Recensioni Divorati

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    18/11/2015 16:22:51

    Libro sicuramente complesso ad anche affascinante, dello stesso fascino inquietante che hanno molti film di Cronenberg...però ci sono anche troppo lungaggini ed un eccessivo uso della descrizione, specialmente nel caso dell'elemento fotografico...comunque interessante anche il fatto che è un libro con diverse sfaccettature di riflessione, e sicuramente molto surreale ma anche molto attuale...

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    14/10/2015 16:02:20

    Adoro Cronenberg, ma lo preferisco come regista.

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    20/05/2015 10:13:03

    Com'è il primo romanzo di Cronenberg? Come gran parte dei suoi film. C'è un perenne senso di disagio, amplificato dalla freddezza dei protagonisti, persi nelle loro ossessioni: tecnologia per alcuni, ideologia per altri. C'è un omicidio orrendo, c'è il cannibalismo, c'è il sesso, c'è la morbosità. E poi c'è un vero omicidio, e c'è una verità che un po' ci si aspettava. A ciò si aggiunge una estremamente dettagliata e allucinatoria ipotesi di complotto politico planetario ordito da uno stato asiatico, isolato dal mondo per volontà del suo folle dittatore. In mezzo, c'è un'esperienza sensoriale unica: vediamo attraverso le macchine fotografiche dei personaggi e grazie alle loro parole, ascoltiamo i loro racconti e le infinite sfumature dei rumori degli insetti, tocchiamo carne che non è sempre carne e mangiamo vera carne (umana, ovviamente). Divorati non è un semplice romanzo ma un'opera totalizzante, a volte sgradevole e un po' noiosa, che piacerà a pochi, ma qualche filosofo e qualche amante del disgusto gradirà.

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    16/03/2015 17:43:28

    Forse mi aspettavo un thriller di tutt'altra forma e scrittura, un libro da leggere dopo una giornata di lavoro sdraiata comodamente sul divano...e invece mi sono trovata in mano un libro alquanto pesante (in tutti sensi ), troppo descrittivo, troppo cervellotico, troppo filosofico, troppo tecnologico... troppo quindi in diversi aspetti (per i miei gusti), anche se alcuni spunti e concetti sono interessanti.

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    11/01/2015 18:00:05

    Il regista canadese porta con sé, nel testo e nel suo sottotesto, tutti i temi del suo cinema e della sua opera (Evidenza del Corpo, Sesso e Tecnologia, Mutazione). Nel romanzo confluisce l'esposizione di un'epoca digitalizzata e cannibalizzata da vampate di tecnologia e «morte del sentimento» (Ballard 2004, p. 199) fino alle sue conseguenze più estreme, la malattia venerea che infetta il nostro intero spazio interiore e che sequestra ogni capacità immaginativa. La trama segue un doppio binario a incrociarsi: Naomi e Nathan sono una coppia di fotogiornalisti che inseguono due vicende diverse. La prima riguarda Célestine Moreau, intellettuale francese, che viene trovata morta, smembrata e masticata all'interno del suo appartamento parigino, mentre il marito Aristide Arosteguy risulta scomparso. Naomi insegue le strette virali di questa vicenda inseguendo e cercando l'intellettuale marxista fino a Tokyo, mentre Nathan è alle prese con un articolo sul celebre ed eccentrico chirurgo fuorilegge Zoltán Molnár che a Budapest (ne parleremo poi) sta operando una paziente con il corpo deturpato dalla malattia. Il suo percorso si sposterà da Budapest a Toronto fino a scoprire una relazione con quanto è avvenuto a Parigi. Le autostrade narrative, ricche di soste, colpi di scena, monologhi e splendide sveltine letterarie si intrecciano dando vita a un corpo unico intrecciandosi a diversi temi apparentemente correlati che risultano invece il vero asse portante di questa chirurgia letteraria a cuore divaricato. La canonizzazione dell'immagine, l'infiltrazione entomologica, la deturpazione come nuova bellezza, le protesi, la malattia, il fascino mnemonico della mutilazione, sono solo alcuni strumenti di questo corpo che si muove all'unisono.

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    18/11/2014 12:49:13

    Mi sono affacciato a questa lettura con perplessità, il passaggio da una forma arte all'altra è sempre rischioso. Ma, come scrive giustamente Bruce Wagner, in questo romanzo Cronenberg si mostra l'erede di Cronenberg. Quello che, forse, non è più possibile sullo schermo, lo diventa su carta. Cronenberg porta alle estreme conseguenze la lucida ironia paradossale dei suoi ultimi "Cosmopolis" e "Maps to the stars", riflette con fascinazione e distacco sulla modernità e sull'estremizzazione delle relazioni umane. Misteriosi film nordcoerani, stampanti 3d, apotemnofilia, versioni moderne di Sarte&de Beauvoir: c'è da divertirsi, ma il racconto non è mai futile, ma riesce a inquietare. Scrittura densa, ma incredibilmente fluida.

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