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Divenire

Artisti: Ludovico Einaudi
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: Decca
Data di pubblicazione: 27 ottobre 2006

nella classifica Bestseller di IBS CD - New Age e Contemporanea

  • EAN: 0028947581024
Disco 1
  • 1 Uno
  • 2 Divenire
  • 3 Monday
  • 4 Andare
  • 5 Rose
  • 6 Primavera
  • 7 Oltremare
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  • 12 Svanire
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Recensioni dei clienti

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    piero

    05/01/2010 22.43.41

    Sono appena arrivato a questo disco e vengo da lontano e già mi sento a casa, come si fosse con i miei e con un camino, e con la tranquilità che da sapere che chi suona ha trovato la manera adatta al suo pensiero. È una grade opera dove Einaudi mostra e dimostra che si può arrivare a grande cose cn un sottle lavoro, costante e lungo, ma sottile come i più belli momenti della vita. Grazie a Ludovico, congratulazione e buon ascolto a tutti

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    sulfureo

    21/11/2009 23.59.54

    Da tempo ascolto questo autore e nel suo suonare c'è una continua ricerca ed evoluzione. Può piacere o no la sua musica, ma non si può disconoscere la sua creatività artistica, la sua raffinata sobrietà di suono, note chiare, limpide. Una musica che è un viaggio intenso, essenziale, una musica di estrema intensità interiore, melanconico o tra onde di solitudine, è una ricerca continua dell'assoluto, un richiamo al silenzio mai banale e superficiale. In un mondo dove la musica è consumo a volte senza idee o peggio suono volgare, le sue note mi appaiono saldamente aggrappate a solide funi di una profonda etica musicale e intellettuale. L'utilizzo di pause, di silenzi, il quasi suo straziare le note, sono peculiarità del suo musicare, frutti di un percorso creativo profondo e solitario, individuale. Non credo si debba sempre fare confronti con altri pianisti, classificare ad ogni costo, ma capire quel che l'artista ci comunica nella sua completezza. Il mischiare suoni partendo da una consolidata base classica contaminandola con note di musica contemporanea, di sapore jazzistico e rock, porta ad una musica del divenire, mai scontata, dal tocco raffinato a volte perfino sofisticato.

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    Luka

    04/04/2009 23.13.36

    Sono pianista e compositore, e come musicista professionista devo assolutamente concordare con chi ha dato il massimo dei voti ad un album magistrale, straordinariamente ricco ed intenso. Spesso i giudizi più lontani dalla realtà sono proprio quelli dei musicisti, che se non sentono 27 cambi di modulazione e 8000 note al secondo non sono contenti.... Questo stile essenziale e sincero è un richiamo al silenzio, alla natura e a noi stessi. Da ascoltare più volte, senza fretta, senza ansia. Il pur virtuoso Allevi è molto lontano da questi livelli artistici, più superficiale e meno sincero, oltre che piuttosto forzato ed innaturale nella architettura A-B-A dei suoi pezzi. In Divenire di Einaudi ritrovo autenticità , fluidità e grande profondità. Complimenti a Ludovico Einaudi.

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    Betty

    26/11/2008 20.57.37

    Io ho ascoltato il disco e sinceramente l'ho trovato di un tedio asfissiante. La composizione è una cosa molto lontana dalle pagine di Einaudi. Tecnica apprezzabile, ma la sostanza, il corpo musicale non c'è. E' un monotono carillon che si ripete ad ogni brano, senza emozione, senza costruzione sintattita. Il solo accostarlo a K. Jarret fa gridare al sacrilegio. Musica da ascensore dicono in America, con una sostanziale differenza, questo disco dura molto ma molto di più di una salita al trentesimo piano. La casa editrice e le sue nobili origini lo hanno aiutato ad avere successo, ma non hanno fatto di lui un musicista importante.

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    Chiara

    24/06/2008 20.41.56

    A me piace molto Einaudi proprio per il suo tocco...così diverso da Allevi. E' questione di gusti, tutto qui. Allevi per me ci mette troppa foga, non so come dire...Einaudi suscita altre emozioni.Questo cd è veramente bellissimo... complimenti maestro! Se ne avete la possibilità, non pedretevi il tour italiano di Einaudi appena partito!!!

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    sophie

    17/02/2008 18.20.37

    riesce a modificare il ritmo cardiaco...a velare gli occhi di commozione...a farti perdere almeno per un istante...quindi la missione è compiuta. è semplicemente bello.

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    marcella

    06/11/2007 21.34.57

    Capisco chi è rimasto ammaliato dalla dolcezza del tocco del pianoforte di Einaudi.Tuttavia ciò non basta per farne un "compositore":ho diversi suoi CD e si ripetono in maniera molto evidente."Divenire" è identico ai precedenti, tutta roba già sentita. Non solo: la parte scopiazzata da Vivaldi è quasi un insulto all'ascoltatore.I talenti sono altri:non capisco perchè si faccia tanto rumore (e pubblicità) intorno a Einaudi, quando c'è uno come Giovanni Allievi che se lo mangia vivo, è puro genio, e tecnicamente anche molto, ma molto superiore.Chi suona il piano sa che Einaudi si può eseguire con facilità: andate invece a suonare i pezzi di Allievi!non sono certo 2 arpeggi buttati così,hanno una struttura estremamente sofisticata.Che piaccia o no, Einaudi è un gran furbetto, e qualsiasi pianista ve lo confermerà.Ma c'è a chi piace...e allora godetevelo.De gustibus!! :) Voto: 1/5

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    Annamaria

    06/10/2007 19.08.42

    L'album non è male... ma preferisco Giovanni Allevi... è molto più emozionante e allegro di Einaudi.

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    Sara

    21/07/2007 17.15.14

    Rispondo dopo aver letto i commenti già pubblicati dagli altri utenti e mi sento di dire che Keith Jarrett e Ludovico Einaudi non si escludono a vicenda... di fatto si tratta di generi musicali diversi, nonostante si tratti comunque di pianisti. Il pianoforte è uno strumento che può essere suonato in modi differenti... ad esempio Tori Amos spesso lo ha suonato come se fosse una "chitarra elettrica". E se i suoni di Einaudi sono fini a se stessi non potete non ammettere che spesso Jarrett "si suoni addosso". Grandi artisti entrambi, comunque. Sara

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    Jessica

    20/07/2007 11.32.21

    Non ho mai scritto commenti...ma ascolto musica classica da molti anni...anche i già citati Bach e il mio amato Beethoven...però ieri sono andata al concerto di Ludovico Einaudi. Consiglio a tutti quelli che hanno votato 1 o 2 di andare a vedere come il maestro accarezza il piano... e capire che a volte per dare un 1, bisogna sedercisi ad un piano e non limitare ad ascoltare. Pechè a volte la musica tocca il cuore senza pretendere di fare storia nè tantomeno leggenda...e ieri sera sotto quel cielo stellato, il mio cuore ha sorriso davanti a tanta semplicità e tanta eleganza.

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    furs

    19/07/2007 16.36.43

    Avendo comprato il disco (nella versione 'spartana') per curiosita', devo dire che mi associo a coloro che si sono chiesti le ragioni di tutte queste lodi sperticate. Certo, il pianista e' bravo, elegante, la confezione perfetta. Una ottima operazione di marketing. Ma di spessore ce n'e' pochino, e inoltre e' un po' tutta la stessa zuppa. Mi sa che -- come suggeriva un altro commentatore -- continuero' ad ascoltare Bach e Keith Jarrett....

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    alessandro mastrogiuseppe

    04/07/2007 22.32.38

    Mi auguro che il tempo dia ragione al buon senso. A leggere i giudizi espressi c'è da restare allibiti! La grandezza di un compositore lasciamola ai posteri, cioè al tempo. E mi auguro che i 5/5 espressi dalla maggioranza, appartengano a modesti conoscitori di musica. Perchè la musica, come qualsiasi altra arte, richiede un necessario percorso di studio, analisi, ascolto. Certo, i tempi non fanno pensare al meglio se un Moccia scala le classifiche dei libri e Ludovico Einaudi diventa un grande compositore dei nostri tempi. Tempi grigi...non me ne voglia il maestro! Consiglio a tutti un sano percorso di ascolto, da Bach a Keith Jarrett.

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    pietro colonna-romano

    03/04/2007 22.11.36

    ho avuto il privilegio d'assistere, ieri sera al teatro filarmonico di verona, al suo splendido concerto. Quelle note sospese mi sono restate dentro e questo incanto, credo,abbia preso tutti i presenti. Conoscevo "onde" e qualche altra composizione breve del maestro. Con questa esecuzione penso si sia posto in ben altra dimensione. Quella dei compositori destinati a restare nella storia della musica. La capacità di "sposare" il classico con la musica elettronica senza creare distonie è qualità di pochi. E, fortunatamente, la strada di Ludovico Einaudi è appena all'inizio, nonostante l'apprezzabile palmares. Un sentito grazie al maestro.

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    Peppe

    31/03/2007 03.37.55

    Disco meraviglioso,altamente raffinato,un viaggio di 75 minuti ad occhi aperti o chiusi,dolcezza,purezza e malinconia si fondono nell'ennesima creazione di un pianista incredibile..critiche eccessive per una musica capace di staccarti dalla realtà che ti circonda quotidianamente,per la dolcezza con la quale ti accompagna in un crescendo di emozioni forti..non c'è nessuna furbizia nell'opera di Einaudi,ma la grandiosità del saper coinvolgere chi ascolta entrando nell'anima e nel cuore. Complimenti ad uno dei pianisti di maggior successo a livello internazionale.

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    riopat

    04/03/2007 21.44.36

    La questione non è, a mio avviso, quanto sia bravo Einaudi, e neanche quanto sia bello questo disco! La questione è: cosa ingenera in chi sente, questa musica. Nel comuni ascoltatori sensazioni indicibili, dolcissime, pacificatrici con se stessi e con il mondo, negli uditori raffinati sembra poco o nulla. Forse costoro volano in atmosfere troppo raffinate. Spesso bisogna calarsi per avvertire il profumo delicato dei fiori...

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    vincenzo lombardo

    10/02/2007 23.34.02

    pianista talentuoso e raffinato..... ma concordo nel fatto che sia un'abile e ben studiata produzione musicale, sicuramente meglio di ciò che si ascolta atualmente nel panorama leggero e pop italiano, perchè è da quelle parti che si vuol pescare, c'è di meglio, prferisco Allevi

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    daniele

    05/02/2007 19.18.35

    disco di spessore,magistrale il filo nconduttore che unisce la trama fra musica ed emozioni,magistrale il cambio di intensità che porta a scaldare il cuore.un buon investimento

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    anto

    04/02/2007 16.51.06

    Ho provato una forte emozione dal promo ascolto. che persiste anche negli ascolti successivi. tra il vasto campo musicale una vera chicca

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    Roberta

    30/01/2007 21.38.13

    Sono perfettamente d' accordo con ilDuca. Sotto l'eleganza della confezione e sotto i funambolismi da tastiera, il nulla o quasi. Siamo dalle parti dell' "ambient music" e del chill-out, altro che le sublimi Vexations di Satie. Un mio professore sostiene che le Vexations valgano il catalogo delle navi dell' Iliade o il libro III del De rerum natura di Lucrezio; ebbene, il Divenire di Einaudi sta al panta rei come De Crescenzo sta ad Eraclito. Potrei dare 2/5, ma siccome sono stufa di queste operazioni furbastre e accattivanti, metterò un bell' 1/5.

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    Gianpy

    29/01/2007 22.34.13

    Lontanamente,mi sembra di accarezzare le note di Arturo Stalteri, poi mi rendo conto che c'è un profilo altettanto profondo,distinto,definito semplicemente commovente, come lo scorrere della vita. Grazie Ludovico

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