La dodicesima carta - Jeffery Deaver - copertina

La dodicesima carta

Jeffery Deaver

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Traduttore: A. C. Cappi
Editore: Sonzogno
Collana: Romanzi
Anno edizione: 2005
Pagine: 479 p., Rilegato
  • EAN: 9788845412455

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Harlem, biblioteca del Museo afroamericano. La sedicenne Geneva Settle sta cercando notizie di un suo antenato vissuto nella metà dell'Ottocento che, ex schiavo, si era battuto per i diritti civili della gente di colore per poi finire misteriosamente in carcere. Mentre la ragazza è concentrata nella ricerca, un uomo si avventa alle sue spalle e tenta di violentarla. Nonostante sembri un tentativo di stupro, Lincoln Rhyme inizia a indagare con l'aiuto di Amelia Sachs. In effetti, l'uomo ha un obiettivo più impegnativo: uccidere la povera Geneve. E per far questo non esita a uccidere il bibliotecario che forse ha visto qualcosa. Il primo indizio che Rhyme ha a disposizione? La dodicesima carta dei tarocchi, l'Impiccato.
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    ales

    16/05/2011 09:58:13

    sarà che sono inebriato da questo genere di romanzi per me nuovo, ma non riesco a dare meno del massimo a deaver. tutti questi intrighi mi piacciono un sacco e i colpi di scena non mancano senza contare che è bello mettersi a fare il lettore detective per capire dov'è l'imbroglio. fantastico!

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    Stefano

    24/11/2008 13:03:56

    Siamo decisamente uno scalino al di sotto dei libri precedenti. Già "l'uomo scomparso" non era stato granché e anche questo libro non mi è piaciuto più di tanto. Lascrittura è come al solito scorrevole ma la storia si impenna solo a (rari) tratti e l'intreccio di base è un po' deboluccio rispetto ai primi libri con Rhyme protagonista. Dai commenti che ho visto su IBS sembra che "la luna fredda" e "la finestra rotta" siano migliori. Speriamo altrimenti mi toccherà accantonare questo autore che è uno dei miei preferiti ma che sembra abbia smarrito la vena.

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    Chiara Sav

    29/07/2008 17:22:23

    Un po' più lento degli altri, la suspance lascia lo spazio a descrizioni non sempre avvincenti, tuttavia, un bel 4. Il prossimo libro sarà la finsestra rotta!!

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    Elisa

    26/07/2008 18:52:33

    Ben scritto ma troppo lento, i colpi di scena non riescono a rendere la storia avvincente. Nel complesso è stata una lettura un po' pesante.

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    Elena

    06/06/2008 23:10:05

    Che delusione..lento noioso e per nulla avvincente.

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    Maruska

    17/03/2008 21:44:59

    ben scritto ma troppo, troppo dettagliato, lento e poco avvincente... non mi e' piaciuto ed è stata dura terminarlo.

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    pasquale

    04/02/2008 00:33:48

    Pur mantenendosi sempre a livelli piuttosto elevati come colpi di scena, questo libr di Deaver l'ho trovato inferiore agli altri da me letti dello stesso autore e sopratutto quelli aventi come protagonisti Lincoln ed Amelia. Un 4 di stima

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    argo

    29/07/2007 17:24:09

    Primo libro di Deaver che leggo, forse sono stato un po' sfortunato dato che dai vs commenti noto come siano altri titoli che abbiano fatto la fortuna del nostro. Sfortunato perchè pensavo che deaver fosse soprattutto UN OTTIMO COSTRUTTORE DI TRAME, qui noto che proprio l'intreccio lascia un po' a desiderare... in effetti i colpi di scena ci sono, ma sembrano inseriti per contratto e sono abbastanza "piatti". Non me ne vogliate, ma a questo punto preferisco il plot dell'italico faletti di "Io uccido".

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    Claudio

    06/07/2007 22:16:55

    Come gli ultimi romanzi di Rhyme. Noioso e con colpi di scena additrittura prevedibili. Credo che Deaver dovrebbe porre fine alla saga di questo detective, si è prolungata fin troppo secondo me; ormai non ha nemmeno più il brutto carattere che lo rendeva per certi versi "simpatico". Magari nel prossimo libro lo fa camminare così ce lo togliamo davanti. Aspetto con ansia un romanzo come "La lacrima del Diavolo", con nuovi personaggi, senza ricorrere necessariamente alle trame in serie.

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    andy78

    05/03/2007 18:16:57

    E' il primo libro di Deaver che leggo e non sarà l'ultimo. Un thriller avvincente con una trama ben costruita e uno sviluppo narrativo ottimo. Ho apprezzato molto il modo minuzioso cui lo scrittore descrive le scene del crimine e lo sviluppo dell'indagine. Ottima anche la suspense e i vari colpi di scena.

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    Bloddy Oliver

    22/12/2006 10:45:22

    E il primo di Deaver che leggo e devo dire che: Oltre ai clichè di cui Tom e Rhyme parlano il libro ne è pieno zeppo.leggere come descrive il mondo giovanile di harlem è peggio che una colibro 22 in una gamba. maggiore suspance: quando tompson va a casa sua...e poi: una ragazzina tutto studio che riconosce il click di una pistola.. ma quando?!

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    Marcello

    17/11/2006 17:19:03

    Ho letto molti thriller ed è la prima volta che leggo Deaver, e devo dire che sono rimasto deluso: a volte scontato e soprattutto con poca suspence, ho aspettato invano un vero colpo di scena. Finale deludente.

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    viviana

    15/11/2006 21:27:42

    è il primo libro che leggo di Deaver Jeffery.. all'inizio ero un po scettica, in genere preferisco gli scrittori italiani, ma devo ammettere che scrive davvero bene! il libro mi ha preso molto anche se di souspanse ce n'è stata poca! nonostante ciò, il libro è stato scorrevole e piacevole! ho già comprato "la sedia vuota" perchè ho letto dai vostri commenti che è un bel libro..penso che cmq li leggerò tutti i suoi capolavori! ho scoperto un gran autore di cui nn conoscevo minimamente la bravura! tutto merito di una ragazza che per caso ho visto in metropolitana che leggeva proprio "la dodicesima carta", mi sono incuriosita e l'ho comprato! ho fatto bene!!!! a parte la storia che è cmq avvincente, sono rimasta affascinata da Ryime e Sash..mi piace il loro ruolo all'interno della storia e soprattutto Linchln è un gran personaggio con una gran mente!!!! fantastico!!! davvero bello..compratelo!

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    gianluca

    29/08/2006 21:52:48

    Non ho letto molto di questo autore ma francamente questo romanzo non mi è dispiaciuto. Non posso fare un termine di paragone con altri dato che ho solo letto "la seida vuota". Plot intrigante con personaggi ben "disegnati".

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    nelloj

    26/07/2006 14:05:58

    Premetto di essere un cultore del grande "RE DEL THRILLER", ma forse questa volta Mr. Deaver ha fatto qualche passo indietro rispetto al suo livello, da sempre molto alto. Il libro è scritto come sempre in maniera magistrale, ma la trama non sembra reggere, ovvero i colpi di scena (veramente pochissimi...strano per il grande Deaver) sono poco sorprendenti e qualcuno addirittura inutile ai fini dell'indagine.Il titolo questa volta devia molto le attese e ha poco significato nella trama. Cmq per chi fosse arrivato solo a questo punto della saga...sappiate che Mr. Deaver riprende il suo grande ritmo, nel romanzo successivo "LA LUNA FREDDA"...che "LA DODICESIMA CARTA" sia stato un piccolo incidente di percorso? Chi lo sa!!!

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    bzaco92

    19/07/2006 20:24:06

    Siamo sicuri che questo libro sia stato scritto da Jeffery Deaver!?!Ormai mi ero abituato troppo bene ai libri sulla coppia Rhyme/Sachs,serie di capolavori di cui non si può dire nulla,ma questo è un macchia nella carriera dell'autore.A confronto dei suoi altri libri,questo si "blocca" letteralmente in una serie di noiosi meccanismi riguardanti le condizioni di vita dei neri nel quartiere di Harlem e addirittura nella vita di persone quasi estranee alle scene di suspense tipiche dei libri di Jeffery Deaver.Tuttavia è da sottolineare che in una situazione del genere l'autore riesce a creare suspense ed a togliere il fiato,quindi la sufficienza è meritata,anche se da un maestro come lui ci si aspetta qualcosa di più.

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    Alessandro

    22/06/2006 11:53:21

    Volevo controbattere a chi sa considerare la questione solo in bianco o in nero. è vero,Deaver in questo romanzo ha deluso alcune delle aspettative che i suoi lettori avevano (i lettori che lui dice di rispettare molto),ma non credo che nessuno finora abbia considerato un discorso a tutto tondo.ed è quello che intendo fare io,con la seguente analisi. Pregi:In questo romanzo Deaver ha decisamente approfondito la componente psicologica dei due protagonisti,Rhyme e Sachs,"Avvicinando" in questo i lettori a sé,sebbene il detective quadriplegico appaia piuttosto piagnucoloso.inoltre mi è piaciuto che finalmente Deaver abbia fatto emergere personaggi che nei precedenti romanzi non erano stati sufficientemente approfonditi.mi riferisco a Lon Sellitto e alla sua crisi psicologica nella prima tranche del romanzo,il che mi ha veramente sorpreso.infine,lo stile nel periodare di Deaver non è calato di qualità e non annoia mai. Difetti: prima di tutto,la traduzione non fa molto onore al testo.ho letto "il collezionista di ossa",con un altro traduttore,e confesso che mi è piaciuto molto di più.inoltre,la recensione sul risvolto del libro è trita e non invoglia molto il lettore:la mia curiosità,lo confesso,è aumentata solo quando ho letto di più su questo sito.e passiamo alla storia.un po' lunghina,anche se non come "L'uomo scomparso",che mi ha interessato per l'argomento trattato,ma ha accumulato,secondo me,troppi finali:bisogna sempre capire quando smetterla;del resto la vicenda va bene,anche se vi sono decisamente meno colpi di scena e meno suspance degli altri romanzi di Deaver.è come se non l'avesse scritto lui:somiglia decisamente al classico thriller-poliziesco formato statunitense,e la mano di Deaver si avverte molto meno che in altre opere.il titolo,inoltre,sebbene stuzzicante,non è mai stato un pregio dello scrittore:quasi sempre include dettagli nei titoli,che poi appaiono sconclusionati.in conclusione,quest'opera è inferiore,per qualità,al collezionista di ossa.ho finito.alla faccia di chi usa solo bianco e nero.

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    Luca Varrese

    30/05/2006 19:43:04

    Rispetto a libri come 'Lo scheletro che balla' o 'La sedia vuota' gli manca qualcosa, anzi molto. E' come se l'autore avesse voluto concentrarsi di più sulla psicologia, sulla storia (intesa come materia scolastica, come storia di eventi passati) e su un'analisi forse un pò approssimativa del mondo giovanile che sulla trama gialla e/o sul suspence. Il colpo di scena magari c'è anche ma dà la sensazione che sia un pò una scappatoia dell'ultimo momento tanto per trovare qualcosa che possa stupire. Se vi piace lo scrittore val la pena di leggerlo, altrimenti vi consiglio i primi due che ho citato e lasciate stare questo.

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    Attilio Iridio

    06/05/2006 10:08:17

    Assiduo lettore del maestro americano,anche se mi picco di essere più un profondo conoscitore del giallo "nostrano", trovo il libro in questione godibile ma non certo un capolavoro al pari di altri:(Il collezionista..;lo scheletro..e soprattutto LA SEDIA VUOTA.)Se mi è consentito un piccolo consiglio,comunqe,ritengo di dover segnalare dei Deaver al di fuori della coppia Ryme-Sachs ormai un tantino logora e quindi Vi proporrei di cercare nell'altra produzione Deaveriana. Grazie a tutti e in particolare a coloro che vorranno contattarmi per parlarne più diffusamente.

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    Deborah

    04/05/2006 18:57:28

    Ho letto tutti i libri della serie Lincoln/Sachs, naturalmente Deaver è un genio è lo ha dimostrato in quest'ultimo libro pieno di colpi di scena, soprattutto alla fine. Credo anche io che il migliore sia stato lo scheletro che balla, ma comunque JWD ci stupisce sempre è inutile prevedere le sue mosse.

Vedi tutte le 85 recensioni cliente

Il nuovo romanzo di Jeffery Deaver segna l'attesissimo ritorno dell'inimitabile coppia di detective Lincoln Rhyme e Amelia Sachs che vanta affezionati fan in tutto il mondo. Questa volta il criminalista tetraplegico, protagonista di tanti bestseller di successo come Il collezionista di ossa, Lo scheletro che balla, L'uomo scomparso, indaga su un mistero irrisolto da centoquarant'anni, che affonda le sue radici in una delle pagine più buie della storia americana: la schiavitù dei cittadini di colore. L'aggressione della giovane nera Geneva Seattle, nella biblioteca del Museo di cultura e storia afroamericana di New York, apre la strada a una serie inarrestabile di delitti che sembrano essere collegati alla vicende di Charles Singleton, un ex schiavo accusato di un crimine e incarcerato nella seconda metà del XIX secolo. Il caso si rivela subito complicatissimo: gli indizi sono quasi inesistenti ma Lincoln e la sua compagna di vita e di indagini Amelia Sachs non si arrendono: con grande abilità di detective e un collaudato lavoro di squadra scopriranno l'esistenza di un piano criminale architettato da un assassino spietato, che implacabilmente punta a colpire un unico bersaglio: Geneva. Gli elementi da cui partono le indagini sono due: la sparizione dell'ultima copia della rivista che la ragazza stava leggendo al momento dell'aggressione, il Coloreds' Weekly Illustrated del 23 luglio 1868, e la dodicesima carta dei tarocchi, che il misterioso aggressore ha lasciato nella sala di lettura: l'Impiccato. Il suo significato appare oscuro a tutti ma non a Rhyme…
Inaspettati colpi di scena, continui rovesciamenti delle indagini, clamorosi depistaggi, grande attenzione ai dettagli, una accurata ambientazione e un meccanismo narrativo preciso come una bomba a orologeria sono gli ingredienti di questo nuovo romanzo di Jeffery Deaver che ci propone una storia gialla ad alta tensione ambientata nel presente e nel passato del ghetto di Harlem e regala agli affezionati lettori dello scrittore americano un nuovo capitolo della storia umana dell'amato detective. All'inizio di La dodicesima carta, infatti, Lincoln si sta sottoponendo a una nuova, durissima fisioterapia che ricorda quelle seguite da Christopher Reeve, l'attore tetraplegico recentemente scomparso a cui Deaver dedica il romanzo. Si butta dunque a capofitto nelle indagini per schivare quella che gli appare un'inutile tortura. Tuttavia, nel finale del libro, il destino ha in serbo per lui una sorpresa che potrebbe dare una svolta fondamentale alla sua vita e alle sue future indagini.

  • Jeffery Deaver Cover

    Ex giornalista ed ex avvocato, nel 1990 ha abbandonato la carriera legale per dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Scrittore di romanzi thriller, ha vinto per tre volte l'Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year; ha vinto, inoltre, il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all'Edgar Award. Il suo primo romanzo, un horror intitolato Voodoo è del 1988. I tre romanzi successivi, ambientati a New York, affrontano la struttura delle detective stories. Con i protagonisti dei suoi romanzi, Deaver crea dei perfetti thriller contemporanei, in cui la narrazione si svolge secondo il ritmo e la tensione tipici del linguaggio cinematografico. Ha conosciuto il successo internazionale con Il collezionista di ossa, la prima indagine... Approfondisci
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