Essere. La scienza e gli spazi della filosofia

Ernesto Di Mauro

Editore: Asterios
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 26 aprile 2018
Pagine: 135 p., Brossura
  • EAN: 9788893130783
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Descrizione

Fino a che punto io mi comprendo? La teoria della mente descrive la capacità di attribuire stati mentali ad altri, ed è stata a lungo considerata unica agli umani. Ma in uno studio recente è stato analizzato il comportamento di bonobo, scimpanzé ed urangotan che osservavano filmati di umani che svolgevano alcune funzioni (tipo: cercare oggetti in scatole dei quali gli umani ignoravano il contenuto, mentre le scimmie lo conoscevano). I volti dei primati venivano filmati di nascosto. Dalle loro espressioni, dai loro cambiamenti e dai movimenti dei loro occhi se ne potevano definire alcuni pensieri, tipo: delusione, partecipazione affettiva e, soprattutto, anticipazione e volontà di empatia. Una delle conclusioni dello studio è che gli animali erano coscienti che gli umani potevano pensare in modo sbagliato, partecipando emotivamente. Un altro studio ha analizzato l'aiuto che quei primati potevano (sapendo in che scatola era la banana, e sapendo come aprirla) fornire ad umani ignari che dovevano fare la stessa cosa. Il risultato sorprendente è che le scimmie volevano aiutare gli umani, che capivano quando questi stavano per sbagliare, e che le loro performance in questo test somigliavano da vicino a quelle di un bambino di 16 mesi. Questo mostra che le scimmie hanno una qualche rappresentazione mentale di cosa pensa un'altra persona. Ovvero: leggono la mente. Fino a che punto la comprensione del pensiero altrui che hanno le scimmie somiglia a quella umana? La domanda è parziale e mal posta. Più correttamente: fino a che punto gli umani comprendono il pensiero altrui? O, più semplicemente, pensando al mio pensiero fino a che punto io mi comprendo?

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    CARLO ALLEGRI

    01/10/2018 11:19:31

    Questo viaggio fa dell'opera un gioiello. Tutto, in questo libro, è coltissimo, elitario, intrusivo, raffinato, stimolante. Tutto, in questo libro è desiderio: entrare nella mente di un altro per imparare a conoscersi. Credo che Ernesto di Mauro (uno scienziato) volutamente abbia qui sistemato ogni acquisizione scientifica come premessa - substrato ineludibile, ma presto, dedicandosi alla fenomenologia dell'uomo e della sua mente, sia gioiosamente e sconfinatamente approdato ad un concetto metafisico di essere che somiglia (mi pare) molto a quello esistenzialistico di Heidegger: Essere non è sostanza contrapposta al non essere. Essere è esistere nel tempo entropico che ci trascina verso il non essere, essere è avere interesse, prendersi cura. Essere è esserci.

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    CARLO ALLEGRI

    01/10/2018 11:11:14

    Non c'è dubbio che in quest'opera il termine "Essere" non venga usato nella sua primitiva accezione ontologica dell'essere in sé, ma esamini e descriva una delle categorie dell'essere, così che la parola viene utilizzata nel senso di esistere e specificatamente nel senso di esistere come essere vivente, cosciente, autocosciente e capace di raffigurarsi, di annunciare la propria identità e di entrare in relazione con ogni altro essere, con ogni cosa che sia altro da sé. E' un'opera molto complessa, perché da una parte, in quelle che l'autore chiama schede tecniche, esamina le ragioni prime materiali dei nostri comportamenti e del nostro manifestarci, spiegando concetti acquisiti dalla biologia molecolare, dalla genetica, dall'epigenetica, dall'etologia e dalle neuroscienze, mentre dall'altra descrive attraverso esempi coltissimi ed illuminanti la natura della spinta incoercibile dell'uomo ad essere, ad esistere, appunto a manifestarsi. In questo senso il libro esprime un umanesimo dalla forza dilagante, che si pone al di là della pur stupefacente meccanica delle leggi (molecolari) biologiche, entropiche, cromosomiche, evoluzionistiche e di trasmissione culturale, in un tutto fenomenologico straordinariamente superiore alla somma delle sue componenti individuabili. Il fascino assolutamente originale del libro sta nel cercare le ragioni dell'essere, cioè dell'esistere, nelle vicende storiche e nei pensieri di chi è vissuto prima di noi. in molti esempi di "vite parallele" (ma più che parallele le definirei intrecciate, contaminate, ricombinanti) si rintraccia il movente profondo (che nessuna indagine scientifica lascerà mai trasparire) non solo del loro esistere, ma della forma di questo esistere. E' un viaggio appassionato nel tempo nei luoghi e nella mente di alcuni che quel tempo e quella storia hanno attraversato. Gli uomini sono elevati a categorie universali della spinta che ne ha plasmato l'esistenza. Basta leggere l'indice per rendersene conto.

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