Categorie

Claudio Paglieri

Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Anno edizione: 2001
Pagine: 274 p.
  • EAN: 9788831775076

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    zombie49

    27/04/2013 13.18.32

    Un giorno Stefano decide di non parlare più. Comunica con movimenti delle sopracciglia. Lascia il lavoro, la fidanzata, i genitori e si chiude nella sua casa in riva al mare. Non è affatto infelice o depresso, anzi è appagato nella sua misantropia. E ricorda un viaggio fatto a 20 anni con i suoi tre amici più cari. Con la tariffa scontata x giovani di InterRail viaggia in treno attraverso l'Europa in cerca di avventura: le ragazze di una sera, le canne, le sbronze, i litigi, gli scherzi, le malinconie, i discorsi con persone mai più riviste, i bar e gli alberghi di infimo ordine. E' la storia della gioventù un po' di tutti, questa, vissuta con entusiasmo e qualche delusione, ma senza piena consapevolezza, quando la fine di un amore sembra un lutto insopportabile... fino all'incontro successivo. Gli amici, l'avventura, il desiderio di nuove scoperte, il sesso un po' romantico e un po' esaltante e promiscuo, sono i valori dei 20 anni. Trovo un punto in comune con il desiderio di solitudine di Stefano, vissuto non come privazione ma come appagamento. Il libro è la descrizione parallela di due momenti della vita, il presente disincantato e i flasback di un passato un po' mitizzato e nostalgico. La lettura è piacevole, lo stile scorrevole e simpaticamente ironico. Tuttavia più di 250 pagine x narrare l'avventura di un viaggio in treno nell'estate dei propri 20 anni sono un po' tante, alla fine la storia diventa prevedibile, ripetitiva e un po' noiosa, come le descrizioni fatte da un amico di una vacanza a cui non hai partecipato.

  • User Icon

    ferdi

    09/02/2012 22.46.33

    Quanti romanzi abbiamo letto sul tema del passaggo dall'adolescenza all'eta' adulta', sulle difficolta' di adattamento dei trentenni, quarantenni, ma anche 50enni, ad una vita che non corrisponde al proprio ideale agognato da ragazzi? Siamo ancora li'? Sinceramente son stufo: sono nato nel 1963 e le vicende raccontate in questo lungo e malinconico racconto ,le percepisco e vivo quasi in prima persona proprio, perche' scritte da un coetaneo genovese, polemico e sfigato che molto mi assomiglia...xo'... xo' ripeto mi son stancato di leggermi allo specchio e masturbarmi cerebralmente! Credo che alla fine la vita vada accettata x quello che e' e x quello che ci da, con delusioni e speranze, vittorie esaltanti (poche) e sconfitte brucianti (ah quante). Noi siamo veramente il prodotto di quello che abbiamo contribuito a costruire, con i ns errori e i ns sbagli. La tematica del SE non mi appartiene piu'... Il protagonista poi, forse proprio xke' molto simile, mi innervosisce ad ogni pie' sospinto. Il libro alla fine e' scorrevole e si lascia leggere in poco tempo. Ma, come mi e' gia' capitato di scrivere in altre recensioni, non sempre e' un bene...anzi

  • User Icon

    Bartolomeo Di Monaco

    01/06/2002 13.32.31

    Stefano Amici è uno strano tipo che prende una singolare decisione, vista la sua età. Crede di non avere più niente da dire e da ascoltare e perciò si isola da tutti; ha vent’otto anni e vuole riflettere sulla propria vita. Ovviamente i ricordi del passato sono i primi ad emergere, e apprendiamo che i suoi più cari amici erano Mario, che andava sempre in cerca di ragazze e per questo era soprannominato Ventosa, Robi e il piccolo Teo, che però tanto piccolo non era, dato che aveva diciotto anni. Una volta si mettono in testa di girare l'Europa in treno, ma lui, eternamente indeciso, non è convinto di quel viaggio, che infine farà e sarà una delle cose più belle della sua vita. Il lettore è presto conquistato dallo stile del narratore, piacevole e frizzante, carico di quell'humour che ti strappa il sorriso anche nei momenti in cui, per ciò che ti accade, vorresti piangere. E ci si domanda come possa quella prorompente energia che deriva dal passato provocare in un uomo una decisione così estrema come l'isolamento e il silenzio. L'autore sembra suggerirci che la vita ci dà una sola occasione per scoprire ed essere noi stessi. La dobbiamo riconoscere, afferrare, conservare, non nascondendo mai ciò che ci sta cambiando. Restare anche nel cambiamento ciò che siamo stati un tempo, è, però, una sfida da cui non è facile uscire vincitori.

  • User Icon

    Andrea

    15/03/2002 23.16.43

    Un libro dal forte impatto emotivo e pervaso da un incessante senso di malinconia. Una bella storia che aiuta a pensare...

  • User Icon

    Gieffe

    07/10/2001 15.24.32

    Scritto con brio ed aderenza nelle parti che riferiscono dell'avventura giovanile in treno, smagate le pagine che descrivono la crisi del protagonista, autoconfinatosi in una sorta di mutismo d'elezione. Che cosa succede ai trentenni, almeno a quello descritto da Paglieri, incapaci di immergersi nella propria vita, di godersela o di patirla, in grado solo di nascondersi e di dedicarsi al ricordo dei bei tempi che furono? Non è quest'ultima un'attività tipicamente senile? Si dice che crescere/maturare sia un processo faticoso: non è che qui si pratichi l'abiura all'età adulta?

Vedi tutte le 5 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione