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Paolo Villaggio

Collana: Narrativa
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
Pagine: 185 p. , Brossura
  • EAN: 9788817107730

Recensioni dei clienti

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    sivieri valeria

    03/06/2009 23.20.28

    fantastico, semplicemente suberbo .. chiunque si reputi una persona abbastanza intelligente non puo' non capire fantozzi e trovarlo un personaggio esclusivamente redicolo . un mix perfetto tra commedia e tragedia dal sapore amaro a volte commovente (qualche lacrima mi è scappata) resta e sara' sempre un esempio unico di allegoria della vita contemporanea.. purtroppo sempre piu' somigliante. Villaggio fu un pioniere nel comprenderlo.. LEGGETELO!

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    marcelloT

    03/03/2009 18.31.23

    Esclusivamente per gli amanti del genere Fantozzi: mi ha incuriosito il fatto che sia Fracchia e non Filini colui che organizza sempre tutte le dis-avventure.

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    Davide

    05/02/2007 15.28.01

    Un libro dalle mille sfacettature. Da una parte è comico, ed è quello che ci vuole per farsi due risate con una lettura rilassante, dall' altra è tragico e denso di significato, e inoltre fa un po' da specchio ad alcune realtà di oggi.

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    renso

    11/02/2006 11.38.17

    Tutte le manie, le povere gioie, le disillusioni dell'italiano medio anni 70, concentrate in un solo uomo sotto forma di caricatura. Questo libro fa ridere e piangere insieme, perchè il suo contenuto è radicato nel passato di tutti noi. Chi vede nel ragioniere Ugo Fantozzi, solo una macchietta comica nazionalpopolare, pecca di superficialità; per me è l'espressione perdente dell'eroe che vive in ogni uno di noi, sopportatori delle quotidiane schiavitù. Chi timbra il cartellino ogni mattina, è infelicemente sposato, sta comprando la macchina a rate, vorrebbe fare un lungo viaggio ma non può perchè ha solo due settimane di ferie, e non riconosce un po' di se stesso nel personaggio, merita ogni sciagura sopra elencata.

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    Dottor D.

    24/12/2005 17.29.04

    La prosa di Villaggio è grezza, ripetitiva, infantile, tutto quello che volete; ma qui si ride come in poche altre occasioni.

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    march. D.A.F. DE SADE

    18/01/2005 19.24.09

    Quale ottima allegoria all' umano indotto alla degenerazione degli anni 60 70 80 90 giorni nostri, sarà sempre peggio

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    Alessandro Rodighiero

    29/05/2004 13.11.57

    Splendido. Un libro comico di classe. Fantozzi è un assoluto perdente (i film lo dimostrano ulteriormente), è però anche vero che dalle situazioni più tragiche ne esce distrutto, ma a testa alta, con dignità; allora, dico io, noi ridiamo davanti a questa macchietta quando la vediamo nei film, ma guardiamoci un pò: non siamo pure noi un pò Fantozzi? In qualche aspetto non assomigliamo a quel simpatico perdente? Se ci guardiamo bene scopriamo che siamo anche noi un pò Fantozzi: è facile combinare guai come lui... ma di uscirne a testa alta no, vero? Fantozzi rispecchia quindi il perfetto esempio dell' eterno rifiuto, costretto ad umiliazioni pazzesche, ma Fantozzi non è solo lui... lo siamo tutti noi!

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