L' elenco telefonico degli accolli

Zerocalcare

Editore: Bao Publishing
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 1 ottobre 2015
Pagine: 192 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788865435014

48° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Fumetti e graphic novels - Narrativa a fumetti

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Descrizione
Dolceamaro, come è nel suo stile più intimo, Zerocalcare si racconta in questa seconda raccolta delle storie apparse sul suo blog.

Seconda raccolta del blog zerocalcare.it, "L'elenco telefonico degli accolli" contiene 45 pagine inedite nelle quali il popolarissimo fumettista di Rebibbia riflette sulle responsabilità che derivano dal successo e sull'impossibilità di essere all'altezza delle aspettative degli altri. Zerocalcare si racconta ripercorrendo le storie degli ultimi due anni del blog, tra cui le ormai classiche "Salva ogni cinque minuti", "Quando muore uno famoso", "I litigi su internet" e "Il demone della reperibilità".

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Recensioni dei clienti

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    Alessia

    19/09/2018 22:03:30

    In una progressiva ed evidente evoluzione, Zerocalcare continua a raccontare se stesso e il contesto sociale che lo circonda iniziando a guardare più al presente che al passato. Tormentato da chi vuol fargli perdere il precario equilibrio con il quale affronta i problemi di ogni giorno, l’autore ha maturato una propria linea di pensiero che lo porta a distaccarsi, a irrobustire il carapace del suo Armadillo e che può essere sintetizzata con una definizione coniata dalla crasi di una riflessione più articolata: “chittesenc*la”.

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    Dario

    19/09/2018 12:48:51

    Nelle sue storie Zerocalcare ci racconta il quadro della sua vita quotidiana con molta ironia. Ognuno di noi può ritrovarsi in ciò che avviene nel fumetto, perchè è come se l'autore parlasse per noi e dicesse quello che abbiamo sempre pensato riguardo a delle piccole cose che ci infastidiscono da tempo. Inoltre la figura dell'armadillo rispecchia il lato oscuro di tutti noi, che a volte prende il sopravvento, rendendoci pigri o nervosi. Molto divertente, consigliato. Voto finale: 8/10

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    Giulia

    18/09/2018 08:19:57

    Ennesimo libro di Zerocalcare che recupero e ormai non saprei più cosa aggiungere di questo straordinario autore. In questo caso non ci troviamo davanti ad una storia unica bensì a una serie di vignette prese dal suo blog che affrontano diversi aspetti della quotidianità di tutti noi come solo Michele è in grado di fare. Non manca come al solito l'irresistibile ironia, il crudo cinismo e il folklore tipici dell'autore. E' impossibile non ritrovarsi nei diversi "accolli" raccontati nel libro, soprattutto se si fa parte della generazione che oggi ha dai 20 ai 30 anni e che deve affrontare tutti i problemi che la nuova società ha in serbo per ognuno. Anche se sembra altisonante, Zerocalcare incarna la voce di una generazione intera in modo inedito e puntuale, facendoti ridere e al tempo stesso riflettere sui problemi e le contraddizioni del mondo moderno. Come sempre, irresistibile.

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Dolceamaro, come è nel suo stile più intimo, Zerocalcare si racconta ripercorrendo le storie che sono state pubblicate negli ultimi due anni sul suo blog. E ci ricorda che mantenere l’equilibrio nella vita è come scalare un monte altissimo, camminando sulle uova.

“Questa grazia non si impara. O ce l’hai o non ce l’hai. Tipo io c’ho il potere contrario: a me qualsiasi cosa mi chiedi, sembra che sto a parla’ di salsicce.”

Quanti adolescenti hanno sognato, almeno una volta, di diventare un fumettista? Disegnare le avventure dei propri personaggi preferiti, progettarne di nuovi, inserirli in un mondo nuovo, frutto esclusivo della creatività dell’autore, respirare quel senso di libertà ad appannaggio del disegnatore… Ecco, Zerocalcare a questo punto direbbe “accanna”, che si potrebbe tradurre con “lascia stare per carità, non sai quello che ti aspetta povero illuso”. Perché Zerocalcare è questo, un ragazzo che ha appena superato la soglia dei trent’anni, con una passione sconfinata per il fumetto, tanto da averlo fatto diventare il proprio lavoro. Ma non è esattamente rose e fiori come immaginava: ci sono “i disegni, le consegne, le scadenze…” che rendono la vita difficile e stressante per il fumettista, impegnato nella continua lotta tra bene e male, yin e yang, reclusione e vita sociale.
Nella sua ultima raccolta a fumetti, però, Zerocalcare ci mette a conoscenza di un ulteriore pericolo che attenta all’equilibrio, già precario, della vita di un fumettista oberato di lavoro: gli “accolli”, termine squisitamente romanesco che indica coloro che si appiccicano e non ti lasciano più andare, per i motivi più disparati. L’elenco telefonico degli accolli, quindi, è una storia nelle storie, l’epopea di Zerocalcare che per mantenere l’equilibrio precario della propria vita (attività nella quale si è scoperto particolarmente versato) deve metaforicamente scalare il Monte Fato, l’inaccessibile destinazione del viaggio degli hobbit nel Signore degli anelli di Tolkien. Durante il viaggio incontrerà tutta questa carnevalesca rassegna di individui che stressano, scrivono, chiamano, infastidiscono con le proposte e domande più assurde, persino per un artista così surreale e comico come Zerocalcare.
Nel mezzo troviamo alcune storie apparse sul suo sito dal 2013 a oggi, nelle quali il fumettista ci strappa più di una risata descrivendo i piccoli problemi quotidiani e i dilemmi esistenziali che attanagliano un trentenne come tutti gli altri. Il successo del fumettista romano è dovuto proprio al fatto di riuscire a trasporre sulla carta, in chiave comica, tutta la generazione di ragazzi nati negli anni Ottanta: attinge a piene mani dal background culturale videoludico e cartoonesco degli anni Novanta e Duemila; ne trasforma i personaggi cult in marionette di un onirico teatro dell’assurdo; li fa comparire nelle situazioni più strampalate e inutili, destrutturando l’immagine che li contraddistingue e affibbiandogliene una nuova, che nella maggior parte dei casi è un cappello conico, con la scritta “somaro” sopra.
Non sarà strano allora trovarsi davanti ai personaggi di Street Fighter piangere la morte del pupazzo Uan di Bim Bum Bam su Twitter, e nemmeno scoprire che il supercattivo del videogioco Capcom, Mister Bison, nel 2015 è diventato un fan sfegatato degli One Direction e scrive come una ragazzina di 12 anni. Tutti i personaggi, spesso zoomorfi, parlano in romanesco e Zerocalcare è il deus ex machina, il capocomico di questa strana compagnia teatrale, che insieme al suo amico armadillo ci accompagna nel mondo surreale che la sua mente riesce a partorire. Lo stile dei suoi fumetti è deformato e grottesco, analisi sociologica e satira si fondono in una produzione dove il contenuto è predominante rispetto alla forma.