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Francesca Melandri

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 347 p. , Brossura
  • EAN: 9788804607847

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    gianni58

    21/09/2015 17.17.42

    ottimo romanzo,che intreccia bene il racconto e i personaggi con la vicenda storica del proprio tempo una vicenda complessa e dolorosa comunque superata dalla storia. il maso è per definizione chiuso,i personaggi del romanzo ancora più chiusi,ermetici,congelati nei propri sentimenti ripiegati su sè stessi ed a tal riguardo è molto bella suggestiva e plastica la descrizione degli alluci di Gerda intrecciati e piegati l'uno nell'altro a testimonianza dell'indole del personaggio.Solo Vito,un uomo che viene da lontano,riesce a far scoccare una scintilla(sisiduzza)nel cuore di Gerda e sopratutto di Eva e restituire calore e umanità alle loro vite.Da consigliare.

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    Lorenza

    04/09/2014 16.40.06

    ho letto questo libro spinta dal passaparola e devo dire che mi ero fatta un'aspettativa più alta. Molto bello e interessante la parte che narra delle vicende storiche del Sudtirol, troppo spesso nascoste dalla Storia narrata a scuola e dove troppo spesso vengono indicati come colpevoli solo i sudtirolesi, tralasciando le colpe dei servizi segreti italiani. Commovente il finale. Avrei tralasciato alcune parti che riguardano la vita intima dei personaggi, ma nel complesso è un buon libro.

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    maria

    29/10/2013 09.11.27

    Posso criticare su due versanti: 1- quello romanzato che riguarda la vita di Eva figlia di Gerda, ragazza madre altoatesina che ha un incontro con un carabiniere del Sud d'Italia 2-quello storico che riguarda gli attentati in Alto Adige ma che non è possibile cercare di far luce in un romanzo tanto sono stati ingarbugliati e tanti attentati hanno causato morti e distruzioni sempre da parte degli Altoatesini i quali ancora oggi, nel loro partito del SVP vorrebbero staccarsi dalla Italia e annettersi all'Austria, Cortina d'Ampezzo compresa. Sul contenuto poi e la scrittura è troppo dovizioso di dettagli su personaggi anche marginali oppure su paesaggi a scapito del racconto. Il periodare saltellando tra i capitoli cui si svolge tutto il romanzo rende difficile recuperare la memoria dei fatti dal momento che bisogna fare un salto ad ostacoli. Del resto il flask back è ormai una costante sia nei romanzi, sia nei film e telefilm. E' una tecnica nata in America ma spesso noi copiamo il peggio; i fatti vanno analizzati dagli storici e non da una giornalista. I 1397 km percorsi da Eva che poi alla fine, per concludere il romanzo, ritorna in aereo. Perchè affrettare il finale? -può un portalettere al rifiuto di accettazione di un pacco, chiedere dove sta Eva? Mai successo a casa mia. A pag. 50 scrive irriverente: Il corteo era attorniato da due file di carabinieri, neri come la pece,con la riga rossa lungo la gamba che li faceva assomigliare a strani insetti, le mani sulle mitragliette. Pag. 202-203 gli attentati ATTUALITA: Nelle elezioni in ALTO ADIGE ha vinto con il 45,6% il SVP Vogliamo diventare secessionisti? Quale propaganda aveva intenzione di trasmettere questa scrittrice? Ci vorrebbe la censura per certi romanzi perchè ha fatto presa su molte lettrici che pensano che questa sia la verità.Riflettete, gente!

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    Elena

    14/09/2013 19.55.54

    Ottimo libro, seppur la trama di base è inventata, ma con molti ricorsi storici e fatti che raramente si imparano sui libri di scuola. Lettura semplice e scorrevole; se abbinato al libro "Eredità ..." di Lili Gruber la fotografia del sudtirolo è impressionante.

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    NADIA3

    11/09/2013 13.23.25

    Se questo libro lo avesse scritto una sudtirolese non avrei molto da obiettare è talmente di parte da essere quasi estremista,ma scritto da una romana che l'Alto Adige lo conosce dai libri o per esserci venuta in vacanza ha l'effetto di un furto .Sono un'altoatesina di lingua italiana e i periodi degli attentati li ho vissuti e non erano per niente folkloristici, in seguito la minoranza tedesca ha monetizzato talmente bene la situazione che tutti i posti di rilievo sono di sua appartenza e la popolazione italiana fa solo da contorno.Cosa dire poi di Magnago che nei cartelli elettorali convinceva i suoi numerosissimi elettori scrivendo "Più divisi siamo e meglio ci capiamo"(sottinteso dagli italiani)? Comunque dipende sempre dal punto di vista con cui si guarda una situazione di conflitto,ce lo hanno insegnato libri e film su indiani e cow boy, i cattivi o sono da una o dall'altra parte e non ci sarà mai equità e qui, anche se tutto sembra idilliaco le braci della contestazione sono sempre accese e basta poco per farle riattizzare. Chi non ci vive giorno per giorno non può capire soprattutto se l'unico approccio che ha è una splendida vacanza nei masi pieni di fiori molto belli e coreografici, perciò lasciamolo a chi conosce il compito di spiegare come stanno veramente le cose e a chi ritiene il Sudtirol un posto un po'stravagante e quasi da macchietta di venirci solo in vacanza.

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    Adriana

    18/07/2013 09.02.47

    Senza dubbio informativo, senza dubbio commovente ma trovo che questo libro sia costruito e scritto veramente male.

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    Mauro

    26/06/2013 23.19.36

    Bellissimo. Semplicemente bellissimo. Spiega molto bene, in un contesto di romanzo di grandissima sensibilità, come storia alla mano sia difficile pensare che, anche in futuro, Sudtirolo e Alto Adige possano essere la medesima entità.

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    Giorgio67

    13/06/2013 10.27.37

    Un libro che ho trovato bellissimo. Scritto bene, interessante, avvincente, a tratta commovente. Fors eil libro più bello tra quelli letti di recente. Assolutamente consigliato.

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    Eugenio Bianchi

    04/03/2013 09.21.16

    Riuscire a scrivere di gioie e tragedie sullo sfondo di una rigorosa ricostruzione storica, riuscire a mantenere una posizione neutrale pur dimostrando di partecipare con tutto il proprio io a quelle vicende richiede una perizia fuori del comune. Così come riuscire a tenere il lettore avvinto alle pagine delle storie che si intrecciano nel corso della vicenda. Un libro appassionante che intristisce e commuove mentre apre la conoscenza su scenari per decenni trascurati oppure volutamente ignorati. Francesca Melandri ha la capacità di affascinare e "educare". Un romanzo splendido.

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    Mara

    18/12/2012 16.09.14

    Vado da sempre in vacanza nel Sud Tirolo. Preferisco chiamarlo così, anziché Alto Adige, perché il popolo che abita questa terra appartiene al mondo germanico e "noi" siamo arrivati dopo, annettendoli senza chiedergli il permesso, dopo la prima guerra mondiale e la fine dell'impero austro-ungarico. Detto questo, il problema oggi è quello di costruire e rafforzare la convivenza, possibilmente nello scambio e senza recinzioni identitarie. Questo difficile scambio è raccontato nel libro. Un racconto a tinte forti, come a tinte forti (o meglio tragiche) è stata anche la Storia con la S maiuscola. Gerda Huber, cuoca in un grande albergo, sorella di un terrorista altoatesino e soprattutto ragazza madre nel Sud Tirolo bigotto degli anni 50, è una donna che si è emancipata con il lavoro. L'amore la lega ad un altro "diverso", un carabiniere calabrese spedito lassù in difesa dell'ordine pubblico. Eva bambina si affeziona a quell'uomo che non è suo padre "di sangue", ma riesce ad esserlo nell'affetto. Se questo è il lato "privato", il libro offre grandi squarci - sconosciuti - della vicenda pubblica. Da cui scopriamo che solo una buona stella, e l'onestà personale di qualche eroe sconosciuto, ha risparmiato all'Italia il destino di un conflitto di tipo israeliano-palestinese. Un racconto che prende ed emoziona, quasi troppo, ma ben venga l'emozione se aiuta i popoli a comprendersi meglio.

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    Lorso57

    14/10/2012 21.36.43

    Anche se l'altro libro della Melandri "Più alto del mare" mi aveva emozionato maggiormente per quanto riguarda la trama e lo sviluppo narrativo, nella mia valutazione questo romanzo ottiene lo stesso voto prossimo all'eccellenza. Ho infatti apprezzato moltissimo l'accurata ricostruzione storica dell'autrice che ci narra con lucidità e imparzialità la storia dell'Alto Adige. Questa terra che un solo un capriccio del destino o della storia assegnò all'Italia - pur appartenendo chiaramente per genesi naturale all'Austria - vide per lunghi anni il fenomeno del terrorismo che solo la politica lungimirante di personalità di livello superiore come Silvius Magnago da un lato e Aldo Moro dall'altro riuscirono a sconfiggere trovando una soluzione nell'ampia autonomia concessa a questa regione. Ancora oggi l'Italia versa cifre rilevanti per mantenere fede a questo impegno ma credo che chi sia stato in Alto Adige possa dire con certezza che questo denaro viene di solito speso con intelligenza e a favore dell'intera popolazione, il che purtroppo non si può dire per altre delle regioni auotonome italiane, come ad esempio la Sicilia, dove un'oligarchia pseudo-feudale di politici di professione fa il bello e il cattivo tempo,spendendo montagne di denaro a sostegno del clientelismo e a scapito dei siciliani. Tornando al testo la prosa dell'autrice risulta scorrevole e convincente consentendo una lettura piacevole ed interessante.

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    Lupo '58

    07/10/2012 18.08.47

    Romanzo bellissimo, scritto con uno stile elegante ed incisivo. La storia, tenera e drammatica, mi ha coinvolto emotivamente per le vicende che vedono coinvolte le due protagoniste: Eva, l'Io narrante delle parti ambientate nel presente, e sua madre Gerda, nelle parti ambientate nel passato e narrate in terza persona. Nei vari capitoli c'è un continuo alternarsi tra il presente e un passato, nel quale si dipana la storia dell'Alto Adige, da prima della Seconda Guerra Mondiale fino alla soglia degli anni '80. Qui ho molto apprezzato la sincera equidistanza di Francesca Melandri, che senza assumere posizioni nette , mi ha aiutato a comprendere meglio le ragioni delle parti in causa, facendomi di fatto riscoprire un pezzo di storia d'Italia, che non ha mai trovato spazio nei testi scolastici e di cui avevo solo vaghi ricordi di notiziari televisivi, ascoltati da bambino, che parlavano di attentati e di terroristi altoatesini. 10 e lode: assolutamente da leggere!

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    Daniela

    10/04/2012 20.39.26

    Uno dei pochi libri letti recentemente, che mi hanno commosso soprattutto per la storia romantica, vera e sincera riseravata al lettore solo a fine del libro. Ma non solo...anche per la storia di Ulli, storia comune di cui nessuno parla e fuori tempo per quando si è svolta, e per la storia dell'Alto Adige, così tribulato e rabbioso. Da me così amato ma altrettanto sconosciuto. Un libro bellissimo!

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    luciano

    22/11/2011 23.47.08

    Bellissimo libro che crescere al crescere delle pagine. Commovente, nostalgico con una scrittura delicata e raffinata. Raffinato incontro tra una storia raccontata con gli occhi di una tenera bambina e una storia rimossa, una storia sconosciuta, quella dell'Alto Adige. Gli occhi della bambina percorrono l'Italia, la sua storia, la storia dell'Italia e insieme a lei si vivono storie di gente, di genti, di liti, di guerre, di terrorismo. Un bellissimo libro.

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