Dove va la tristezza quando se ne va?

Claire Vassé

Traduttore: M. Togliani
Editore: TRE60
Collana: TRE60
Anno edizione: 2017
Pagine: 251 p., Rilegato
  • EAN: 9788867023646
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    Elena

    06/10/2017 15:34:28

    Purtroppo devo dare un voto basso a questo libro perché è veramente lento, ci sono tante parti introspettive dove la protagonista analizza sé stessa e le proprie emozioni, parti che mi hanno annoiata e mi facevano vanire voglia di saltarle. I personaggi poi sono piatti, non ho provato simpatia - ma neanche antipatia - per nessuno in particolare perché appunto non hanno spessore. Un libro che non mi ha lasciato nulla.

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Il sole è accecante. La bambina gioca con la sabbia, costruisce castelli immaginari. Suo padre si alza, chiede se qualcuno vuole accompagnarlo in acqua. Lei esita: adora fare il bagno con lui. Di solito impaziente, il padre non si stanca mai di insegnarle a fare il morto. No, il sole è troppo caldo; preferisce restare con la mamma e torna ad affondare le mani nella sabbia. Quando solleva di nuovo la testa, la sagoma tozza, in costume blu notte, si è allontanata di qualche metro. Che sciocca, non può perdersi un'occasione del genere. Trovarsi sola, nel bel mezzo dell'oceano, con suo padre che la protegge dalle onde troppo alte... Si alza, dice alla madre che ha cambiato idea, non aspetta la risposta e corre a raggiungerlo. È più lontano di quanto pensasse però. La distanza tra loro aumenta. Lei lo chiama ancora una volta, finirà pure per sentirla no? Durante quella corsa sfrenata, senza mai staccare gli occhi dalla schiene del padre, si era resa conto solo vagamente di essere entrata in acqua. «Papà, papà...» Continua ad avanzare, sicura che lui prima o poi si girerà. Un'onda, poi un'altra. Sente voci attorno a sé. percepisce presenze indefinite, come ombre che si muovono in lontananza. Ha perso definitivamente di vista il padre; beve diverse volte. Scorge alcuni scogli all'orizzonte. Se avesse dieci anni di più, vedrebbe scorrere il film della sua vita, ma è troppo piccola, non ha abbastanza ricordi. Non tocca, non riesce più a tenere la testa al di sopra delle onde, ma non cede al panico, sebbene l'acqua le entri in bocca e il sale la accechi. Alla fine un braccio la afferra. Poi il buio.