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Sibilla Aleramo

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 172 p. , Brossura

66 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Classica (prima del 1945)

  • EAN: 9788807880728

Recensioni dei clienti

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    landonio sandro

    10/08/2015 10.44.49

    Ho letto la prefazione solo alla fine della lettura del libro e mi sono ritrovato con le stesse impressioni della Mazzocchi: anche per me la prima metà di "Una donna" é andata avanti stancamente ( circa sei mesi per novanta pagine), causa la prosa ottocentesca dell'autrice;viceversa la seconda metà l'ho letta in un solo giorno, quando i concetti espressi hanno vinto le mie ritrosie a fronte dei piagnistei alla Pascoli dell'autrice. La descrizione della situazione delle donne vista dall'interno, vista da un animo femminile in formazione é assimilabile ad una prigionia per consuetudine e per dogma: nell'affresco dell'Aleramo, del sesso maschile non si salva nessuno (padri, mariti amanti, amici), ma non vi é demonizzazione, semplicemente si capisce che sono i carcerieri del sistema e le donne non hanno scelta o subire o ribellarsi, ma in questo caso trovandosi di fronte a delle scelte dolorose. Oggi tutto ciò si é modificato ? In Italia, a giudicare dalla sequenza di femminicidi degli ultimi anni, non nella mentalità di molti uomini. Istruttivo: "in realtà la donna é qualcosa che esiste solo nella fantasia degli uomini: ci sono delle donne, ecco tutto".

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    Carla

    28/02/2014 12.59.53

    Scrittura sapiente e lacerante. Il dramma della figlia, della sposa, della madre, della donna. Un grido contro l'ottusità, l'ignoranza, la crudeltà, le leggi insensate. Un libro dove la necessità dell'amore nella vita è in ogni pagina fremente e vibrante. Un libro che indigna, che scuote, che fa pensare.

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    faffa

    20/11/2013 10.56.44

    "Una donna"è un romanzo autobiografico,ma soprattutto è una lunga lettera di amore nei confronti del figlio,costretta ad abbandonare per sfuggire ad una vita fatta di abusi,di prepotenza da parte del marito e del piccolo paesotto del sud dove,in gioventù,il padre aveva trasferito tutta la sua famiglia per dirigere una nuova e promettente industria.Il padre per Sibilla è un modello da seguire perché dotato di intelligenza,carattere,volontà,ma proprio quando Sibilla si accorge che il padre è un uomo fragile,volubile ed incapace di sapere e volere ascoltare l'altrettanto fragile moglie,vede crollare le sue certezze.E ad approfittare delle sue incertezze dei quindici anni è proprio il collaboratore del padre che con le lusinghe l'avvicina naturalmente a sé,con violenza abusa di lei e poi la sposa con l'intento primario di fare carriera nella ditta.Sibilla scopre presto che l'amore non è quello sognato,quello romantico,quello letto nei romanzi.L'amore per lei diventa una gabbia, ma scoprendo il mondo delle donne (anche collaborando a Roma con la rivista "Mulier") si fa portavoce del movimento femminista.La sua confessione che in alcuni momenti tocca il sublime è per dar voce al suo io più profondo,per costruire un mondo più giusto verso le donne e per far capire al figlio il suo forte(e non folle)gesto di avere avuto la forza di abbandonarlo al padre.Non è vigliaccheria la scelta di Sibilla,è il modo per rivelare al figlio l'uomo che dovrebbe diventare."Tra le due fasi della vita femminile, tra la vergine e la madre,sta un essere mostruoso,contro natura,creato da un bestiale egoismo maschile:e si vendica,inconsapevolmente.Qui è la crisi della lotta di sesso.La vergine ignara e sognante trova nello sposo un cuore triste e dei sensi inariditi;fatta donna ed esperta comprende come il suo amore sia stato prevenuto da una brutale iniziazione.Fra i due torna spesso l'intrusa,e il solo ricordo avvilisce ogni loro bacio.Mio figlio!Chi gli avrebbe fatto la sacra rivelazione?"

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    chiara

    14/01/2013 01.34.39

    incantata dalla figura di Sibilla innamorata del folle Dino Campana nel film "Un viaggio chiamato amore",ho voluto sapere di più su di lei.questa autobiografia rivela la sua natura anticonformista e passionale. sicuramente erano in poche a quei tempi a saper rivendicare con tanta determinazione la propria indipendenza,anche a costo di perdite devastanti

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