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Fame - Knut Hamsun - copertina

Fame

Knut Hamsun

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Traduttore: E. Pocar
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 2
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
In commercio dal: 8 maggio 2002
Pagine: 186 p.
  • EAN: 9788845916984
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Gaia la libraia

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I solitari deliri e le tortuose riflessioni di un giovane scrittore errante nella vita urbana, accompagnato dalla sua inesorabile antagonista, la fame. Un romanzo che sta sulla soglia della grande letteratura del Novecento.
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    Fabrizio

    23/09/2019 12:26:17

    Ottimo libro, stilisticamente fatto molto bene e con una trama semplice ma coinvolgente. Il personaggio creato da Knut (in parte autobiografico) è unico nel suo genere e unico nella letteratura. Il libro è breve e scorre piacevolmente, trasuda chiaramente la caratura letteraria dello scrittore. Un unico protagonista, di un romanzo si breve ma ricco di tanti piccoli episodi, girovaga per la Oslo di fine 800 trasportandoci nei meandri della psiche umana. A tratti sembra di sentire in prima persona il disagio e la fame del protagonista. Consigliato per chi ama leggere, personalmente leggerò altro dello scrittore che qui dimostra tutta la sua bravura.

  • User Icon

    FTLeo

    05/07/2019 18:51:03

    “Fame” (in originale “Sult”) è un romanzo breve, di stampo autobiografico, molto metaforico, pubblicato nel 1890 dallo scrittore norvegese Knut Hamsun [1859-1952]. Si tratta dell’opera che diede celebrità letteraria allo scrittore norvegese, insignito poi del Premio Nobel nel 1920. Il romanzo segnò una rivoluzione nella letteratura norvegese. In “Fame” Hamsun sancì infatti la sua poetica di fondo, rifiutando la rappresentazione realistica e positivistica della società ed esaltando la vita inconscia dell’anima, il sogno e il mistero. Venne disegnato per la prima volta dall’autore il personaggio del vagabondo recepito come essere primitivo, intenzionalmente reietto in una società che disprezza. In breve, siamo dinanzi a un vero e proprio studio psicologico, in stile dostoevskiano, mentre l’ambiente sociale serve soltanto da sfondo accennato e, più o meno, sfocato. L’io narrante, che non rivelerà mai il proprio nome, nascondendosi di volta in volta agli altri, sotto pseudonimi inventati lì per lì, è un giovane di Cristiania (l’attuale Oslo) che tenta di mantenersi scrivendo articoli per i giornali. Non sempre, però, ci riesce ed è spesso obbligato a digiunare. Da qui tutta una serie di deliri, di febbri, di estasi provocate dalla fame per il giovane scrittore che, vivendo alla giornata, sarà sempre prigioniero solitario in mezzo a un mondo di esseri che sfiora, con i quali parla e ha fuggevoli rapporti, ma che in definitiva lo respingono, o che lui respinge. Sempre più povero, il ragazzo arriva a impegnare tutto ciò che possiede e si mette a girovagare per la città, incontrando diversi bizzarri personaggi, ma non smette mai di scrivere articoli. Fino al finale in cui il giovane si vedrà costretto a cedere, ponendo in essere un atto che lo aprirà da ultimo alla vita. Che dire di più? Chi ama la letteratura non può assolutamente esimersi dal leggere questo capolavoro!

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    n.d.

    03/06/2019 15:17:48

    straordinario e inquietante, leggerò altro di questo autore

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    Bice

    21/09/2018 21:04:09

    Una storia da leggere "in un sol boccone" e da ri-vivere nel corpo e nella mente martoriati del protagonista. Una lotta (impari?) incentrata sull'istinto di sopravvivenza e sulla ricerca spasmodica di mantenere in vita la propria dignità umana. Sgomento e speranza, si sa, sono lati della stessa medaglia. Da notare pure la costante volubilità del rapporto del protagonista con Dio. Vien da pensare: "non si è mai veramente fregati finché si ha una buona storia da raccontare"... questa è la via d'uscita per risollevare una vita in crisi. Un classico!

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    intisole50

    09/08/2018 23:25:14

    Sto scoprendo gli scrittori nordici... Non posso consigliarli a tutti, a occhi chiusi.

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    Antonio

    09/03/2018 22:10:56

    Un libro straordinario che narra le vicende di un giovane e generoso scrittore tormentato dalla fame. Le descrizioni sono pura poesia, e la prosa tormentata attanaglia il lettore tra le pagine. Sfortunatamente, il libro si sviluppa su se stesso e a tratti si rivela lento ed eccessivamente malinconico. Detto questo, concluderei affermando che la scrittura di Hamsun è semplicemente inconiabile.

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    Massimo

    16/06/2016 18:30:05

    Le mie aspettative, riguardanti il Libro in questione, erano in un primo momento positive...però a fine di lettura, ho trovato tale libro terribilmente noioso, quasi fastidioso: il protagonista è ridicolo come le sue molteplici imprecazioni e considerazioni, mentre la trama in sè è un continuo ripetersi di medesimi fatti, azioni, pensieri e parole, quindi tediosamente ripetitivo; ma la cosa che mi ha adirato troppo è lo stesso tema principale, ovvero la fame, che viene analizzata in maniera scialba, e che sembra essere, come soprattutto la sua stessa condizione misera di vita, un futile pretesto di vergogna per il protagonista, e non come un elemento di acuta drammaticità.

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    destouches

    30/08/2011 22:01:03

    Deludente. La tematica è interessante ma il protagonista del romanzo è irritante: piagnucoloso, sprovveduto, privo di determinazione e ingenuo perdigiorno. Poco razionale il comportamento del protagonista: sperpera il poco denaro a disposizione o per cederlo ad un mendicante o per acquistare un cibo che poi rigetta. Proprio furbo. Per non parlare poi delle ridicole invocazioni religiose: piagnistei involontariamente ilari. Davvero pessimo. C'è di meglio. Leggetevi Céline per avere un affresco decente sulla miseria.

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    J.F.

    04/01/2011 15:46:46

    Ottimo libro. Forse non un capolavoro assoluto, ma sicuramente di spessore. Consigliato agli amanti di John Fante. Arturo Bandini viene da qui. Ed infatti è lo stesso Fante ad aver reso esplicito omaggio ad Hamsun nel Prologo di "Chiedi alla polvere", riprendendone poi molte tematiche nel suo romanzo più famoso: la misera stanza d'albergo come dimora, la spada di Damocle dell'affitto da pagare, le peripezie quotidiane per mettere insieme il pranzo con la cena, i tribolati rapporti con il gentil sesso, ed altro ancora. Dalla Norvegia di fine '800 alla Los Angeles degli anni '30 i problemi che affliggono gli aspiranti scrittori sembrano essere sempre gli stessi. Insomma, sarebbe un peccato non leggere questo libro. Per la cronaca, l'autore (oggi sconosciuto ai più) vinse il Premio Nobel nel 1920. Un motivo ci sarà.

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    Ludmilla

    02/11/2010 10:57:08

    Uno dei libri più belli che abbia mai letto.

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    Dani Giordano

    06/04/2010 19:24:01

    Leggibile racconto che narra le vicende dell’autore in un difficile periodo della sua vita. Il titolo è emblematico: egli soffrì la fame e si era ridotto a masticare trucioli di legno o a ricorrere a bassi espedienti e umiliazioni pur di mangiare. La città di Cristiania (Oslo) gli era ostile e nessuno (o quasi) lo aiutava. Alla fine si imbarca pur di avere il pasto assicurato. È evidente che l’autore vuole mettere in risalto da un lato le difficoltà di vivere per uno scrittore e dall’altro l’assoluta indifferenza del prossimo per i problemi altrui. L’autore, al di là di quanto raccontato nel libro, arrivò a disprezzare talmente il capitalismo che si avvicinò alle idee naziste e appoggiò il governo filotedesco insediatosi in Norvegia nel corso della seconda guerra mondiale. Cosa che gli costò l’ospedale psichiatrico fino alla fine dei suoi giorni, per non finire in galera.

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    Luca Ormelli

    29/09/2009 10:36:00

    Isaia 8,21 "Andrà peregrinando per il paese, affranto, AFFAMATO; quando avrà FAME si irriterà, maledirà il suo Dio" perché a Christiania "quella strana città che nessuno lascia senza portarne i segni" (p.11) qualsiasi figlio, foss'anche prodigo, egualmente al protagonista lacerato di questa "buona novella" di Hamsun, in questa simbolica capitale della Cristianità, in questa "Vaterland" (p.151) il proclama evangelico di Matteo 25,35 ("Perché ebbi FAME e mi deste da mangiare") non ha diritto alcuno di asilo. E vagabondando per le terre sottratte agli dèi pagani (Santo e Martire è infatti Olav re di Norvegia il quale impose il Cristo e martire è il randagio di Hamsun che assai di frequente si offre al ludibrio proprio in piazza Sankt Olav; egli è il servo di Isaia 53 "uomo di dolore che maltrattato, si lasciò umiliare. Come l'agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa") accade talvolta che finanche una prostituta di nome Maria sia latrice di nuova ossessione e di scherno perché se è vero che la fame è fame di giustizia allora essa non avrà mai fine né sarà estinta per chi ancora crede nell'equanimità del Signore. Un dramma, "il segno della croce" disperatamente tenta di scrivere il giovane errante nell'indifferente misericordia dei suoi fratelli e concittadini nella Città di Cristo ma la sua sofferenza avrà termine quando salpando sulla russa nave Copégoro (e forse solo Il Russo vive la modernità di ieri e di oggi con tali residui di sacralità da supplicare insieme il Cielo e l'Inferno in un connubio impossible), carico delle proprie sofferenze, novello Cristo si offrirà al mondo, al tempio dei mercanti da vinto, da respinto, accolto solo da quel diavolo che, sordo Dio, così sovente viene evocato lungo il mortale peregrinare attraverso gli incroci della vita. "Fame" non è dunque (solo) una riedizione modernista ed allucinata della "Vita di un perdigiorno" di Eichendorff; è in primis e de profundis una partecipe, straziata allegoria delle traversie del nostro miserevole genere umano.

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    Francesco

    25/08/2009 12:01:31

    E' un bel libro, che ha per filo conduttore la fatica di vivere, sia nel senso più classico del "tirare avanti", sia in quello di dover avere a che fare con i propri demoni, con la propria intima disperazione.

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    Pablo

    17/07/2009 12:12:43

    Molto ripetitivo. Si sviluppa su se stesso senza mai evolversi ne proporre colpi di scena, interessanti solo alcuni aspetti descrittivi.

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    stefano

    20/12/2008 09:22:34

    un flusso di pensiero che snocciola considerazioni tra loro abbastanza scollagate e neppure tanto interessanti. Stile molto leggibile e semplice. Niente di più.

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    lepori maurizio

    24/06/2008 15:22:30

    Memorabile! che altro dire.

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    rainbow

    17/04/2008 13:35:48

    Capolavoro! Basta questo.

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    Sara

    26/12/2007 02:32:34

    Molto malinconico, duro e tenero. Mi sono innamorata del protagonista, della sua assurda generosità, della sua goffaggine, della sua ingenuità, della sua forza misteriosa. Se vi è piaciuto, vi consiglio anche LE NOTTI BIANCHE di Dostojevski, che racconta di un altro incantevole sognatore.

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    FD

    10/07/2007 19:11:34

    Un libro incredibile, che racconta in modo perfetto, tramite l'utilizzo della prima persona e uno stile impeccabile, le lotte quotidiane del protagonista per farsi pubblicare un articolo, per trovare un alloggio, per racimolare qualche soldo... e tutto ciò per combattere contro la fame che lo divora, e contro la follia e i malesseri che questa comporta... detto così, può sembrare un libro bello ma anche molto triste, e invece la cosa più incredibile è che non è così, o per meglio dire, non è solo così! Il tema del libro è sicuramente tragico, le sofferenze del protagonista fanno impressione ed emozionano, ma è allo stesso tempo quasi un divertimento leggere di questo protagonista tanto simpatico e dei suoi sbagli ingenui, della sua sfortuna incredibile, della sua inventiva straordinaria, della sua rabbia contro il mondo quando le cose vanno male, nonchè dei suoi pentimenti per essersi arrabbiato quando le cose vanno bene, e per molto altro ancora... è un libro che fa sorridere e commuove al tempo stesso, è un autentico capolavoro. Personalmente ritengo strano, e mi dispiace, che questo autore e questo libro siano entrambi poco conosciuti (e pensare che oggi si dà del capolavoro a qualsiasi banalità venga scritta...), perchè secondo me non sfigura neanche paragonato a molti grandi e più famosi autori di letteratura... in sintesi, davvero un bellissimo libro.

  • User Icon

    Gaetano

    11/10/2006 10:34:59

    STUPENDO! viene fame davvero ad immedesimarsi nelle picaresche ma tragiche vicende di questo ambizioso scrittore! un bohemien a Christiania! romanzo a dir poco perfetto per la prosa incisiva che descrive le riflessioni allucinanti di un ragazzo solo con velleità di gran scrittore! spettacolare la parte in cui fà colpo sulla ragazza, il modo in cui decide di approcciare, i ragionamenti assurdi che fà, e che son veri!! alla fine si imbarca...forse è una sconfitta, o forse una vittoria....non so, però a me piace pensare che il nostro viva su quella nave nuove avvenure, tipo Ismaele di Moby Dick...kissà ke non sia lui! ;-) ah è kiaro ke un Henry Miller o un Celine non possono esser passati sopra questa importante lettura..

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  • Knut Hamsun Cover

    Scrittore norvegese e Premio Nobel nel 1920 per la letteratura. Cresciuto in una povera famiglia di contadini del Norland, in Norvegia, il cui grandioso scenario naturale fa da sfondo a tanta parte della sua opera, segue presto da autodidatta e senza successo la vocazione letteraria. Dopo aver provato ogni sorta di mestiere, da mandriano a merciaio ambulante e controllore di biglietti del tram in America, con la pubblicazione del rivoluzionario romanzo Fame (1890) segna una svolta nella letteratura europea e dà luce al prototipo dell’eroe-viandante, espressione di anarchica libertà ma anche di invincibile solitudine e raggelante percezione del nulla. Considerato un maestro da scrittori come Thomas Mann, Kafka, Brecht, Hemingway e Isaac Bashevis Singer, che lo ha definito... Approfondisci
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