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Editore: Bompiani
Collana: Tascabili
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 440 p., Rilegato
  • EAN: 9788845262975
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Recensioni dei clienti

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    barbagianni39

    01/12/2013 15.01.25

    Non all'altezza del Treno di panna, ma a me è piaciuto. Un'atmosfera surreale come il paesaggio e i personaggi. Un racconto per tre quarti onirico che nel finale torna alla cruda realtà

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    lory

    17/12/2012 20.53.15

    ho letto quasi tutto di de carlo...ma questa volta mi ha delusa...avevo maggiori aspettative!un personaggio quello di durante decisamente snervante...un uomo da non incontrare mai sul proprio cammino!non lo consiglio

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    Loris

    10/07/2012 11.40.19

    Ho letto molti libri di De Carlo in passato, ma dopo il deludente 'Pura vita' avevo deciso di passare oltre. Su invito di un amico, sono tornato sui miei passi con questo 'Durante'. La storia è tipica di De Carlo, giocata sullo scontro tra convenzioni sociali e desiderio di autenticità e libertà, tra relazioni sentimentali perse nella monotonia della ripetizione e passioni che esplodono rimettendo tutto in discussione. Nei momenti migliori, la scrittura è veloce e avvolgente, cattura il lettore e lo interroga sul suo modo di essere. Altrove, prevale una fastidiosa tendenza a sentenziare, col rischio di scivolare nella banalità. Anche i presunti poteri esp di Durante finiscono per alimentare l'dea di una sorta di profeta vagamente new age. Nel complesso però la lettura è piacevole, compreso il prevedibile finale aperto. Certo non ho ritrovato l'entusiasmo di 'Due di due', ma temo che questo dipenda anche (o soprattutto) dal mutato dato anagrafico, mio e di De Carlo.

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    Betta

    27/06/2012 23.00.46

    E' il primo libro di De Carlo che leggo. A me è piaciuto molto, forse perchè il personaggio di Durante mi ha ricordato moltissimo mio padre. La storia scorre veloce, lo stile è gradevole e anche il finale a mio parere non è affrettato, anzi mi pare coerente con tutto il resto. Gli do il voto massimo perchè l'ho letto d'un fiato, ed era da tanto tempo che non mi capitava di essere così coinvolta in un romanzo da leggerne le 440 pagine in soli 3 giorni. Aggiungo solo, a titolo di consiglio per gli altri lettori, di essere indulgenti nei confronti di un paio d'ingenuità di De Carlo che mi hanno fatto sorridere (Durante che ipnotizza i due carabinieri al posto di blocco, o che regala un appartamento a moglie e figlio così su due piedi), insomma fate finta di nulla, a parte queste due piccole sciocchezze il romanzo è assolutamente valido.

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    Giuseppe Joe Castronuovo

    23/04/2012 11.31.29

    L'amicizia è tema prediletto dallo scrittore milanese che, in queste pagine, ritrova lo smalto intimista, ma leggero del suo "Due di due". Quelli che erano Mario e Guido, sono adesso Pietro e Durante, personaggio,quest'ultimo, apparentemente invincibile e carismatico, ma, in realtà, fragile e problematico, cui il contatto, inizialmente forzato, con il più apparentemente stabile Pietro costringe a fare i conti con se stesso e con una vita costruita sulla fuga e sull'abbandono di ogni responsabilità. Finale meraviglioso. E amaro.

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    Luna

    17/03/2011 15.31.07

    Il primo libro di "De Carlo" che ho letto!L'ho inziato con molta diffidenza e l'ho finito da poco. Il suo stile mi piace, il personaggio di Durante non mi ha affascinato neanche per un attimo!Chi lo vorrebbe un uomo cosi' nella realta'?Tutto sommato e' facile vivere come fa lui "dimenticandosi" del resto del mondo!Io sceglierei 100 volte Pietro con tutti i suoi dubbi e le sue insicurezze!Il finale mi ha lasciato l'amaro in bocca...sembra che l'autore si sia dimenticato di scriverlo!Forse con un finale diverso l'avrei "promosso" a pieni voti!Cosi' com'e' mi lascia perplessa...

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    Peter

    31/08/2010 09.33.05

    Era da molto tempo che non leggevo un libro così 'magnetico'. Condivido molte critiche fatte da altri lettori soprattutto per quello che riguarda il finale del libro che abbassa questo 'magnetismo' ed annoia un po'.

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    rose

    06/04/2010 09.48.11

    Lo sconsiglio, un polpettone vuoto!

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    Raffaella

    03/08/2009 08.41.58

    Ho letto tutti i testi dell'autore, "Durante" è certamente tra i miei preferiti...avrei voluto che questo libro "durasse" per un tempo indefinito... invece, è finito ed io sto aspettando da un anno circa che De Carlo ne pubblchi un altro speciale come questo...sbrigati Andrea!

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    Carol

    23/07/2009 23.43.36

    ho letto il libro da poco e inizialmente sembrava un storia un pò strana,come il protagonista stesso in fondo... mi ha deluso molto il finale, nn ha una vera e propria conclusione e mi spiace perchè 2 pagine in più per scrivere la fine vera e propria si potevano anche fare. La cosa più affascinante sta nella capacità dello scrittore di farci sentire veramente quello ke prova il povero pietro è davvero coinvolgente ed è facile immedesimarsi in lui, capire come si sente...insomma mi è piaciuto più o meno

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    paolo t.

    17/07/2009 00.24.30

    bello.coinvolgente.all'inizio antipatico,durante,poi "magico".certo che non esiste uno così(ohibò e per fortuna).appunto è un romanzo.tema complicato -il nostro opposto-,forse un po'gli è sfuggito di mano.qualche 'ingenuità'.ma de carlo è troppo lucido per banalizzare.è un soggetto enorme,che secondo la sua cifra,alta e comune,lo scrittore ci avvicina. aprirsi a tutto, essere curiosi, generosi.gesù e budda. ma,alla fine,un congegno narrativo che diverte e irrita. durante è quello che ci manca -e per fortuna ci manca-.quella di de carlo è una delle possibili "forme". io gliene sono grato. anche perché si legge "d'un fiato"...

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    ernesto

    11/07/2009 10.20.19

    Leggo tanti commenti negativi su questo libro di De Carlo, finito di leggere or ora. Lo scarso consenso è forse frutto di un equivoco. Non è Durante il protagonista del libro, lui è solo uno stato d'animo, un sentimento, incarna quel senso di panico che ci prende a volte quando abbiamo la sgradevole sensazione di vivere una vita non nostra. Il protagonista vero è Piotr. In questo senso, chi di noi non si è sentito, almeno una volta nella vita, un pò Piotr ? Il resto lo fa la maestria, la tecnica dello scrittore, anche se il vizio di fare il "piacione" non abbandona mai il bravo De Carlo...

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    Raffaella

    27/04/2009 10.32.11

    Noo...non riesco proprio a finirlo! E' assurda sia la trama anzi la NON trama, sia il personaggio principale. Con tutta la buona volontà di portare a termine qualsiasi libro che inizio... questo proprio lo devo riportare in biblioteca!!!

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    Anna Maria

    18/04/2009 17.05.40

    Concordo con l'opinione di molti lettori.Questo libro di De Carlo non mi e' piaciuto.Come in tutti i suoi scritti,l'autore mostra una buona capacita' descrittiva sia dei personaggi che degli ambienti,ma il contenuto e'noioso e,a volte,irritante.Durante sembra il protagonista illogico di una storia irrazionale.

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    Chiara Maccagnola

    19/02/2009 15.34.45

    Un personaggio, oltre che datato, incredibilmente irritante. Vuole essere il simbolo della libertà interiore ed esteriore e riesce solo a mostrare quello che è: un irresponsabile di cui in fondo non frega niente del prossimo, persino quando fa del male alle donne che dice di amare (in generale) e ai suoi figli. A costo di sembrare molto "borghese" dico che è un libro che non serve a niente se non a spazientire il lettore, soprattutto quando il protagonista dal nulla risolve i problemi degli altri come un magico Messia o quando IMPONE la sua pseudo-filosofia come se fosse l'unico modo giusto di pensare al mondo...alla faccia della libertà! Una delusione. Chiara

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    ermanno

    11/02/2009 11.25.43

    Siete pronti ad abbandonare le vostre certezze? Siete disposti a mettere in crisi la vostra vita, se non è ciò che desiderate? La profonda spontaneità del protagonista, al di là del bene e del male, provoca scompiglio nelle vite di chi lo incontra. Al di fuori degli schemi, abbatte le strutture, anche delle persone che amandolo, lo vorrebbero più simili a se che non a se stesso. Un libro interessante per chi non teme il cambiamento e ne sa scorgere le potenzialità.

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    Carlo Vaccari

    05/02/2009 18.35.39

    Spesso i libri di De Carlo mi ispirano una netta antipatia, che nasce sia dal modo di scrivere (autocompiaciuto) che dai personaggi Allo stesso tempo non riesco a smettere di leggerli e anzi mi sorprendo ad aspettare con ansia di poter andare avanti e vedere come va a finire Stavolta l’antipatia è per il protagonista, un uomo che non si sa di che vive (ricordate il "girovedogentefacciocose" di Ecce Bombo?) e che semina figli donne e amici per il mondo compiendo quasi-miracoli, irritante nella sua falsa semplicità e nel suo rifiuto/incapacità di capire gli altri Ovviamente le donne cadono tutte ai suoi piedi, i moribondi guariscono, gli animali gli ubbidiscono, regala case ai bisognosi e ipnotizza i cattivi … insopportabile!

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    Daniele Luttazzi

    15/01/2009 14.51.36

    Sto leggendo l'ultimo romanzo di Andrea De Carlo. È talmente brutto che, nottetempo, il mio segnalibro va avanti di un capitolo.

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    Maurice

    12/01/2009 10.51.24

    Due per lo stile scorrevole e accattivante che caratterizza, da sempre, De Carlo. Ma come già hanno scritto altri, Due di Due è ben lontano. Rimane la nostalgia per quello che è il miglior romanzo di De Carlo. Per il resto, il personaggio di Durante - non raro da trovare nella fauna di certi ambienti post-alternativi- mi ha ispirato, da subito, una grande antipatia. Forse perchè sono questi sfuggenti "pseudo filosofi di vita " che dall'alto del loro essere apparentemente diversi, sconvolgono le vite delle persone senza ahimè arricchirle, anzi, ponendo loro interrogativi che sarebbe lecito approfondire in tutt'altro contesto.

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    Graziano

    21/12/2008 00.32.12

    Monocorde nella scrittura, fiero d'una tecnica (o immune alla necessità d'averne) che evidentemente gli basta. Forse senza mai più raggiungere i livelli di "Due Di Due", con cui conquistò lettori che ancora ne cercano l'erede. La costante è che mentre c'è poco da dire sulla sua cifra tecnica, se ne ha una, di più sono i suoi personaggi a far parlare. Durante può sembrare uno spregevole e furbo immaturo, che monetizza l'aura di fascino che gli viene dai suoi arrivi, misteriosi, e dalle sue partenze, cronometricamente perfette nel portarlo via prima che conoscendolo la gente possa conoscerne anche i limiti capendo con chi davvero ha a che fare; o può sembrare un poeta, cantore della vita libera, buono per chi non sa averne o sognarne una maturamente, un sogno da guardar materializzarsi all'orizzonte, stivali sporchi di polvere, pelle da desiderare, esoscheletro d'un'immaturità astuta, funzionale ai propri scopi: quella d'un individuo incapace di restar nelle cose perchè restandoci dovrebbe sudarsele. Finito il libro, si parla di lui. C'ho perso notti a disprezzarlo, ne perderò altre a scoprire il perchè del fascino che esercita nel libro sui suoi interlocutori e nella vita su persone bisognose più di bugie che di Vita. Di fatto: si parla di lui, personaggio d'un libro, e non di chi senza troppo talento il libro l'ha scritto. Che questo sia un merito, esser trascurato in onor di quel che si racconta, o un limite, contar meno di quel che si dice, visto il modo con cui lo si fa, è un problema che dovrebbe forse interessare l'autore. Fosse meno preso da sè, meno personaggio, passasse meno tempo in televisione strimpellando strumenti musicali che non sa suonare e che hanno l'unico effetto di renderlo incapace di rispondere alle domande, mentre il suo scopo, identico al suo personaggio, è solo d'affascinare con la scenografia di sè. Sconcertante metempsicosi: inventarsi Durante per gloriarsene, proprio sembiante, e non accorgersi che lo squallore dell'uno, s'è questo il vil gioco, forse rende patetico l'altro.

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