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Divier Nelli

Editore: Passigli
Anno edizione: 2004
Pagine: 157 p. , Brossura
  • EAN: 9788836808526

Recensioni dei clienti

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    Placido P.

    06/09/2005 01.28.59

    La straordinaria tecnica narrativa rende semplice e snello l’incastro delle due indagini “parallele”. L’intuito del maresciallo Di Martino costringe il lettore a voltare una pagina dopo l’altra, lasciandolo con il fiato sospeso fino all’ultimo. Divier Nelli è un talento: spero che pubblichi presto altri romanzi. Nel frattempo consiglio di leggere i suoi racconti che compaiono, insieme ad altri nomi eccellenti, nelle antologie “Fez, Struzzi & Manganelli” (Sonzogno Editore) e “V – I migliori giallisti toscani raccontano amore e morte in Versilia” (Marco Del Bucchia Editore).

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    Dani S.

    09/06/2005 15.59.51

    Un regalo di compleanno proprio azzeccato che m'ha fatto una mia amica! La lettura è volata cosi, dalla prima all'ultima pagina! Fa venire fame per il prossimo libro!! Complimenti all'autore!!!

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    Francesca P.

    17/03/2005 21.56.47

    La lettura è volata, veloce come le parole, che scorrono dalla penna dell'autore. Uno stile chiaro, d'effetto, per un romanzo, che lascia spazio soltanto al desiderio di leggerlo senza sosta. La caratterizzazione dei personaggi è straordinariamente vera – per alcuni lo posso dire per esperienza diretta di loro simili – nel fisico e nell’animo. Intensa la poesia che traspare qua e là, quasi impalpabile, come la pennellata dell’artista che rifinisce un quadro a dir poco perfetto.

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    Bartolomeo Di Monaco

    23/11/2004 13.30.21

    La squadra di carabinieri che si dirige alla vecchia Stazione Scalo di Viareggio, dove pare che un uomo si sia suicidato in piena notte gettandosi sotto il treno, è formata da un maresciallo grosso come un pachiderma, ex bagnino, goloso di caramelle: Franco Di Martino, e da subalterni che hanno tutti dei nomignoli: Cerino, Tossico, Lord, Piccolo, Ciccio. Si usa un po’ dappertutto, ma in Versilia e a Viareggio in modo davvero particolare e simpatico. È una nottata da streghe, la pioggia battente ha infradiciato gli abiti degli investigatori, siamo nei pressi del cavalcavia che si trova davanti alla antica Torre Matilde, una volta una prigione. È il medico legale, Marchi, a prevenire i dubbi del maresciallo: “non sono sicuro che questo tizio si sia ammazzato...”. Il tizio ha un nome: Tullio Gentile, di professione fotografo d’alta moda: “Se d’alta moda si trattava.” Scorre sotto i nostri occhi la Viareggio che vive nei pressi del canale Burlamacca e della darsena, ma anche la Viareggio del Carnevale, del quale si ricordano le origini nel lontano 1873, e, ahimè, la Viareggio deturpata dalla criminalità che ne ha fatto il territorio privilegiato delle sue scorribande: violenza, prostituzione, droga, estorsioni, omicidi. Non molto tempo prima, Viareggio, non era così, ci fa intendere l’autore, ed era una “oasi meravigliosa di pace e di bellezza.” Poiché il maresciallo ha un archivio dove sono conservati ritagli di giornale raccolti dal nonno, scorrono sotto i nostri occhi episodi delittuosi del passato. Uno di questi, del 1931, in pieno regime fascista, ha molte analogie con il delitto del Cavalcavia. L’autore disegna pazientemente, senza fretta, gli orditi della sua trama con una scrittura lineare, nitida. Sospetti, testimonianze, un giro di foto pornografiche che coinvolge una donna in vista, contribuiscono a tenere viva l’attenzione, finché un colpo di scena ci fa intendere che ci si era incamminati su di un “falso binario”.

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    MARINO

    30/09/2004 19.33.29

    Un ottimo e giovane scrittore per un ben congegnato "giallo". Colpisce molto il suo stile pulito e senza fronzoli, semplice ed incisivo. Se il buongiorno si vede dal mattino... Complimenti ad un altro "maledetto toscano"!!! Voto alto non solo per incoraggiamento.

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