Traduttore: P. Cacucci
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 17 ottobre 2008
Pagine: 297 p., Brossura
  • EAN: 9788807017698
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Descrizione
L'eroe morale dello scrittore e dottore Pasavento è Robert Walser. Ne ammira il desiderio di passare inosservato, la vita di bella infelicità che portò avanti e l'estrema ripugnanza che gli davano il potere e la grandezza letteraria. Perseguire il destino di questo scrittore significa per Pasavento ritirarsi dal mondo, come lo prova d'altronde la sua calligrafia, sempre più microscopica, e che infine lo porta ad abbandonare la penna per la matita perché più vicina alla sparizione, all'eclisse. Vuole nascondersi, e un giorno sparisce. Crede che lo cercheranno, come cercarono Agatha Christie quando scomparve per undici misteriosi giorni mettendo in subbuglio l'intera Gran Bretagna. Ma nessuno cerca il dottor Pasavento e a poco a poco s'impone questa semplice verità: nessuno pensa a lui. Lo vediamo allora ricorrere alla strategia della rinuncia. All'Io, alla grandezza e alla sua supposta dignità, tra mille contraddizioni, fino a credere d'incarnare da solo la storia della sparizione del soggetto in Occidente. Nel viaggio che lo porta al manicomio svizzero dove visse molti anni Robert Walser, mette a punto l'arte tanto coltivata dal suo ammirato maestro: l'arte di convertirsi in nulla.

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    Antonio D'Agostino

    04/09/2012 09:47:25

    Vila-Matas è un grande prestigiatore della narrativa contemporanea. Pasavento non è mai vero! Questa condizione diagnostica la fine del personaggio, oppure nasconde (con evidenza) il suo riaffiorare continuo, istantaneo e celato in tutto il tessuto mentale che caratterizza il libro?! Un libro che affascina, senza dubbi. Un libro che proviene dai dubbi di un io multiplo e indivisibile.

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    Guglielmo

    23/12/2008 22:45:10

    Dopo Bartleby & C., che gli riuscì tanto bene, Vila Matas arranca alla ricerca di una ispirazione che non torna e di una formula di successo che non ritrova. Molta saccenteria, molto sfoggio di cultura e pochissima vera letteratura.

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    Massimo Gatta

    03/11/2008 08:50:02

    gentile signor Vila-Matas, glielo giuro che avrei voluto darle un cinque tondo tondo ma il tasto col 5 si è inceppato e quello più vicino era il 4 (il 6 non è previsto). Il libro è vorticoso, tosto, delirante quanto basta, fluviale, onirico ma...Venivo da una sauna bestiale nella quale mi ero portato il suo capolavoro su Bartleby, poi il Montano e anche il sublime libro su Parigi (non finisce mai). Il caldo li ha quasi disciolti, peccato, ma volevo preparare il terreno per Pasavento. Certo Walser, la scomparsa, il silenzio, Napoli (che è poi la mia città), ma qualcosa è rimasto incagliato, la lettura procede con un leggero sfregamento delle pareti come una sonda che dobbiamo introdurci in gola per respirare: ci salverà la vita ma quanto dolore! Insomma sig. Vila-Matas grazie comunque e ringrazi da parte mia l'ufficio grafico feltrinelli per le stupende copertine che si inventa per i suoi libri. PS: quando ritornerà a Napoli mi telefoni, ci manco da quasi vent'anni e vorrei rivedere almeno piazza san domenico maggiore, dove vivevo. Hasta la vista!

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