Evelina e le fate

Simona Baldelli

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Editore: Giunti Editore
Collana: Scrittori Giunti
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 6 marzo 2013
Pagine: 256 p., Brossura
  • EAN: 9788809778382
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Vincitore del Premio Letterario John Fante 2013

La narrazione si apre con una scena memorabile, l'arrivo degli sfollati: a Evelina pare che dalla neve stiano uscendo le anime dei morti. La bambina vede due fate: la Nera, dai tratti cupi, e la Scepa, la fata allegra, colorata, con una veste a fiori, che ride sempre. Nei dintorni del casolare girano i partigiani: il loro capo, il Toscano, ottiene dal padre di Evelina, che con loro simpatizza, del cibo. Evelina e i suoi fratelli Sergio e Maria trovano il cadavere di un tedesco ammazzato dai partigiani: la Nera li fa scappare in tempo, e li spinge a nascondersi, pochi attimi prima dell'arrivo dei tedeschi. In un succedersi incalzante di colpi di scena, sulle colline attraversate dalla linea gotica alle spalle di Pesaro, in attesa dell'arrivo degli Alleati, trascorre l'ultimo anno della Seconda guerra mondiale filtrato dallo sguardo magico dell'infanzia, e travolge tutta la famiglia di Evelina, padre e madre molto malata, i fratelli, e il segreto di una bambina ebrea nascosta sotto una botola dentro la stalla. Realtà e magia si mescolano e si intrecciano, facendo rivivere il mondo contadino e quello delle fiabe, l'intrico complesso della guerra civile e di quella mondiale. Lo stile asciutto, arricchito di elementi dialettali, rende il racconto più reale: parole magiche, parole amuleti, filastrocche, che aprono la porta al sogno o alla profezia. E alla comprensione possibile di quello che accade.
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    Tiziana

    01/05/2014 15:05:40

    Il soggetto e i personaggi sono deliziosi, sfaccettati, complessi, ma la scrittura è talmente piena di dialoghi da sembrare più un copione cinematografico che un romanzo e quel dialetto usato a ogni pié sospinto fa venire l'angoscia perché rallenta oltremodo il fluire, costringe a continue fermate per capirne o perlomeno cercare di capirne il significato. Sincopato, singhiozzante, poco scorrevole. Non mi è piaciuto, ma avrebbe potuto essere bellissimo: sarà un mio limite, ma non apprezzo un uso così smodato di frasi dialettali in un romanzo.

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    Sonya

    07/01/2014 15:02:34

    Dal titolo sembra un libro per bambini ma invece è una storia drammatica ai tempi del nazismo. Le fate riescono ad alleggerire il racconto che si legge facilmente ed è molto interessante. E' riportata molto bene anche la vita contadina dell'epoca con i suoi costimi e credenze. A me è piaciuto molto.

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    Umberto Mottola

    18/06/2013 20:19:17

    Storia di vita e di morte vista con gli occhi di una bambina, Evelina, personaggio indimenticabile. Alcune descrizioni sono crude e atroci, ma è la guerra che è cruda e atroce. Buono l'uso del linguaggio tra dialetto e italiano.

  • Simona Baldelli Cover

    Simona Baldelli è nata a Pesaro e vive a Roma. Evelina e le fate (Giunti 2013) è il suo primo romanzo, finalista al Premio Calvino 2012 e vincitore del Premio Letterario John Fante 2013. Tra gli altri suoi libri ricordiamo Il tempo bambino (Giunti 2014), La vita a rovescio (Giunti 2016), È facile vivere bene nelle Marche se sai cosa fare (Newton Compton 2016), L'ultimo spartito di Rossini (Piemme 2018). Approfondisci
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