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Traduttore: L. Canali
Edizione: 2
Anno edizione: 1998
Formato: Tascabile
Pagine: 520 p.

22 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Classici, poesia, teatro e critica - Poesia - Raccolte di poesia di singoli poeti

  • EAN: 9788817171991

recensioni di De Blasio, G. L'Indice del 1999, n. 02

Percorrendo ordinatamente il calendario dell’anno romano a partire dal primo gennaio, Ovidio presenta nei Fasti le principali ricorrenze, le feste e le occasioni rituali più significative, fornisce le indicazioni astronomiche illustrando le costellazioni che si avvicendano nel cielo, indica il susseguirsi delle stagioni, spiega con meticolosa cura l’origine mitologica, storica, erudita di nomi, usi, riti. L’opera, in distici elegiaci, è giunta a noi in 6 libri, relativi ciascuno a un mese specifico, da gennaio a giugno, ma probabilmente il disegno complessivo dei Fasti doveva comprenderne 12, quanti sono i mesi dell’anno.Poema forse incompiuto a causa dell’esilio del poeta il quale, in un passo dei Tristia, nel fare riferimento all’opera dice di aver composto "sei libri ed altrettanti", con dedica ad Augusto. Non c’è comunque traccia degli ipotetici libri 7-12, né della dedica ad Augusto.Infatti i libri che ci sono pervenuti sono dedicati a Germanico.Tuttavia alcuni riferimenti alle vicende dell’esilio lasciano intravedere una rielaborazione dei Fasti durante il periodo trascorso dal poeta a Tomi. Opera eziologica che aveva il suo modello negli Aitia di Callimaco, ma che rimanda anche al libro IV di Properzio, e che non tralascia di utilizzare il materiale erudito di Varrone e Verrio Flacco, né la storia di Livio.Frequenti le digressioni che rivelano il gusto di narrare di Ovidio e la capacità della tecnica espositiva del racconto nel racconto: dal poeta Arione salvato da un delfino (II) alla leggenda dell’Orsa (II), dal suicidio di Lucrezia (II) alla storia di Bacco e Arianna (III), dal ratto di Proserpina (IV) alla fondazione di Roma (IV), dalla morte di Chirone (V) al mito di Orione (V) e alla morte di Servio Tullio (VI).Le occasioni narrative abbracciano storie diverse: dalla festa in onore di Anna Perenna, antica dea di Roma (III), alla vestale Silvia (III), alla naiade Lotide (I); dalla festa dei Carmentalia (I) alla festa dei Lupercalia (II). Al mito Ovidio si accosta con tono di confidente familiarità, e spesso i culti, i riti, gli dei di Roma offrono al poeta l’occasione disincantata di gusto antiquario più che l’intento celebrativo di sacra austerità religiosa.Lo studio eziologico trova ampio spazio, ma il meccanismo etimologico non rifugge da un sapore di disinvolta e ironica ricercatezza non sempre di scientifico rigore. Con sorridente curiosità, nell’indagare le antiche causae Ovidio ora interroga direttamente la Musa che lo ispira, ora riferisce quanto ha letto dagli "antichi fasti", ora si rivolge a una divinità che dialoga con lui, in una finzione scenica che favorisce il dispiegarsi della materia in cui storia e leggenda si integrano e si fondono in un gioco divertito e provocatorio.La presentazione della res romana in una forma poetica di derivazione ellenistica porta Ovidio a un atteggiamento distaccato da poeta dotto, incuriosito dalle cose antiche e pronto a raccontarle con scetticismo, da "raffinato cantastorie", come osserva nella lucida ed esauriente introduzione Luca Canali, il quale definisce i Fasti "il monumento a un’età di transizione, il museo e mausoleo di una civiltà eroica al tramonto, pacificata, marmorea, oscillante fra nitido classicismo e incipiente kitsch asiano".

Recensioni dei clienti

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    Riccardo

    20/10/2012 13.58.34

    Un'ottima lettura consigliata agli interessati alla Religione Romana Antica. Nei suoi sei libri (ognuno dedicato a un mese, quindi l'opera termina col mese di giugno), Ovidio descrive le cerimonie religiose romane e le loro origini. Vengono descritti i rapporti tra umani e Dèi e a volta sono gli Dèi in prima persona a parlare nell'opera. Vengono raccontate le origini del Calendario Romano con grande cura e passione. A nell'opera si narrano pure episodi divertenti, che strappano qualche sorriso spontaneo. Il libro è tradotto e curato perfettamente. Devo dire che è stato svolto un ottimo e paziente lavoro di spiegazione dei passi dell'opera.

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