo, leggendolo si comprende perchè venga nascosto da certa stampa al grande pubblico.Grazie Geronimo!

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    Gualtiero Mariani

    26/08/2002 11:00:47

    Un ottimo libro che toglie il velo sulle nefandezze compiute da personaggi ancora oggi in Parlamento o additati come campioni di moralità e sugli intrighi volti a "uccidere" politicamente piuttosto che a governare per il bene del Paese. Da leggere.

  • User Icon

    maurizio grifoni

    02/07/2002 19:57:52

    un caldo invito a leggerlo.molti veli tolti dalla storia recente del nostro amato Paese.bravo doc,e che coraggio!come vorrei incontrare Geronimo...

Vedi tutte le 4 recensioni cliente
Paolo Cirino Pomicino (questo nome cela lo pseudonimo di Geronimo) è stato un uomo politico piuttosto noto ma non particolarmente abile. Viene ricordato sostanzialmente per due motivi. Come presidente della commissione finanze della Camera e poi come ministro delle Finanze Pomicino ha dato negli anni ottanta un contributo notevole alla crescita del deficit pubblico. Come politico napoletano ha sponsorizzato autorevolmente un progetto di dissennata cementificazione del centro storico fortunatamente fallito. Dopo il 1992 è stato inquisito molte volte per vari reati ma senza esito. In definitiva un politico molto più onesto che capace. Non stupisce che un personaggio di così mediocre levatura risulti opaco e sconclusionato come commentatore politico. Lo conferma questo libro uscito di recente. La tesi di fondo consiste nella denuncia di un complotto massonico-giudiziario che avrebbe liquidato la Democrazia cristiana. Grottesco quando racconta il tentativo di imporre un suo uomo di paglia come governatore della Campania a Berlusconi; fantasioso il giudizio su Ciampi accusato di essere il capo della congiura antidemocristiana negli anni novanta; il libro è in sostanza un ricco campionario di analisi tanto miopi quanto coerentemente nostalgiche della costituzione materiale democristiana. Il suo autore poi appare un patetico piazzista di patacche centriste e consociative. Detto in sintesi se per gli osservatori più avvertiti la crisi politica italiana è crisi di una forma di governo inadatta alle mutate condizioni sociali l'orizzonte di Pomicino non supera il problema delle forme del sottogoverno. Dispiace che un editore di grandi tradizioni come Mondadori stampi un libro così puerile. La casa milanese però può facilmente riscattarsi da questo infortunio editoriale destinando il ricavato delle vendite al fondo speciale del ministero del Tesoro per il ripiano del deficit. Così per una fortunata eterogenesi dei fini anche la indigeribile brodaglia partitocratica pomiciniana potrà servire a qualcosa.
Maurizio Griffo
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