Editore: Robin
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 24 maggio 2007
Pagine: 336 p.
  • EAN: 9788873712992
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Descrizione
Genesio Tortolini nasce con un destino segnato. Non dal suo nome, né dalle aspirazioni di suo padre Alderano che immagina per lui una brillante carriera da ferroviere, ma dalla Letteratura. Ebbene sì, lui è il novello albatro goffo e deriso, animato dal fuoco sacro della scrittura, garanzia di gloria imperitura e meritato riscatto. Tuttavia anche i predestinati hanno più prosaiche esigenze e poiché non riesce a vivere di parole deve accontentarsi di una modesta occupazione, impiegato bistrattato di un ente inutile. Gli anni passano, ma il fuoco brucia ancora e l'albatro deve stiracchiarsi le ali: Genesio inizia finalmente a onorare il talento ricevuto in dono, ma i premi dei concorsi letterari restano vane promesse di gloria e fama, perché il successo, quello vero, è riservato a politici e rockstar. I libri sono un oggetto da vendere, il mercato ha le sue leggi, la vita è una guerra e al povero scrittore non rimane che adeguarsi o soccombere. Lui, l'eterno esordiente, deve disintossicarsi da questa ossessione per la letteratura, per questo scrive alla sua psicanalista e al grande Editore, raccontando la storia dell'albatro che dovette imparare a camminare come un pollo qualsiasi.

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    Sergio

    06/10/2010 18:17:35

    Un libro "lento", di altri tempi, in cui la forma e la scelta delle parole (gli aggettivi!) sono curati con perizia e, oserei dire, con amore alla ricerca della parola "giusta". La trama, ben costruita, scorre lentamente come lentamente scorrono gli anni dell'io narrante e le sue vicissitudini. La storia è divertente, ma amara. Tragica nella sua ironica realtà. Non è un libro che si legge tutto di un fiato, ma non perchè non piaccia, anzi. Le descrizioni dei personaggi, delle situazioni e dei sentimenti sono così calzanti e così accurate che non si possono leggere "a tirare via", piuttosto si leggono e poi rileggono perchè la ricerca stilistica impone che nulla vada perduto. Questa è la forza di questo romanzo, ma anche la sua debolezza: lo pone ad un livello "non per tutti". Tanto per essere chiari: chi, de "Il nome della Rosa" di Umberto Eco,ha saltato le prime pegine descrittive non deve leggerlo. Chi, di un romanzo, predilige "l'azione", non deve leggerlo. Chi di una storia preferisce la trasposizione cinematrografica, lo ignori. Questo è un romanzo pregevole soprattutto per la devozione al linguaggio, oltre che per la condanna dei nostri sistemi di riferimento. Peccato solo che sia ormai introvabile

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    Pat

    06/01/2008 18:12:07

    Il libro mi ha suscitato delle emozioni diverse. Primo :e' un bellissimo libro ma e' triste; anche se non lo percepisci razionalmente, almeno non tanto quanto lo e', e' profondamente triste. Nello stesso tempo in alcuni aspetti e' graffiante, ironico, sapientemente malinconico; e', nel contempo, la sintesi e l'espressione massima della PERCEZIONE DEL FALLIMENTO. E' l'eccesso e la misura del vivere, la stessa sensazione d'impotenza davanti all'ineluttabilita' degli ingranaggi fagocitanti di questa nostra italietta, sia del lavoro statale che di qualsiasi altra manifestazione. Sembra quasi di vivere in una rappresentazione allegorica piuttosto che nella vita stessa. A volte divertente, tristemente divertente. Comunque triste.

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    Silvia Castelli

    18/10/2007 13:32:39

    Un romanzo sempre teso e credibile, una lettura gradevole ma che fa riflettere, una morale che ribadisce, ancora, l’inutilità della poesia e della letteratura nella società borghese industrializzata, uniformata e decisamente utilitarista.

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    Dopo " Le ragazze del delta" e "Finis Terrae", Fabio Cerretani, orvietano che da molti anni vive a Prato, è al suo terzo romanzo. E'ora in libreria "Effetto Albatro", per i tipi delle Edizioni Robin. Chi ha conosciuto Fabio Cerretani non può che rallegrarsi a vedere come la sua genialità giovanile si sia ben strutturata ed abbia trovato la possibilità di esprimersi nel romanzo con risultati straordinari. Chi non lo conosce avrà il piacere di leggerlo e scoprirlo e apprezzarlo. Dice di lui Miriam Ravasio : " Quando si fallisce nella vita? Può un'aspirazione giovanile non conseguita, condizionare il resto dell'esistenza? La predestinazione è un dato? Sono domande che nascono dalla lettura di " Effetto Albatro" di Fabio Cerretani, un "vecchio" russo fra noi. Tre parti, due "intermezzi", un epilogo che ci riportano al micragnoso mondo degli scrivani ottocenteschi".

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    Laura Ciliani

    17/07/2007 17:23:57

    I primi cinquant’anni di un uomo innamorato della letteratura, e quasi condannato a scrivere dal fatto di aver ricevuto il Dono, quello che si rivelerà la sua condanna, la sua fonte di infelicità, il modo goffo e perdente di sfuggire ad un impatto troppo crudo con una realtà quotidiana banale e senza troppo sapore. Il lungo cammino di un ragazzino, diventato uomo e padre di famiglia, verso una forma di consapevolezza amara, che lo porta a scendere dall’azzurro del cielo, segno di libertà e dell’ “altrove” , verso la terra, luogo dell’esilio. La metafora dell’albatro, uccello marino dalle grandi ali che nella celebre poesia di Baudelaire viene catturato e ridotto in cattività dai marinai, è quella che allude al poeta, all’uomo di lettere che, quasi reso ridicolo nelle sue più intime aspirazioni, viene a forza riportato con i piedi per terra. Godibile e quasi sempre divertente.

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