Editore: Tre Lune
Collana: Asteres
Anno edizione: 1999
In commercio dal: 14 aprile 1999
Pagine: 200 p., ill.
  • EAN: 9788887355031
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recensioni di Bonansea, G. L'Indice del 1999, n. 12

Già nei precedenti lavori di Franco Rella e in particolare in Negli occhi di Vincent. L'io nello specchio del mondo (Feltrinelli, 1997; cfr. "L'Indice",1998, n. 4) che pare terminare là dove Egli comincia, si affrontava la grande questione dello sguardo come espressione dell'altrove, dei molti mondi da cui esso scaturisce.
In quel caso, lo sguardo di chi ha portato a termine il proprio autoritratto veniva spinto al di là della frontiera, oltre cioè quel limite entro il quale tratti, sfumature, colori, luci e ombre rappresentano il corpo incarnato di quel soggetto, e di nessun altro. Negli occhi di Vincent, infatti, lo sguardo dell'autore sul proprio volto, quella totale identità tra il sé e l'altro, si combinava con lo sguardo di chi, osservando l'opera, riconosce, come in uno specchio, un frammento del proprio stesso io.
Sul piano teorico la questione è stata lungamente esplorata negli ultimi trent'anni nell'ambito delle scienze sociali. Quanto cioè nello sguardo del soggetto pensante ci sia già in parte l'oggetto di cui si vuole dire e viceversa, quanto l'oggetto raccontato, narrato, "detto" partecipi, esso stesso, della natura di chi lo porta sulla scena, dandogli così vita, facendolo nascere un'altra volta.
Tuttavia Franco Rella, studioso di estetica, di letteratura e potremmo dire di tutto ciò che appartiene al campo dell'ignoto, in Egli si spinge un passo più avanti. Nell'intreccio di sguardi tra autore-opera-spettatore pone il proprio io, non sottratto questa volta all'intimità della biografia personale, ma anzi da essa sostenuto e potenziato. E così accade che attraverso un andamento narrativo che va dal dentro al fuori, attraverso una scrittura che va dal racconto al frammento saggistico e diaristico fino alla poesia, dove la parola si stempera nel silenzio e nella lacerazione, l'autore sale sul palcoscenico e lì si svela. Lì "egli" ritrova uno a uno scrittori, pittori, filosofi che hanno rappresentato i tornanti della sua esistenza. "Egli" è dunque l'altro volto dell'io che, nel farsi della scrittura, diventa l'io di Franco Rella, la cui storia mostra la sua unicità e irriducibilità, ma anche la sua somiglianza, per itinerari generazionali, culturali e soprattutto esistenziali, a quella di "altri". Così le riflessioni su un'opera d'arte, una poesia, un romanzo si intrecciano alle emozioni di quando chi scrive attraversava un'altra età della vita. Gli stupori adolescenziali delle prime letture si mescolano alle elaborazioni del filosofo, le illuminazioni giovanili si riflettono nello sguardo dello studioso di oggi.
Ne risulta un testo di straordinaria efficacia e intensità. Una sorta di viaggio dentro e fuori di sé, che ripropone, in ultimo, un tipo di intellettuale non appiattito su specialismi accademici o incuneato in modelli disciplinari.