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Arturo Pérez-Reverte

Traduttore: B. Arpaia
Editore: Rizzoli
Collana: Scala stranieri
Anno edizione: 2015
Pagine: 539 p. , Rilegato

2 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Avventura - Avventura storica

  • EAN: 9788817082822

Recensioni dei clienti

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    luca Bidoli

    30/08/2016 10.07.02

    Ultima lettura estiva; devo la scoperta di questo libro splendido ad una gentile Lettrice, su Ibs, gliene sono grato. Il romanzo è veramente intrigante, specie per un bibliofilo che sogna di possedere un'edizione, la prima, dell'Encyclopédie, narrando una vicenda apparentemente semplice, il viaggio di due uomini che più diversi non potrebbero essere - autentico rimando alle coppie di opposti che però da Cervantes in poi, si integrano e si compensano a meraviglia- dalla Spagna sino a Parigi, sul finire del XIII secolo, per acquisire una copia della famigerata opera chiave dell'Illuminismo europeo. L'autore ha il dono di coinvolgere il lettore in una sorta di ricostruzione storica attenta, precisa e densa di riferimenti dotti e piacevoli sul secolo dei Lumi, non senza figure inquietanti che a loro modo preannunciano i terribili tempi a venire, anch'essi frutto e conseguenza estrema di quella cultura e di quel clima intellettuale. Ottimo libro, che si legge con vero piacere, con personaggi ottimamente tratteggiati, anche i minori, o che tali si reputano, necessari tuttavia alla struttura della vicenda, in un mondo che contrappone la disillusione e la paura verso le idee nuove e il pragmatismo di coloro che vedono o cercano di scorgere il fiducioso ottimismo verso una nuova epoca, più giusta e felice. Sono loro, i due uomini buoni, che fecero l'impresa: una minoranza, anche in seno ad un'assise di dotti, come sempre è stato nella finzione e, soprattutto,nella realtà.

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    madeleine

    20/12/2015 17.10.17

    Entusiasmante lettura, una minuziosa e scrupolosa ricerca per creare un romanzo ricco e godibile con un messaggio universale e attuale " la ragione sempre avrà la meglio sul fanatismo e sull'oscurantismo". Un grandissimo scrittore che in questo suo ultimo romanzo si é superato!

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    Marco

    11/10/2015 15.40.32

    Ecco Pérez-Reverte con questi «Due Uomini Buoni». È di nuovo, o "un nuovo", Pérez-Reverte! Ed è fantastico. «Questo viaggio» che potrebbe essere «una goccia insignificante in un mare di rassegnazione nazionale» (p.91) è un affresco vivido e seducente, l'avventura picaresca di un autore seduto davanti alla locanda del Franc Meunier di Meung con «un bicchiere di vino d'Anjou in omaggio ai tempi in cui» era «un lettore innocente - perfino romanziere innocente» (p.169), l'avventura di un «uomo alto» e di un «uomo grosso» che seguono un ideale nella società caleidoscopica di fine settecento, in cui «la gente non è né buona né cattiva. È solo come la fanno essere» (p.151), una serie di peripezie, tappe segnate su «un paio di guide stradali, le mappe delle poste ricoperte di stoffa e ripiegate in ottavo utilizzate nel viaggio» (p.537). È il secolo degli ideali. È il secolo "dei lumi", che Pérez-Reverte affresca in maniera manichea, bianco e nero, bene e male, la luce in perenne lotta con l'oscurità, l'ineluttabile luminosità della ragione che deve per forza vincere sulla presunta oscurità della fede. «Il punto dev'essere la ragione. il mistero e la rivelazione sono incompatibili con la scienza. Con la ragione. E la libertà è una sua conseguenza» (p.94). Ma Pérez-Reverte non dice questo: egli sembra indulgere con compiacimento nell'affrescare l'abbagliante luce del sole del meriggio della ragione, ma fa largamente comprendere al lettore come a quella abbagliante luce di "uomini di ragione" che avrebbero dovuto estirpare le ombre della fede, siano in realtà seguite, generate dalla "ragione" stessa, le tenebre della rivoluzione, con i suoi mostri sanguinari, da Madame Guillotine a quelli di Goya del «Sonno della Ragione»... «"Però sono successe molte cose buone, come sai". "Già, ma oggi mi interessano le cattive"» (p.105). Lettura sconsigliata a chi non sa distinguere tra "romanzo" e "realtà storica": i lettori di Dan Brown.

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    Massimo Gatta

    16/09/2015 08.58.43

    Una scrittura en philosophe, per raccontare una vicenda reale desunta da documenti laboriosamente spulciati dallo scrittore spagnolo, com'era già accaduto per altri suoi romanzi storici. Un inno alla libertà, alla tolleranza, alla democrazia e alla cultura, tutti sapientemente conservati in quel magnifico ultra ventennale cantiere filosofico e culturale che fu l'Encyclopédie di Diderot e d'Alembert (1751-1772). Forse un centinaio di pagine in meno avrebbero giovato al romanzo, in alcune parti molto cinematografico quasi che l'autore, come accaduto per il precedente Il Club Dumas, si aspetti una traduzione visiva affidata, perchè no, ancora a Johnny Depp.

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    Piero Paci

    14/09/2015 18.08.00

    Faccio fatica a trovare giuste parole per commentare questo capolavoro di scrittura. Tale e tanto è il coinvolgimento che si rischia di perdersi nella trama, sapientemente creata da un autore che già da anni ha dato ampie dimostrazioni di bravura. Ho desiderato che il libro non trovasse una fine, nella speranza di un seguito alla storia. Che dire di più, bravissimo l'autore che dovrebbe essere candidato ad un meritatissimo premio.

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    antorizzuti

    08/09/2015 11.42.43

    Libro divorato in pochi giorni, scrittura scorrevole e colta. Ho ritrovato il Perez Reverte che più amo, ovvero quello del "Maestro di scherma" o delle avventure del Capitano Alatriste. Ti vien voglia di spulciare vecchie carte nautiche o di trovare i testi da cui son tratte le tante citazioni. Davvero un bel libro, buona lettura a tutti.

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