Elogio della follia - Erasmo da Rotterdam - copertina

Elogio della follia

Erasmo da Rotterdam

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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 280 p.
  • EAN: 9788806222413

nella classifica Bestseller di IBS LibriFilosofia - Storia della filosofia occidentale - Del Medioevo e del Rinascimento

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La celebre operetta di Erasmo immagina che la Follia sia una dea, la quale, davanti a una piccola folla meravigliata, mostra quanti e quali benefici riceva dalla sue mani e come, senza il suo intervento, nulla nella vita sia piacevole, conveniente o sopportabile. Dall'alto del suo podio, la Follia delinea così un quadro immortale dell'umanità, passando in rassegna tutti i vizi incarnati in varie categorie di persone e personaggi, non risparmiando né re né papi, con una satira feroce che colpisce ogni tempo.
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    flavioalbanese90

    02/09/2012 19:34:33

    Se William Shakespeare, nel suo bellissimo "Re Lear", ha fatto introdurre un "fool" che dice al sovrano che "il passero nutrì il cucul così a lungo che i suoi piccoli gli mangiarono la testa" (le prime due figlie lo tradiranno); se a cavallo fra il '400 e '500 in Germania un certo Sebastian Brandt scrive "Das Narrenschiff" ("La nave dei folli"), dove ogni regola e principio sono irrevocabilmente sovvertiti; se Erasmo da Rotterdam , il più eminente fra gli umanisti europei, l'autore del "De libero arbitrio" e fermo oppositore di ipocrisie e falsi miti varii, ha redatto quelo bellissimo libercolo, ci sarà un perché. Il mondo alla rovescia come punto di vista privilegiato, martello satirico che demolisce le nostre convinzioni più stupide e preconcette; il folle ("the fool", appunto) come nuovo retore di piazza che ridicolizza il nostro vivere sociale e violento con i dardi velenosi di un apparente eremitaggio dall'umana esistenza. Fondamentale, potente, bellissimo.

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    Giulia

    29/03/2009 14:23:24

    Un testo di grande modernità,dove l'autore si immedesima nella Follia criticando in maniera pungente e dissacrante la corrotta società dell'epoca fra '400 e '500. Una critica sempre valida e sempre riproponibile,che sovverte e rovescia quelli che erano i valori tradizionali,a sfavore dei falsi teologi e falsi filosofi e a vantaggio della Follia e dei "folli".

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    kalb-al-akrab

    20/10/2005 19:05:54

    Ne consiglierei la lettura con il sottofondo della chitarra rock di Steve Vai. La Follia , figlia di Pluto ed Eutete, danzera' leggiadra, come in un baccanale, sulle note di For the love of god.. " Tra i mortali , infatti , che cosa non si fa che non trabocchi di follia, e che non sia opera di folli in un mondo di folli? Percio ' se qualcuno volesse opporsi da solo a tutti, io lo consiglierei, di ritirarsi in un deserto, per godervi, da solo, della sua saggezza". Pregasi notare il sottile eppur tagliente sarcasmo . Il divino rock e la dea Follia, perche': "E' meglio trascorrere nella follia una vita colma di dolcezza, o andare cercando una trave a cui impiccarsi?"

  • (Rotterdam 1466 o ’69 - Basilea 1536) umanista olandese. Figlio illegittimo di un prete, educato da frati agostiniani, studiò teologia in Olanda e a Parigi (ottenendo il dottorato a Torino nel 1506). Precettore privato, cominciò a preparare per i suoi allievi quegli opuscoli pedagogici che diventeranno poi, per secoli, i libri di testo della cultura europea. Discepolo ideale di Lorenzo Valla, entrò in contatto, in Inghilterra e in Italia (dove passò tre anni, 1506-09), con i più eminenti umanisti del suo tempo e cominciò lo studio del greco. Con l’Enchiridion militis christiani (1502) si fece portavoce di una riforma della chiesa ispirata a idee di tolleranza e di pace universale. A Venezia, ospite di Aldo Manuzio, lavorò agli Adagia, una raccolta di proverbi dell’antichità. Tornato in Inghilterra,... Approfondisci
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