Categorie

Håkan Nesser

Traduttore: C. Giorgetti Cima
Editore: TEA
Collana: TEA mistery
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 295 p. , Brossura
  • EAN: 9788850229772
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati oppure usato:

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    buddy holly

    18/02/2014 22.55.08

    Nesser, una garanzia ! Questo raffinato autore svedese si eleva di una spanna rispetto a tanti corregionali nordici che, sull'onda del successo di Larsson, sono arrivati nelle nostre librerie. Ho letto, anche se in modo non cronologicamente perfetto, diversi suoi volumi - sia della serie Van veteren sia della serie Barbarotti - e tutti mi hanno ampiamente soddisfatto: bella scrittura, temi trattati assolutamente non banali, trama gialla sempre appassionante nello svolgimento dell'indagine (che è un marchio di fabbrica dell'autore) e buona anche nello scioglimento finale. Talvolta, come in questo caso, il corso degli eventi era abbastanza scontato, ma ciò non ha tolto nulla al piacere della lettura. Grande Nesser, con l'islandese Indridason i miei nordici preferiti.

  • User Icon

    Carlo

    27/11/2013 10.09.38

    Che dire mi aspettavo di più molto di più...fin dall'inizio è chiaro l'assassino...resta da scoprire il movente che però già a metà del libro è evidente...bocciato

  • User Icon

    etta

    24/07/2011 12.24.26

    bel libro con una trama che ti tiene col fiato sospeso fino alla fine. lettura scorrevole e immediata, senza tanti giri di parole o pesantezze descrittive.

  • User Icon

    elda

    03/01/2011 13.27.38

    Impianto narrativo ben costruito, trama avvincente, linguaggio lineare ed incisivo: da leggere!

  • User Icon

    Maurizio Ricci

    27/09/2010 08.08.13

    Il ciclo di Van Veeteren migliora da un libro all'altro; altrettanto si può dire per lo stile dell'Autore: il successivo ciclo, improntato sulla figura dell'ispettore italo-svedese Barbarotti mi pare più maturo. Il buon voto assegnato a questo romanzo non risente degli errori (sviste?) sia logiche che sintattiche e addirittura grammaticali che appaiono qua e là.....E poi, mi viene da dire, il fatto che Nesser sia di nazionalità svedese non coimplica necessariamente che tutte le sue storie siano ambientate in Svezia! Nel ciclo di Van Veeteren (nome già di per se indicativo!) quasi tutti i nomi sono di chiara matrice olandesi (in questo, c'è addirittura un Van Breukelen....); la cittadina in cui ci si muove si chiama Maardam, la valuta usata dai personaggi è il gulden......Viene da chiedersi se chi ha scritto la presentazione in quarta di copertina abbia davvero letto il libro!

  • User Icon

    Stella

    17/05/2009 18.38.30

    Ho conosciuto gli scrittori del Nord Europa dopo aver letto i libri di Larsson. Ebbene, questo romanzo è davvero scorrevole, ben scritto (ben tradotto probabilmente). Lo consiglio vivamente a chi ama il genere poliziesco.

  • User Icon

    nini11

    25/06/2008 11.27.34

    E' il mio primo Nesser e devo dire che c'è di meglio. La storia è abbastanza ben scritta ma così prevedibile! E tutta quella banda di poliziotti che ci sta a fare? Ci sono almeno dieci personaggi diversi, senza nessuna caratteristica che permetta di distinguerli uno dall'altro,e che rallentano inutilmente la lettura. Se volete qualcosa di veramente bello e speciale dalla Svezia leggete Marie Hermanson, della quale ci sono però, purtroppo, solo due libri tradotti: una meraviglia!

  • User Icon

    standbyme

    03/09/2006 18.27.51

    Ricorda l’ottimo film “noir” francese del 1968 di François Truffaut (tratto da un romanzo di William Irish pseudonimo usato da Cornell Woolrich) con una bravissima Jeanne Moreau nel quale una novella sposa, uscendo dalla chiesa e ferma sul sagrato per le foto di rito, si vede morire tra le braccia il marito colpito da un proiettile vagante partito da un fucile con il quale cinque uomini si stanno gingillando in una camera di un appartamento di fronte. La protagonista scoprirà l’identità dei cinque uomini e li ucciderà ad uno ad uno. La vendetta appunto è il tema centrale di questo ottimo giallo. La giovane protagonista, segnata da un’infanzia infelice e frutto di uno stupro subito dalla madre, le promette, sul letto di morte, di punire, col massima pena, gli uomini che l’hanno violata. È come in tutti i romanzi che trattano questo argomento il lettore è portato a provare simpatia e parteggiare con chi ha subito un grave torto e cerca di fare giustizia da sé. Approfondita indagine psicologica di tutti i protagonisti: le vittime, la vendicatrice, l’investigatore. Non è dato sapere cosa avrebbe fatto Van Veeteren se fosse riuscito a catturare l’assassina se questa non fosse scomparsa da un traghetto gettandosi, con dei “pesi adeguati”, nel freddo mare del Nord. Posso solo intuirlo: il commissario avrebbe avuto pietà di lei e si sarebbe adoperato per farle avere una pena mite. In questo romanzo ben scritto, scorrevole e con il giusto pathos, c’è tanta umanità e, senza tanti fronzoli, vi è la denuncia di uno dei crimini più abbietti. Hakan Nesser meriterebbe in Italia più successo almeno pari a quello di Mankell.

  • User Icon

    franco ravazzin

    19/04/2004 19.38.45

    Bellissimo!Forse ancora migliore de "La rete a maglie larghe" e de "L'uomo che visse un giorno" già di per se notevoli!Tutta la profonda umanità del commissario Van Veeteren e il suo disincantato modo di condurre le inchieste.Impareggiabile poi il contorno dei suoi colleghi poliziotti!Peccato che di questo Simenon svedese siano usciti in Italia solo 3 titoli!!

  • User Icon

    Gianluca

    22/01/2003 13.28.04

    Carino ma leggero...una lettura veloce tipica da spiaggia.

  • User Icon

    mario benassi

    21/01/2003 18.50.53

    E' indubbio che il confronto con Mankell lo penalizza e lo stesso personaggio Van Veeteren non sembra avere "le belle nevrosi" di Wallander. Probabilmente aver letto il primo mi ha influenzato negativamente; voto medio comunque per la buona scrittura, forse più "scattante e accattivante" in Nesser che in Mankell. I commenti in quarta copertina che lo paragonano al Maigret mi sembrano obiettivamente eccessivi.

  • User Icon

    marco

    26/10/2002 18.11.41

    Direi che il confronto inevitabile con Mankell lo pone senza dubbio su un piano inferiore; meno accattivante l'immagine del commissario Van Veteren rispetto a Kurt Wallander e collocazione geografica della storia volutamente indefinita, ma proprio per questo non riconoscibile. Non mi ha appassionato purtroppo.

  • User Icon

    Chiara Zilocchi

    13/10/2002 14.51.46

    Ho letto le prime 70 pagine. L'intreccio è notevole. Mi ricorda molto "La quinta donna" di Manskell. Lo consiglio a chi ama il libro giallo con indagini psicologiche.

Vedi tutte le 13 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione