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Henri-Pierre Roché

Curatore: E. Marchi
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 2
Anno edizione: 1997
Formato: Tascabile
Pagine: 289 p.
  • EAN: 9788845912948

(recensione pubblicata per l'edizione del 1988)
recensione di Baggiani, A., L'Indice 1989, n. 4

Curioso destino, quello di Roché, di trascrivere a settant'anni passati la propria giovinezza e d'essere riscoperto, poi, solo grazie alle struggenti trasposizioni cinematografiche d'un Truffaut, suo entusiastico ammiratore. Abbastanza vecchio per guardare da lontano con disincanto, ma mai tanto da perdere la curiosità e la tenerezza dell'illusione d'amore, ancora Roché ci racconta un conturbante triangolo amoroso. Ma non sono, infine, tutte le storie d'amore figure geometriche più o meno regolari, almeno dall'epoca di Lilith? Iscritta, se mai, questa, nel rigore dell''esprit de géometrie' di un de Laclos, referente d'obbligo per l'autore di un raffinato Don Juan e d'accurati taccuini di annotazioni erotiche.
Quasi romanzo epistolare, con l'inserto di diari paralleli abilmente intrecciati, "Le due inglesi" è, come già Jules e Jim, la storia di una seduzione: l'aria del continente, la voluttuosa e corrotta Francia contro la puritana e salutista Albione. Siamo agli inizi del secolo: Claude, colto e sensibile, propone letture sconvolgenti alle candide sorelle inglesi e con loro gioca alla scoperta dei sentimenti. D'altra parte la sana Inghilterra ha il suo fascino, se Claude serve ai banchetti dei poveri e va ad ascoltare G.B. Shaw alla Fabian Society: innamorato dell'attiva e religiosa Muriel e convinto della necessità di un matrimonio costruttivo - osteggiato dalla madre -, la lettura di Nietzsche lo strapperà bruscamente a questo ideale troppo borghese.
Ma le forze dell'eros sono scatenate: Muriel lo amerà in silenzio, affascinata da sacrificio e negazione, mentre la sorella Anne, scultrice a Parigi, scoprirà l'avanguardia e, insieme a Claude (rivelatore, "Il Bacio" di Rodin), la bellezza del sesso. Pronta, peraltro, a mettersi da parte, per un amore definitivo, quando s'accorgerà della passione intatta di Muriel, alla quale infine Claude darà compiutezza e limite con un'iniziazione liberatoria.
E vissero felici e contenti: il seguito della storia ucciderebbe il fascino del romanzo se non fosse il perfetto compimento del cerchio con la fantasmatica presenza della figlia di Muriel e quella, reale, di Claire, la madre troppo amata. E ancora una volta il seduttore s'allontana; poiché la seduzione è allontanamento e non il trarre a sé l'oggetto del desiderio. Claude "accende" il fuoco ma ne elude la schiavitù: Anne e Muriel dovranno cercare altrove la propria maturità e libertà di creare e di procreare. Se loro si "danno", Claude non parla mai di possesso, perché non può n‚ vuole possedere: l'iniziazione non ne ha bisogno.
Ma la liberazione femminile deve fare i conti con la realtà dolorosamente oggettiva di un mondo impermeabile alla libertà. Infastidisce perciò un tantino l'ambiguo segno del Carnefice rovesciato sul doppio Anne-Muriel (l'eterno femminino) dalla Marchi nella sua pur interessante postfazione, in ottemperanza a fin troppo scontate riesumazioni weiningeriane che sciolgono gli stretti lacci della vittima per trasformarli nella frusta della "donna fatale" sempre apportatrice di morte. Se non altro in omaggio alla antipsicanalitica freddezza formale di uno scrittore che punta, riuscendoci, a restituire alla parola il suo intatto ed essenziale aroma di verità.

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    Paola

    07/06/2006 14.10.23

    Libro intriso di amore tormentato e passionale,questo secondo libro di Rochè merita considerazione quanto Jules e Jim ,troppo egoista la sorella minore Anne e troppo puritana e indecisa Muriel le mie simpatie sono tutte per il Don Giovanni Claude a tratti autobiografico se ricordo la biografia dell'autore.Lo consiglio a tutti i romantici non svelo il finale ma a mio parere è positivo alla fine trionfa l'amore stabile e duraturo quello che dà certezze e che tutti cercano.

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