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Vladimir Luxuria

Editore: Bompiani
Anno edizione: 2009
Pagine: 210 p. , Brossura
  • EAN: 9788845262777

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    cristina

    12/12/2009 10.53.20

    Ammiro moltissimo la Vladimir politicamente impegnata, le sue idee, le sue battaglie per l'affermazione di certi diritti, la sua visibilità televisiva sempre molto pacata e intelligente. Ma la Vladimir scrittrice non mi ha proprio convinto. Queste favole sono mal scritte (proprio da un punto di vista letterario e sintattico), banali, piene di luoghi comuni e, soprattutto, oscillano penosamente tra i canoni tradizionali della fiaba e un'aderenza prosaica alla realtà che sconfessa quegli stessi canoni. Ne viene fuori una serie di racconti fondamentalmente tutti uguali che non coinvolgono né i bambini né gli adulti. La scrittura è troppo importante e richiede una certa padronanza nel maneggiarla. Le buone intenzioni, quando si scrivono romanzi o racconti, non bastano mai da sole.

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    ant

    25/09/2009 10.13.13

    Sette racconti ispirati a favole famose(Pinocchio, Il brutto anatroccolo) e rivisitati in chiave moderna e sopratutto rivisti con un taglio di una delicatezza e di una sensibilità estrema. Una su tutte "Iddu" ambientata in Sicilia, il protagonista è un ragazzino figlio di pasticceri(Davide) cresciuto e vissuto in un ambiente in cui "O masculu" si deve esaltare solo di fronte alle partite di calcio, e le bambine devono pettinare bambole. Succede che a Davide invece piaccia truccare bambole, disegnare vestiti e truccarsi...ad d i o, Davide viene cacciato di casa. La cosa stupefacente del libro è che Luxuria riesce a creare una perfetta sinergia tra i personaggi e la natura e le cose che li circondano, infatti "Iddu" non è altro che l'Etna e s'incazza di brutto quando Davide soffre. E' una favola a lieto fine, in quanto Davide poi divenuto Fuxia, riesce a farsi accettare dai suoi familiari e anche la natura del posto che li circonda si placa. E' una sferzata corposa all'omofobia feroce che si è scatenata in questi ultimi tempi e magari è anche una storia autobiografica, in quanto ho letto che in passato Vladimir è stato costretto a prostituirsi x vivere...quindi certi passaggi e certe umiliziaoni(quando vengono poi dai propri genitori deve essere una cosa terribile) le ha ben a mente! Adesso , per finire la recensione,voglio lasciare e lanciare quest'altro estratto, sempre di esortazione all'amore e alla speranza Dedicata da parte di Vladimir sicuramente a tutte quelle persona che sono titubanti nell'aprirsi alla vita e ai sentimenti "E allora apriti. apriti. Apri tutta la casa, accendi le luci. Ogni angolo di te deve essere disponibile. Datti e non temere. Fai attenzione solamente a una cosa: al tempo. Tratta bene il tempo che passa e goditi ogni momento: brutto, cttivo, bello, duro, dolce Non risparmiarti. Dalla gioia arriva pure a buttarti giù dal balcone ma non risparmiarti Bravo non c'è che dire

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    Romolo Ricapito

    01/09/2009 18.50.32

    Ho trovato questo libro di racconti molto ben scritto, eccetto il primo della Donna Uomo del circo, giudicato forzato anche a causa del doppio finale, poco credibile e un po' stupidotto. Belli invece tutti gli altri; quello del giovane cantante evirato- suo malgrado per renderlo- per sempre una "voce bianca" ha una vivacità descrittiva notevole e inoltre sobrietà stilistica. Come pure quello di Fucsia, cantante transessuale che adora Giuni Russo (nel libro la cantante compare col nome storpiato in una pasticceria). Bello anche il racconto che rivisita Pinocchio in chiave moderna, col riferimento ai rave party, di grande attualità. Il ragazzo della storia alla fine viene operato per diventare donna ed accettato finalmente dai compagni di scuola, che precedentemente lo avevano rifiutato. Toccante e buffo anche il nuovo brutto anatroccolo,mentre drammatica e interessante la storia del transessuale che salva un giovane drogato. C'è tanta sofferenza in questo libro e tanto vissuto personale, oltre a buone dosi di humour. E' di adesso la notizia che Luxuria si farà operare. Tutto questo era in nuce già dalla stesura di questo romanzo composto da storie più o meno brevi e quasi tutte autobiografiche . Auguro a Vladi, comunque, prima di prendere decisioni definitive (irreversibili) di pensarci su. E continui a scrivere.

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    Pasquale Braschi

    30/07/2009 16.29.13

    La sensibilità di Vladimir si rivela attraverso queste fiabe nelle quali non solo si affronta il tema dell’accettazione di sé e del “diverso”, ma si recupera il passato con i suoi usi e costumi, facendo riemergere credenze popolari tipiche dei paesi italiani che si prestano a fare da sfondo magico alle varie “favole”. Se da un lato c’è la genuinità dei sentimenti dei tempi andati, dall’altra c’è la convivenza sociale e la dura realtà che spezzano l’incantesimo fiabesco che avvolge la vita personale e familiare. Queste favole, dunque, costituiscono un punto di partenza, o meglio, un invito a riflettere sul tema della discriminazione sociale con l’augurio che un giorno, non troppo lontano, possano essere riscritte con “C’era un a volta, la diversità” e con un lieto fine “… e fu così che, con il reciproco rispetto, vissero tutti felici e contenti.”

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