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Joyce Carol Oates

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 574 p.
  • EAN: 9788804594987

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    Giuseppe Russo

    07/08/2012 08.40.39

    Il meccanismo diegetico alla base di «Middle Age» è lo stesso a cui aveva pensato D.Lynch per «Twin Peaks»: una piccola cittadina abitata solo da gente benestante, Wasp e oggetto di nevrosi ossessive di massa riguardanti il proprio aspetto, viene sconvolta dalla morte improvvisa e poco comprensibile di un uomo, Adam, che in quanto artista era solo parzialmente integrato nella comunità. A partire da questo avvenimento che non avrebbe mai dovuto verificarsi in questa isola di benessere, si scopre che l'intera popolazione di Salthill-on-Hudson ha qualcosa di strano, di sintetico e di misterioso. Gli equilibri saltano, le maschere cadono, perché ciò che avrebbe dovuto restare fuori dal sobborgo utopico è riuscito ad entrare dentro. «La tua morte è un'infezione che ci ha contagiato, 'fanculo!» (p. 174), dice Roger pensando all'ex amico. Un po' per volta gli ultracorpi della cittadina annichiliscono per eccesso di entropia e Salthill-on-Hudson precipita dalla sua presunta condizione edenica nella cruda realtà del "fuori". La Oates, con questo romanzo, strappa il velo dell'upper class americana negli anni di George W. Bush e mostra la schizofrenia malcelata dietro quel sogno di ostentata agiatezza.

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