Massimo D’Alema è un politico, giornalista e autore italiano. Tra le figure di primo piano della sinistra italiana tra la fine del Novecento e i primi anni Duemila, ha ricoperto alcuni dei più importanti incarichi istituzionali del Paese, affiancando all’attività politica una lunga produzione saggistica dedicata alla società italiana, alla sinistra europea e agli equilibri internazionali. Entrato giovanissimo nel Partito Comunista Italiano, dal 1975 al 1980 è stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana. Eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel 1987, ha partecipato alla stagione di trasformazione del PCI e alla nascita del Partito Democratico della Sinistra, del quale nel 1994 è diventato segretario nazionale. Giornalista professionista, ha inoltre diretto «l’Unità» dal 1988 al 1990.
Nel 1997 ha presieduto la Commissione parlamentare per le riforme costituzionali e, nell’ottobre dell’anno successivo, è diventato Presidente del Consiglio dei ministri, incarico mantenuto fino all’aprile del 2000. Successivamente ha presieduto i Democratici di Sinistra e ha proseguito la propria attività nelle istituzioni italiane ed europee. Dal 2006 al 2008 è stato vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri nel secondo governo Prodi. Parallelamente all'impegno politico, D’Alema ha sviluppato un'intensa attività di analisi e riflessione sui cambiamenti della società italiana, sull’identità della sinistra e sulle trasformazioni degli scenari geopolitici. Tra i suoi libri ricordiamo Controcorrente. Intervista sulla sinistra al tempo dell’antipolitica (Laterza, 2013), Non solo euro. Democrazia, lavoro, uguaglianza. Una nuova frontiera per l’Europa (Rubbettino, 2014), Eravamo comunisti (Feltrinelli, 2026).
D’Alema è stato inoltre tra i fondatori della Fondazione Italianieuropei, centro dedicato all’analisi politica, economica e sociale, e ha diretto l’omonima rivista.