Dostoevskij. Poetica e stilistica

Michail Bachtin

Traduttore: G. Garritano
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2002
In commercio dal: 16 luglio 2002
Pagine: 356 p.
  • EAN: 9788806163815
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Descrizione
Il saggio di Michail Bachtin, tradotto e pubblicato in Italia nel 1968, non vuole essere una monografia critico-biografica tradizionale, né una ennesima interpretazione filosofica o psicologica di Dostoevskij. Attraverso una originale analisi stilistica, Batchin individua le categorie essenziali della poetica dostoevskiana e coglie la novità di questo mondo narrativo nella polifonia, nell'insubordinazione delle voci dei personaggi a una concezione del mondo cristallizzata e a esse estranea.

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    Pietro

    19/09/2018 13:18:41

    In questo saggio è presentata un'analisi strutturale dell'opera di Dostoevskij. Sono esposti i modi di costruzione: Dei personaggi quali dialoghi; Dei luoghi, quali fatti di cronaca su cui la fantasia operasse, fino a trasformarli in snodi di trame; Della trama: quale luogo di idee sullo schermo di una sequela chiusa di fatti. Interessante la super giunta analisi di temi più generali, quale il tema del carnevalesco come dialettica della civiltà.

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    Gufa

    15/04/2009 23:25:13

    Saggio molto interessante anche se un po' pesantuccio. Su Dostoevskij si è detto di tutto o comunque moltissimo, ma secondo Bachtin pochi si sono avvicinati alla comprensione della poetica e della visione artistica del grande romanziere russo, che è stato definito un filosofo, un pubblicista, uno dei più grandi autori del dramma dopo Shakespeare, ecc., ma pochi si sono soffermati su un'analisi profonda della forma artistica, non vedendo in Dostoevskij innanzitutto un artista che ha creato una nuova forma letteraria. D. è, insomma, un novatore. La tesi di Bachtin è che il nuovo tipo di pensiero letterario e la nuova struttura poetica e formale di D. si può chiamare polifonica. D. è quindi il creatore del *romanzo polifonico*, ossia a più "voci". Polifonico perché in tutta l'opera è presente una pluralità di cosienze indipendenti (dall'autore stesso) e differenti tra loro appartententi però ad quadro unitario. Gli eroi dostoevskiani sono indipendenti in quanto non sono oggetto della parola dell'autore, ma sono soggetti della propria parola significante e sono chiamati gli "eroi dell'idea". L'analisi di Bachtin sulla parola dei personaggi di D. è profondissima, anticipata da una sull'idea e sulla funzione del personaggio. L'opera polifonica poi si inserisce nel genere del romanzo perché il suo principio unitario è rintraciabile nella coesistenza e nell'interazione. L'unità del romanzo in una pluralità di voci è data dal principio della contemporaneità. Bachtin dice che, più o meno con queste parole, nella contemporaneità tutto il materiale semantico e quindi tutto il materiale della realtà dialogica si realizza in un sol tempo nella forma del raffronto drammatico. La forma drammatica sarebbe quindi per Dostoevskij un mezzo per costruire il suo mondo nello spazio escludendo sostanzialmente il tempo: non c'è divenire ma solo contemporaneità, coesistenza, interazione e contrasto delle coscienze.

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