La domestica - Nathalie Kuperman - copertina

La domestica

Nathalie Kuperman

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Traduttore: O. Tajani
Editore: Codice
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 18 settembre 2014
Pagine: 130 p., Brossura
  • EAN: 9788875784430
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Sandra, imperfetta madre di famiglia con tre figli, un appartamento troppo grande e un marito distratto, assume per la prima volta una donna delle pulizie. Si tratta di Marta, una polacca giovane e simpatica. Quando lei arriva, però, nell'universo di Sandra iniziano ad aprirsi delle piccole crepe, settimana dopo settimana. Il fatto che Marta sia a così stretto contatto con la sua intimità e con la sporcizia della famiglia la precipita nel panico più assoluto: eccola, che pulisce il suo bagno; eccola, che le lava i vetri. Il passato riemerge violentemente, con i suoi segreti e con i ricordi dolorosi che la legano alla madre. Inizia così una sorta di discesa in quel confortevole inferno che può essere la quotidianità.
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    lina

    28/06/2016 19:40:23

    l'inquietante che si nasconde nel quotidiano: una storia solo apparentemente semplice.

  Ai Bertaud non serviva certo una domestica. Vivevano in una casa modesta in un modesto quartiere di Parigi, avevano un lavoro dignitoso e conducevano una vita di tranquillità appartata. Del marito della coppia, Nathalie Kuperman ci rivela poco: precedentemente sposato, con un divorzio alle spalle e due figli a carico, è una presenza-assenza che compare di frequente ma rimane sullo sfondo, ostacolato nell'emergere da un'indole distratta e taciturna, completamente offuscato dalla figura della moglie. La moglie, Sandra, non s'impone sulla vicenda per la sua fisicità: è anzi piuttosto esile, scarna, quasi malata. Ma è la sua mente, sono i suoi pensieri a dettare il ritmo narrativo: l'intera vicenda è filtrata attraverso il suo sguardo, è raccontata dalla sua voce ed è, soprattutto, vissuta quasi interamente nella sua testa. Sandra non percepisce lucidamente il reale. È nevrotica, stralunata, vittima di psicosi che sono un retaggio del suo passato, difficilmente visibili all'esterno ma che si ripercuotono sulla persona a lei momentaneamente più vicina. O meglio, su quella che la sua mente distorta la induce a considerare la persona a lei più vicina. Non è il marito, non sono i figli: è la domestica. È stata Sandra infatti a voler assumere una domestica, convinta che una donna delle pulizie avrebbe colmato il vuoto assordante presente nella sua vita. In casa Bertaud è allora arrivata Marta, una giovane polacca che porta il nome della figlia e della nonna di Sandra, e con cui quest'ultima ha immediatamente stabilito un legame. Un legame che, però, è fin dall'inizio unilaterale: tutto si verifica nella mente di Sandra, che imbastisce con la domestica un rapporto immaginario disturbato, alternando momenti di affetto sincero a attimi di odio puro, istanti di premuroso interesse a lampi di acre diffidenza. Prima la loda, poi la rimprovera, poi di nuovo la difende, in un vortice psicotico in cui il lettore è inghiottito dalla prima riga. La reazione iniziale è di sincero disorientamento: Kuperman getta nel pieno dell'azione senza fornire alcun dettaglio, lasciando al lettore il compito di mettere insieme i tasselli della vicenda. Solo in un secondo momento i particolari emergono, piano, faticosamente; i costanti ribaltamenti di pensiero della voce narrante, però, non li rendono mai risolutivi. Una sorta di puzzle destinato a non essere mai terminato: i pezzi sono molti, nella Domestica, ma nessuno di questi sembra essere quello giusto.   Laura Savarino        
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