Editore: Tabula Fati
Collana: Minas Tirith
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 1 gennaio 2014
Pagine: 176 p., Brossura
  • EAN: 9788874753840
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Descrizione
Esiste un dio creatore di tutte le storie, di tutti gli altri dei e anche del giovane Ashioka, Dio del Dolore e della Morte, da sempre tormentato sulla natura del proprio ruolo nell'Universo. Nel cosmo che Ashioka ha il compito di sorvegliare affinché l'equilibrio resti inalterato, esiste un pianeta rosso, Amhambara, desertico e inospitale, dove il sole sembra essersi addormentato, lasciando i suoi abitanti perennemente avvolti nell'oscurità. Questo fatto è all'origine di una guerra decennale tra le due etnie che ci vivono: i pacifici Zaffiri, coltivatori e artigiani, amanti della natura, e i rozzi Sassosi, popolo di negromanti e minatori. Le loro continue battaglie giovano al Dio della Guerra, che ha dato il proprio nome al pianeta e che dai Sassosi viene adorato e rispettato insieme ai propri figli: Violenza, Distruzione, Crudeltà e Disperazione. Starà ad Ashioka capire perché il sole sia sparito e dove stia dormendo, ma anche cessare gli scontri e riportare la pace, ricomponendo un quadro antico e ancora valido, quello in cui la vita è un continuo susseguirsi di cicli e dove la morte non è la fine ma un nuovo inizio.

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    Sakura Ciel Dreamfinder

    08/01/2018 14:22:47

    Il libro racconta le vicissitudini del Dio Ashioka e la ricerca della sua identità: non trovandola, decide di essere il Dio della Morte e del Dolore, colui che porta dentro di sé tutto il dolore del mondo e che decide chi vive e chi muore. Un giorno, il Dio viene invocato da un bambino di nome Sigfrido, abitante del pianeta rosso Amhambara, affinché faccia cessare la guerra tra i popoli Sassosi e Zaffiri, i quali si incolpano a vicenda della scomparsa del sole. Infatti sul pianeta è calata un’oscurità perenne: il sole sembra essersi addormentato, non sorge e non riscalda la terra, ridotta a una landa desolata, senza vegetazione né acqua. Ma i Sassosi e gli Zaffiri non sanno che dietro alla scomparsa del sole si intrecciano le trame diaboliche di Amhambara, il Dio della Guerra, che ambisce alla distruzione del pianeta, nutrendosi dell’odio e del rancore dei popoli rivali, per equiparare il potere del Dio supremo, Assurbalkitespara, creatore dell’intero cosmo. Già dalle prime pagine, ci si rende conto dello spessore della trama: tra concetti filosofici e religiosi, l’autore ha creato un vero e proprio universo, non limitandosi soltanto alla descrizione della razza umana, ma estendendosi fino alla rappresentazione della gerarchia celeste: a capo di tutte le divinità c’è l’onnipotente Assurbalkitespara; un gradino dopo di lui viene la prima generazione di dei, tra cui l’antagonista Amhambara, e infine i novizi, tra cui Ashioka, ignaro all’inizio del suo compito. È proprio la ricerca di sé e del proprio posto dell’universo una delle tematiche che ci accompagna lungo la trama: Chi siamo? Qual è il nostro compito? Qual è il senso della vita? Domande che si pone il giovane Dio,a cui immancabilmente il lettore si identifica: un Dio reso umano, capace di provare emozioni, emozioni che a volte feriscono, altre che fortificano. Il Dio del dolore è la metafora in chiave fantasy del viaggio dentro se stessi, un percorso di conoscenza per riscoprire la nostra parte più profonda.

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