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Santo Piazzese

Collana: La memoria
Edizione: 6
Anno edizione: 1998
Pagine: 330 p.
  • EAN: 9788838914287

Recensioni dei clienti

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    Daniele

    29/12/2014 13.34.17

    Mi associo pienamente ai commenti di Rino, scacco alre8 e Eke. E' un libro che di giallo ha poco. Forse in venti pagine avrebbe potuto scrivere la storia, per il resto è totalmente autoreferenziale. L'autore fa continuamente mostra delle sue "conoscenze" (non so se reali) in campo di musica, film, libri e tante altre cose. Non oso immaginare quanto possa interessare ad un lettore che non conosce Palermo, avere tutti i dettagli sulle strade e sulla viabilità della città. Non lo consiglerei a nessuno!

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    maresa paoli

    14/02/2012 09.01.03

    come per i delitti di via medina-sidonia, il giallo è una scusa (infatti si risolve tutto nella ventina di pagine finali). è una scusa per far parlare di sé l'egocentrico lorenzo la marca. ma lorenzo è abbastanza simpatico e si ascolta volentieri, i suoi ragionamenti, i suoi giri per palermo, i suoi gusti musical-gastronomico-enologici gradevoli. come ha detto un altro lettore: un libro da leggere per leggere un libro, oziosamente abbandonati su un divano, per riprendersi un po' del tempo che la fretta quotidiana ci ruba. insomma, si tratta di interdersi su ciò che si vuole. in ogni caso, la scrittura di piazzese, che non fa il verso ai giallisti americani, è originale e personale e si fa apprezzare. qualche sbavatura, ovviamente, qualche tirar la corda, ma nel complesso - a parte un non spiegato odio per i magistrati - un libro piacevole.

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    Rino

    29/10/2011 21.33.07

    Pretenzioso, autoreferenziale, spocchioso nella scrittura dilettantesca ma piena di citazioni inutili e banali. Lo storiella esile fa da ordito ad una serie di figure insopportabili, non simpatiche. Non capisco perché' Sellerio insista ad inserirlo in una collana di qualità' come "la memoria". Risparmiate i soldi

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    giovanna botarelli

    15/10/2011 19.08.29

    Sono alla metà del libro, arriverò senz'altro in fondo ma non ci ho trovato il tipo del vero giallo che mi aspettavo. Piuttosto noioso.

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    Gozer

    09/12/2010 13.04.38

    Che vi devo dire? A me questo secondo romanzo sul prof. Lamarca è piaciuto, più del precedente. E poi lo stile ironico e scanzonato di Piazzese a me piace. Spesso i gialli trascinano i lettori verso la fine, verso la soluzione del mistero. In questo invece ci si può comodamente adagiare come su un divano in un ozioso e piacevole pomeriggio e gustare il piacere della scrittura in se', senza pensare di dover arrivare alla fine.

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    stefania

    02/05/2009 09.32.28

    a me lo stile di piazzese piace, anzi ho trovato questo libro ancora più gradevole del primo, i delitti di via medina sidonia. certo, non è un giallo brillantisimo, ma lorenzo la marca è un personaggio ben caratterizzato e la capacità narrativa dell'autore davvero piacevole.

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    scaccoalre8

    13/09/2007 10.41.24

    E' uno stile insopportabile, fine a se stesso, inutile. Concordo in pieno con EKE e LORENZO. Sconsigliatissimo!

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    Eke

    19/10/2006 01.50.40

    Ma dai, che noia questo libro! Pieno di auto-compiacimento da parte dell'autore ed incessanti riferenze alla cultura pop ed altra. Vuol essere una parodia sul postmodernismo sfrenato? Mi sono fermata alla seguente citazione "Tatatatan! (Cfr. il vecchio Ludwig van)." - e questa e' solo uno dei tanti luoghi comuni pretenziosissimi fin qui (non parliamo neanche delle parole tedesche-austriche messe dappertutto per far vedere quanto e' colto lo scrittore e per "immedesimarci" nell'ambito viennese - citta' visitata dal protagonista per troppe pagine). Buona notte! Non faccio una violenza al mio cervello ed al mio senso estetico ... basta cosi'!

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    barbara

    12/09/2005 19.15.00

    Il Camilleri migliore non e' quello di Montalbano, Piazzese a volte e' decisamente piu' gradevole del Camilleri di Montalbano. Un po' lento nella carburazione, come nei delitti di Via Medina, ma notevole nel ritmo da meta' libro in poi. La Marca e' un grande personaggio proprio perche' e' spesso fastidioso e lo sa, ma e' anche autoironico. Si piace, come si piace Piazzese, ma e' intelligente, sfizioso e sanamente progressista ma senza esagerare. Voto 8.

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    brice

    04/07/2005 23.38.31

    Bel giallo, trama complessa, quadratura del cerchio... Sono rimasto un pò stupito per le critiche all'antimafia e per qualche battuta di troppo sui "finocchi" ma, per il resto, il mio giudizio complessivo è positivo

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    Lorenzo

    13/01/2005 16.11.46

    Mi è stato regalato, per cui sono dovuto arrivare sino in fondo, anche se le prime trenta pagine mi erano bastate (come si fa a utilizzare per ben due volte l'aggettivo - per così dire - "celodurista"?). Troppo compiaciuto di se stesso, del proprio humour e della propria (bravo Danilo) pseudocultura. Totalmente fuori luogo la scena del colloquio in aereo con un personaggio che non riapparirà più nel resto del libro: evidentemente inserita al mero fine di sfoggiare battute, a mio avviso neppure troppo brillanti. Mediocre, soprattutto la scrittura (ma anche la storia non è poi tutta 'sta cosa).

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    Margherita

    06/01/2005 17.27.51

    Io non ce la vedo in Piazzese questa presunta volontà di sfoggiare pseudocultura a scapito del povero lettore. Secondo me La Marca è proprio fatto così. Gli piacciono un sacco di cose e non fa altro che dircelo, cercando la nostra complicità. Ritiene che, quando ci parla di quel quadro, quel libro, quella musica o quel piatto, lo possiamo capire. Lui va avanti con il suo naso a prua, e, mentre va, ci racconta i suoi pensieri e le sue pensate. Ci mette a parte del suo hi-fi di bordo. Un pò come Leopold Bloom (si parva licet). La prima volta che ho letto I delitti, nelle prime 20 pagine dava un pò sui nervi anche a me, ma poi...l'ho amato. E controllo sempre in libreria e on-line che non sia uscito un altro libro. La Marca o Spotorno vanno bene entrambi.

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    moneo

    26/08/2003 10.13.47

    Decisamente un ottimo giallo. Trama bella e avvincente. Un gran passo avanti rispetto ai Delitti di via Medina-Sidonia, che rimane comunque un bel libro.

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    Maria Giacoma

    31/01/2003 19.43.58

    La trama non è ingarbugliata ma l'autore farcisce gli eventi di complicazioni forzate usando un linguaggio a volte ermetico. Si lascia andare spesso nella descrizione di luoghi e di strade in modo dettagliato come se qualsiasi lettore fosse al corrente dell'assetto urbanistico di Palermo; forse questo secondo me può annoiare un pò un lettore non palermitano. Altre volte, poche per la verità, esalta le tradizioni o un panorama invogliando alla visita e alla conoscenza. Avverto un certo egocentrismo, un tono polemico con ciò che è diverso dal protagonista e che non conosce a fondo, a volta considerazioni di sufficienza nei riguardi di persone o musiche o film citati. Nell'insieme non l'ho trovato un lavoro eccellente, ma una lettura gradevole. Sono in disaccordo con chi afferma che lo stile è migliore di quello di Camilleri, le trovo due cose diverse.

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    Jayne

    25/03/2002 09.36.56

    Dopo aver letto I delitti di Via Medina-Sidonia, non vedevo l’ora di leggere un altro giallo con Lorenzo La Marca come protagonista. Nei primi capitoli di questo secondo romanzo, l’autore sembra euforico a causa del successo del primo giallo e con autoironia fa parecchi riferimenti al mestiere di romanziere. C’è anche un episodio dove l’agente di polizia parla al telefono con un collega ben conosciuto – il commissario Montalbano. Nei primi capitoli, il narratore mi ha dato sui nervi perché sembrava talmente arrogante e troppo amaro parlando degli altri personaggi, però La Marca diventa più simpatico via via che la storia s’intreccia. Io spero che ci saranno altri romanzi con La Marca come protagonista perché questi gialli sono scritti molto bene. Piazzese è all’altezza dei grandi giallisti inglesi. Ha un vocabolario molto ricco e scrive in uno stile scorrevole di delitti fra gente perbene in un ambiente attraente che uno vorrebbe visitare. Scoprire l’assassino è un gioco per La Marca – un gioco di enigmistica - e leggere questi romanzi è come passare qualche giorno con amici siciliani, vivendo un’avventura con gioia e senza paura.

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    Ermanno Del Monaco

    15/12/2001 22.57.10

    Divertente. Un po' come quelle esercitazioni di manierismo pre-goliardico che ci industriavamo a mettere insieme ai tempi del liceo. E a questo proposito va detto che dalla scrittura di Piazzese emerge un profilo che definirei "dello scolarizzato di prima generazione": quell'insistere su citazioni forzate, quell'ammiccare a presunti complici in materia letteraria, o musicologica, o gastronomica, per sottolineare poi di saperne più del lettore... Dalla sua pagina, insomma, non si evince quel substrato di stagionatura classica che eviterebbe di farlo apparire un "parvenu" culturale.

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    Danilo Grauber

    15/12/2001 15.20.34

    Finisco di leggere questo scadente fare-il-verso a Raymond Chandler - oltretutto farcito di pseudocultura - e mi chiedo: perché questa casa editrice siciliana (sono altoatesino ma non sono antimeridionalista, lo giuro!) si incaponisce da qualche tempo a lanciare mediocri dilettanti? Il mercato paga, mi rendo conto: Camilleri docet! Ma la qualità artistica?...

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    Luca De Mattei

    03/12/2001 10.14.42

    Se non fosse esistito Chandler, questo raccontino sarebbe originalissimo! Anche se - a ben vedere - si tratta di un Chandler strapaesano...

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    Franco

    19/10/2001 12.10.01

    Quando uno scienziato dissacra tutto quello che sta intorno lui, lo fa salvando le cose magari più semplci come un blues, un panino con la milza o il borbottare di una pancia bisognosa. E da ciò non possono che nascere gli ossimori. Divertente, non per tutti, ma per chi condivide il concetto che la flesibilità e la versatilità culturale è un modo di essere e non di apparire. Grande giocoliere delle parole, come non ne ho mai letti.

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    natalia

    19/10/2001 11.18.52

    Mi pare che questo nuova giallista, diciamo contemporaneo, cerchi di rendere interessante un contesto al di là della vicenda gialla, che passa quasi in secondo piano, mantenendosi entro una dignitosa media. Questo Lorenzo, ad esempio, è tutto uno sfarfallio di citazioni letterarie, musicali, culinarie, di battute spiritose e ironiche, di percorsi metropolitani nel traffico. I personaggi di contorno, pure, sono ben caratterizzati anche se non fanno strettamente parte della vicenda. Alcune delle divagazioni sono piacevoli, altre no. Comunque, preferisco Montalbano, l'altro siculo. (Qui citato come amico del commissario locale, col quale ha una conversazione telefonica).

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