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'Non è questo il posto a cui appartieni': questa è la predizione di un'indovina che spinge Edmond, anonimo uomo d'affari, a fare i conti con la pochezza della sua vita e del suo matrimonio. L'ennesima lamentela di sua moglie è la goccia che fa traboccare il vaso. Edmond decide di fuggire dalla sicurezza e dalla noia della sua casa per scendere nel ventre buio delle vie di Los Angeles, in una caduta libera che scambia per liberazione. Un profondo odio razzista emerge con forza dentro di lui, un odio non più represso che gli fa provare un inaspettato senso di pace.

Recensioni dei clienti

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    stefano pelagatti

    02/03/2013 11:11:23

    Questo film illustra efficacemente la verità di una massima di Schopenhauer: " Mentre essere felici è molto difficile, diventare infelici è al contrario, molto facile (Parerga e Paralipomena)". Il protagonista abbandona la moglie perchè a casa si sente infelice e si immerge nella giungla cittadina a caccia della sua felicità: basta un minuto in cui non riesce a controllare i suoi istinti aggressivi derivanti dalla frustrazione di una vita mancata ( cosa molto facile) ed ecco che anzichè la felicità, che è sempre chimerica, si procura una infelicità vera e reale, immutabile ed eterna,, fatta di eterno carcere e di eterno disonore.

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    Piergiorgio

    11/02/2009 17:33:50

    Mi spiace che chi mi ha preceduto non abbia capito nulla del film (finale incluso) e scrivo solo per evitare a qualcuno di scartare questo originale ed intelligentissimo film solo per le due recensioni precedenti. Il tema è quello di un uomo cui sembra mancare "l'aria" intesa come spazio vitale emozioni etc etc. e che va alla ricerca di facili soluzioni/emozioni... in realtà scoprirà che aveva bisogno dell'esatto opposto... di un luogo piccolo e gestibile... ed in più scoprirà qualcosa di se stesso. Fa davvero riflettere. Forse troppo. Non c'entra nulla l'horror siamo sulla pura psicologia.

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    HULK

    16/04/2008 16:16:02

    Ormai anche Mamet, come Schrader è alla frutta. Ottimi sceneggiatori un tempo, grande nel teatro Mamet; mai stati grandi registi. Intrippati nelle perversioni sessuali, Mamet utilizzava un linguaggio sporco, dai pesanti connotati volgari, per mostrare l'incapacità, o meglio la completa decerebrazione di una nazione. In particolare tra la classe medio bassa, 'Per far si che il superclan domini indisturbato'. Schrader utilizzava il sesso come Hitc., ma i tempi ormai sono decisamente cambiati. Quest'opera, banalotta, ripetitiva, 'misogina?', fa il pari con l'ultima produzione di Schrader. La regia è televisiva, di horrorifico vi è soltanto la banalità.

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    JD

    24/10/2007 23:48:54

    Tentativo poco riuscito dell'ex promessa dell'horror Gordon,di distaccarsi dal genere per tornare in ribalta.Non molto differente da"Un giorno di ordinaria follia":protagonista ottimo,ma troppa poca carne a fuoco,rabbia che gira a vuoto(le solite sproloquiate contro i problemi irrisolvibile della società)e tante belle attrici(B.Ling,M.Suvari,D,Richards)che appaiono inutilmente per pochi minuti e nemmeno si mostrano nude.E il finale ,che molti indicano assurdamente come la paradossale riappacificazione con se stesso,è solo una conclusione ovvia:per quanta rabbia ha dentro di se Edmond,non ha altra scelta assecondare le richieste del suo compagno nero,o morirà.

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  • Produzione: Fandango, 2007
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Durata: 76 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Inglese (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 1,85:1
  • Area2
  • Contenuti: trailers; foto; commenti critici: 'Recinzione di Johnny Palomba'
  • Allegati: