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Traduttore: L. Frausin Guarino
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 238 p., Brossura
  • EAN: 9788845930652
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    Elena

    19/03/2014 14.26.33

    Sebbene sempre incantata dal suo stile magnifico, non ho amato questo romanzo al pari di altri capolavori della meravigliosa Nemirovsky. A tratti appare eterogeneo, slegato, lievemente ripetitivo. Si fa avvincente nella terza parte e torna magnifico nella descrizione del tormento interiore di Therese e del suo amore incrollabile. Per certi versi, in nuce, mi sembra di individuare analogie con gli affreschi di Suite francese.

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    giorgio g

    15/12/2013 10.43.32

    Un altro capolavoro della scrittrice franco-russa tragicamente scomparsa durante la seconda guerra mondiale. Il libro si sviluppa attraverso diversi piani temporali: la prima parte durante la Grande Guerra: la descrizione della vita e della morte al fronte è vivida, una delle più realistiche che io abbia letto (incredibile che sia stata scritta da una donna che al fronte non c'è stata); la seconda parte si svolge durante gli anni del dopoguerra quando una folla di profittatori trovò il modo di arricchirsi spudoratamente appoggiandosi ai politici (ogni riferimento al presente è del tutto casuale); il capitolo finale racconta il crollo della Francia sotto l'attacco dell'esercito di Hitler. Le descrizione della fuga di militari e civili ricorda "Suite francese" il libro che ci rivelò la Nemirowsky. Questo per quanto riguarda l'ambiente. I personaggi,primi tra tutti Thérèse e Bernard, i loro travagli interiori, i loro amori e i loro dolori sono descritti con la consueta maestria.

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    Roberta

    30/08/2013 10.08.23

    E' il primo romanzo che leggo di questa autrice. Mi e' molto piaciuto il modo che ha di scavare nell'animo delle persone reendendo questo racconto emozionante ed appassionante. In piu' l'ambientazione storica e' quella di un periodo molto difficile ma che e' stato descritto molto bene. Leggero' sicuramente altri suoi racconti.

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    Rita

    01/11/2012 12.15.28

    E'il primo romanzo che leggo di questa autrice. Mi ha molto emozionato. Mi è piaciuto molto. Credo che ne leggerò altri.

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    marilina

    31/08/2012 15.46.52

    Ho finito adesso di leggere questo libro, che come tutti i romanzi della Nemirovsky, mi ha colpito, commosso ed emozionato....le sue parole le sue descrizioni, i suoi personaggi, tutti da quelli cinici a quelli sentimentali, hanno il potere di rimanere dentro di me e di creare una sorta di legame con la mia anima e cosi' i suoi libri mi restano dentro per sempre ....alcuni libri si leggono e si trovano anche piacevoli ma poi si dimenticano, i libri della Nemirovsky non si puo' dimenticarli....piccoli gioelli di letteratura

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    Paola

    08/08/2012 00.02.00

    Ho letto questo libro carica di aspettative e sono rimasta inevitabilmente un po' delusa. Dato lo spessore dell'autrice pensavo che si trattasse di un romanzo piú profondo.In realtà è incentrato su una storia d'amore che si svolge durante la guerra, abbastanza noioso nella prima parte sicuramente in crescendo fino alla fine.

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    adriana

    25/06/2012 15.53.32

    Bellissimo e tristissimo. Pensare che la scrittrice parla di avvenimenti che a breve la porteranno a una morte atroce fa accapponare la pelle.

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    fabien

    06/06/2012 10.22.14

    I libri di Irène, a mio avviso,non si commentano:si leggono e ti rimangono dentro come un tizzone che ti accende lo spirito e ti riscalda i sentimenti.Forse,io dirò parole superflue e desuete ma come non attraversare, con Iréne,la terribile agonì dello spirito che ti coglie durante la descrizione della disfatta morale causata dalla guerra?Forse,e dico forse,solamente Frank, nel suo Minuit en Paris, ha saputo descrivere-quasi similmente la depravazione intelletuale allora che i tedeschi hanno occupato Paris. Straordinaria Irène;ogni suo libro contiene il precedente e lo arrichisce. fabien

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    emanuela

    15/05/2012 22.24.14

    Che gioia un altro libro di Irène! Temo che ormai stiano finendo, che la sua morte precoce ad Auschwitz non le abbia permesso di scrivere ancora molto di più. Sarà un grosso dolore quando Adelphi non avrà più nuovi racconti da pubblicare. Quanto a questo "I falò dell'autunno", gli do il voto massimo. Magari all'inizio non è esaltante come altri, ma via via cresce e il finale è altissimo. Con sublime semplicità la scrittrice trasmette l'orrore inutile delle guerre, la sbornia di vita che le accompagna, la forza e la fragilità di chi le vive dentro o fuori dal fronte. Grande Irène.

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    marcello

    02/05/2012 08.40.46

    Sempre affascinante l'atmosfera e lo scrivere di qesta donna che tanto deve aver odiato i francesi e la loro imprenditoria politica e dirigente. Un romanzo su due guerre di perdizione e redenzione di una modernità ed attualità sconvolgenti. Inizia come un romanzo di appendice ma via via cresce e si nutre dell'amore di una donna. Quante Therese ci vorrebbero!!! Quanti uomini via via dovrebbero Bernard..izzarsi!!!!! Bella lettura.

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    Romolo Ricapito

    02/05/2012 01.35.12

    Straordinario capolavoro I Falò dell'Autunno di Irène Némirovsky, uscito nel 1957 ma rimaneggiato con le indicazioni lasciate in archivio dall'autrice, scomparsa in un campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale. L'argomento principale del romanzo è la guerra; o meglio, gli effetti di essa nei caratteri , maschili e femminili. Ambientato tra la prima e la seconda guerra mondiale a Parigi, assistiamo in esso (principalmente) all'evoluzione del personaggio di Bernard. Da valoroso e giovane soldato a sopravvissuto. E dunque uomo fatto che assapora i piaceri e le trasgressioni come risarcimenti dei drammi della battaglia. Tali trasgressioni implicano malversazioni finanziarie e speculazioni, in una cronistoria paradossalmente molto attuale. Ecco dunque la vendita di materiali scadenti per costruire aerei da guerra, azione che si ripercuoterà sugli affetti di Bernard come in una nemesi. Il personaggio di Therese è quello di una giovane vedova di guerra che, incapace di solitudine, si avvicinerà all'oggetto del suo amore (Bernard) subendone i capricci e raccogliendone infine i cocci ,in un succedaneo della mitica Penelope. Ma c'è anche Benoit, medico e personaggio valoroso che scompare all'inizio del libro. Il suo valore, il suo sacrificio si ripercuoteranno come esempio per Yves, figlio di Bernard, incapace di capire il padre naturale per amare a distanza il primo marito della madre, appunto Benoit . Lo stile della Némirovsky si apprezza perché esso è un misto di fascinazione psicologica che coniuga ironia, atmosfere magiche e dialoghi insinuanti. I protagonisti, ma anche i figuranti, sono veri nei loro vizi così come nelle virtù. Ma soprattutto nelle debolezze. E' presente anche la consapevolezza della realtà della vita, che si trasforma cammin facendo nell'inevitabile vecchiaia.

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