Categorie

Robert Harris

Traduttore: R. Rambelli
Editore: Mondadori
Anno edizione: 1993
Formato: Tascabile
Pagine: 378 p.

51 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Thriller e suspence - Thriller

  • EAN: 9788804374640

recensione di Cases, C., L'Indice 1992, n.10
(recensione pubblicata per l'edizione del 1992)

In base all'ipotesi che la seconda guerra mondiale sia stata vinta dai tedeschi e dai giapponesi (ipotesi assai vicina alla realtà economica del dopoguerra) sono già stati scritti molti libri tra cui un classico della fs, "La svastica sul sole" ("The Man in the High Castle)" di Philip K. Dick. Ma quello era un libro del 1962 e la sua era una libera invenzione. Dopo il crollo del muro l'invenzione corrisponde invece a una finzione ben precisa. I romanzi di spionaggio sono in crisi perchè lo spionaggio non ha più ragion d'essere quando non c'è più l'Impero del male ma solo l'Impero del bene, che non serve a nulla per spiegare come mai il mondo è dominato dal male. Di qui la necessità di prolungare nella fantasia l'esistenza dei poteri totalitari. È troppo presto per inventare una seconda vita di Stalin ma Harris ha immaginato il trionfo del nazismo e le celebrazioni per il settantacinquesimo compleanno di Hitler nel 1964. A parte questo, tutto funziona come se ci fosse ancora il vecchio Impero sovietico, ribattezzato in nazista. Del resto, nonostante la vittoria nazista, nel libro la resistenza sovietica continua da qualche parte nell'estremo oriente.
Come in "1984" o nel "Mondo nuovo" di Huxley l'eroe è un integrato che grazie alla sua intelligenza e alla sua tenacia riesce a capire o almeno a intuire la verità, quindi si ribella ma naturalmente viene sconfitto. Sempre secondo la ricetta, è aiutato da una donna che qui è addirittura una giornalista americana poichè si sta preparando la distensione nazi-americana (era ora!) ed il presidente statunitense Joseph Kennedy sta per arrivare a Berlino in visita ufficiale.
Xavier March (il nome è già più anglosassone che tedesco) è un investigatore della squadra omicidi della Kriminalpolizei di Berlino che si imbatte in alcuni cadaveri eccellenti di alti papaveri nazisti del tempo di guerra. Costoro vengono eliminati d'ufficio perchè in atmosfera di distensione si vuole mettere del tutto a tacere lo sterminio degli ebrei. March si chiede come mai proprio questi tre eroi del Partito siano stati soppressi ad onta delle loro passate benemerenze, e così dalla routine dell'ispettore Derrick o Kress si vede proiettato nell'alta politica. Con qualche aiuto dell'americana scopre che i tre erano gli unici superstiti degli undici partecipanti al famoso convegno del Wannsee in cui si era decisa la "soluzione finale" della questione ebraica. Sentendosi minacciati, i tre avevano depositato i protocolli del convegno e altri documenti in una banca svizzera dove tenevano anche le opere d'arte rapinate durante la guerra, tra cui primeggia la "Dama con l'ermellino" di Leonardo (e viene il sospetto che questo sia un omaggio dell'autore al prototipo dei micidiali malloppi spionistici e cioè "Gorky Park", in cui svolge un grande ruolo il contrabbando di ermellini, veri e non dipinti). Alla fine in un crescendo di inseguimenti il fedifrago March, che ha fatto un salto in Svizzera per avere le prove verrà raggiunto e si suiciderà per sottrarsi alla cattura mentre la giornalista, che nel frattempo sempre secondo la ricetta è diventata la sua amante torna in libertà con i documenti dell'olocausto di cui il mondo libero avrà così contezza. Ma come andrà a finire la faccenda della distensione? Avrà luogo lo stesso o la pubblicità dell'olocausto la renderà impossibile? L'autore ci lascia nel dubbio.
Come volevasi dimostrare, il genere sopravvive alla "fine del socialismo" mantenendo intatti i suoi caratteri essenziali, con gioia dei critici strutturali che possono verificare l'invarianza degli schemi nonostante i rivolgimenti mondiali. Il mondo perisce, i bestseller restano. Le intenzioni di questo sono certo buone.
La supposta sopravvivenza del nazismo al di là dei termini reali permette di trattare un passato notissimo anche se rimosso come una riesumazione dovuta all'ingegno di un detective. E in questo mondo che crede solo alle simulazioni trasformare la verità in simulazione può forse giovarle. Harris cita una frase di una SS riportata da Primo Levi per cui i nazisti avrebbero comunque vinto la guerra contro gli ebrei perchè nessuno avrebbe creduto all'enormità dei loro delitti. È ciò che ora effettivamente avviene grazie a malfattori come Robert Faurisson & Co. Supponendo che abbiano vinto, il romanzo li smaschera. Ma fino a che punto? Per convincersene bisogna leggere l'appendice, dove si certifica la realtà di molti documenti citati. E chi legge le appendici dei romanzi?

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Mattia

    24/06/2015 19.30.03

    Ottimo romanzo. Harris è un buon narratore, la storia è sconvolgente e fa riflettere. Il libro è costruito ottimamente su avvenimenti conosciuti da chiunque, dando una nuova interpretazione. Da leggere!

  • User Icon

    gianluca

    03/09/2014 11.49.02

    Mi unisco a coloro che pensano che questo romanzo sia sopravvalutato. La storia di per se non sarebbe nemmeno malvagia, ma ho fatto molta fatica a finirlo nonostante sia abituato a romanzi di ben altra voluminosità. La narrazione non scorre, troppo persa in nomi di vie e titoli militari e politici del Reich, i personaggi non brillano particolarmente..l'ho finito , non vedendo l'ora di farlo, solo per passare ad altro. delusione.

  • User Icon

    rougiu

    11/09/2013 13.44.38

    Come si dice "i se e i ma non cambiano la storia"... beh dopo questo sfogo di saggezza, veniamo al libro. Idea molto interessante, sviluppata in modo eccellente con un ritmo calzante. Esempio di come la storia viene scritta dai vincitori. Ma allora, cosa nasconde quella che conosciamo noi ???

  • User Icon

    SteamBoy

    08/08/2013 11.00.43

    Molto molto molto bello. Anni fa avevo visto la trasposizione cinematografica di questo libro, ma decisamente non gli rendeva giustizia. Una storia dalle tinte forti resa ancora più incisiva dal contesto di un impero nazista che scivola verso il degrado ma che mantiene i tratti brutali con cui aveva raggiunto il potere. Una sfilata di personaggi ambigui e spietati che si muovono in atmosfere cupe, fumose, sporche, mentre il protagonista principale si ritrova da solo ad affrontare un sistema deciso a non lasciargli scampo. Davvero uno dei noir meglio riusciti che abbia mai letto, se non il migliore in assoluto, con tutti gli elementi caratteristici del genere: amore, morte, degrado e l'onnipresente sensazione che non esista futuro o speranza a meno di non giocarsi il tutto per tutto. E' vero che la vicenda si muove lentamente, aggiungendo un tassello alla volta senza fretta, senza l'azione frenetica che molti forse si aspettavano di trovare in queste pagine, ma è praticamente impossibile staccarsi dalla lettura o rimanere indifferente davanti alla figura di March, un poliziotto antieroe in eterno conflitto con sé stesso che da solo cerca di fare il suo lavoro senza cedere ai ricatti e alle minacce.

  • User Icon

    Manuela

    17/02/2013 21.56.06

    Giallo ottimamente costruito all'interno di un agghiacciante racconto di come sarebbe potuta essere la storia del mondo se la Germania di Hitler avesse vinto la Seconda guerra mondiale: guerra fredda tra USA, alleata con la Russia, e Germania, che domina come un impero su quasi l'intera Europa, tra un'asfissiante propaganda e un senso latente di inferiorità verso gli altri popoli, mascherato dai metodi dittatoriali e dalle costruzioni grandiose che hanno cambiato la città di Berlino. Nessuno sa, o vuole sapere, che fine hanno fatto gli ebrei, e chi osa domandare, finisce male. Il romanzo e il giallo si sviluppano tra spie, tradimenti e segreti di Stato. E alla fine la verità della Storia viene a galla, lasciandoci con un finale aperto che crea ancora più angoscia e ansia. Un grande romanzo.

  • User Icon

    archipic

    11/09/2012 18.45.25

    Interessante noir in un'europa immaginifica dominata dalla germania vittoriosa ma ormai troppo chiusa in se stessa. Buona l'idea di partenza ma la struttura della trama non viene, a mio parere, sviluppata con pienezza. Si fa comunque leggere con piacere senza, tuttavia, appassionarsi più di tanto. Harris ha sviluppato nel tempo una maggiore capacità narrativa nel romanzo storico in senso stretto.

  • User Icon

    ferdi

    29/11/2011 19.16.35

    deludente e scontato noir (!?) in salsa ucronica, molto diluita...uno spunto che avrebbe potuto (e dovuto) sortire altri effetti. I paragoni con la "Svastica sul sole" di P.K.Dick sono quantomai blasfemi...romanzo assolutamente sopravvalutato.

  • User Icon

    stefano

    26/07/2011 13.15.47

    buona l'idea la trama ed il ritmo. Un romanzo che si legge molto volentieri . Un po' confuso il finale. Un noir nella media, secondo me harris dà il meglio nel romanzo storico.

  • User Icon

    abc

    02/04/2011 09.38.51

    Lettura originale e interessante. Colpi di scena frequenti, ma sempre ben ponderati e credibili. Consigliato.

  • User Icon

    Filippo

    08/11/2010 11.49.23

    Buono, forse però un po' sopravvalutato. Voto 3,5.

  • User Icon

    ricki

    11/05/2010 16.34.25

    noir angosciante e intrigante ambientato in uno scenario fantapolitico davvero accattivante. tensione continua dalla prima all'ultima pagina

  • User Icon

    mastrotitta

    05/04/2010 20.47.45

    Che dire, a me è piaciuto molto..l'idea di un triller ambientato in un epoca -fortunatamente- immagginaria che sarebbe potuta esistere se la II guerra mondiale non fosse finita come sappiamo tutti mi ha molto incuriosito. Interessante la descrizione della Berlino del dopo guerra e dell vita in un europa diversa da come la conosciamo tutti, in cui la "guerra fredda" era fra usa e germania.. Al di la di questo anche la storia narrata -per quanto "comune" (il solito poliziotto "scomodo" e la bella di turno che si trovano invischiati "per caso" ad investigare su di un crimine solo apparantemente casuale)è avvincente e ben sviluppata.

  • User Icon

    Emiliano

    11/11/2009 10.30.59

    Un'ucronia di grande effetto, sorretta da un ottimo ritmo ed un affresco scenografico efficace. Consigliatissimo.

  • User Icon

    giovane_titano

    09/07/2009 11.28.30

    Ho visto il film e davvero non si capisce nulla: non si parla di guerra, non si parla di una storia alternativa. tutto ambientato in degli uffici dove si indaga e nn si arriva a nulla. più entusiasmante "rex, il cane poliziotto" (detto francamente). per quanto riguarda il libro, di bello ha solo l'idea, il punto da dove parte. la storia nn regge le aspettative; tutto è solo un'accozaglia di indagini, di poliziesco sciapito , vecchio, visto e rivisto chissà quante volte ... a tratti noioso, a tratti banale. immagine un pò su cosa di parlarà alla fine? sull'olocausto ... tema già rimescolato più volte fino allo sfinimento ... invece di parlare di una storia alternativa, di un possibile sviluppo, è una condatta, un pò (ma nn tanto) velata all'olocausto. insomma. in 50 pagine poteva finire tutto ...

  • User Icon

    Tiziana

    30/04/2009 14.56.51

    Molto avvincente questo romanzo ambientato nel 1964 in una Germania e in un mondo completamente capovolti dal punto di vista storico e politico: la Germania ha vinto la Seconda Guerra Mondiale e Hitler, ormai 75enne, è ancora al potere. Il Reich si estende dal Belgio alla Russia con una serie di protettorati. Gli USA, rappresentati da Kennedy (ma non è il noto John, bensi' il fratello maggiore Joseph, in realtà morto durante la guerra), tendono la mano alla nuova superpotenza, mentre in Gran Bretagna regna il Re Edoardo con la regina Wallis Simpson. In questo scenario si sviluppa la storia di Xavier March, funzionario della Kriminalpolizei, chiamato ad indagare sull'omicidio di un gerarca nazista. Aiutato da una spigliata e vivace giornalista americana, March ben presto scoprirà un intrigo piu' grande di lui e soprattutto si renderà conto di cosa il regime stia nascondendo ai propri cittadini e al mondo: l'olocausto.

  • User Icon

    Sebastiano

    18/03/2009 11.01.23

    Un buon libro, si fa apprezzare più per l'ambientazione e per la descrizione dei luoghi e delle persone che per la trama in sè. Interessante la ricostruzione "storica" dell'Europa post-seconda guerra mondiale vinta dai nazisti. Lascia un dubbio di fondo che giustifica il voto abbastanza alto: come sarebbe stata scritta la storia se davvero avesse vinto Hitler? L'autore fornisce una risposta plausibile, convincente ed allo stesso tempo inquietante. Consigliato.

  • User Icon

    massi

    13/12/2008 15.15.08

    Uno di quei libri che fanno la letteratura. Straordinario.

  • User Icon

    Alessandro

    05/11/2008 10.53.05

    Gran bel libro, storia appassionante in uno sfondo politico reinventato ma plausibile.

  • User Icon

    giovaneprofessore

    28/10/2008 09.20.44

    E' un gran bel romanzo! Avvicente l'ipotesi storica alternativa, ma soprattutto l'autore ha il coraggio di un finale decisamente inusuale per tutti i romanzieri contemporanei.

  • User Icon

    Marek

    31/08/2008 11.39.46

    Prime 200 pagine scialbe!Da li in poi la storia diviene più avvincente!!Si poteva fare di più!Idea Stupenda!!

Vedi tutte le 55 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione