Editore: Castelvecchi
Collana: Le torpedini
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 14 febbraio 2008
Pagine: 169 p., Brossura
  • EAN: 9788876152351
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Descrizione

Mentre animali mutanti e famelici si aggirano tra le macerie di un mondo senza speranze, tre amici vagano allo sbando, senza meta. Il piccolo gruppo è composto da uno scrittore, da un body artist e da un astrologo, tra i pochi coraggiosi in grado di muoversi in una città completamente in mano a squadre di poliziotti aiutati da ferocissimi cani-babbuino. I tre amici non hanno più niente da perdere: è questione di ore e saranno certamente catturati, torturati e uccisi. Proprio per questo motivo, in una situazione prossima all'Apocalisse, trascorrono le loro ultime ore di vita in preda a una frenetica euforia e all'insegna di un totale nichilismo. Sfidando ogni pericolo, passano il tempo a fare il bagno nel mare di catrame che lambisce i pochi edifici rimasti in piedi, compiono rapine e atti vandalici all'interno di un mastodontico centro commerciale e banchettano con le verdure transgeniche raccolte in orti irrigati grazie alle acque di un fiume giallo cromo. Ma soprattutto, in un estremo sussulto di vitalità, fronteggiano lo spettro dell'amore e accarezzano il sogno di accoppiarsi per dare un futuro alla specie degli uomini liberi.

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Recensioni dei clienti

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    manlio sarra

    28/07/2011 17:05:31

    Molto bello, strano. Si legge come se si stesse fuggendo da qualcosa. Una favola davvero nera. Catrame e liquirizia.

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    Alessandro Broggi

    19/04/2011 18:13:26

    Quello di Francesca è, credo, un percorso perfettamente originale, che ammiro molto. La sua è una scrittura libera e coraggiosa a più livelli, disinibita rispetto alla maggior parte degli istituti tradizionali di genere, a suo modo "post-letteraria". Un scrittura che, con sapiente falsa ingenuità, accetta di farsi carico senza remore della leggerezza del grado zero del nostro colloquiale quotidiano intriso dei linguaggi e degli immaginari più beceri della comunicazione "spettacolare" e di consumo, dato ormai come assodato, vincente: il mondo è così e da qui proviamo a ripartire. Siamo già oltre tutta una serie di questioni che caratterizzano molta riflessione letteraria e di poetiche dei nostri giorni. Il plot della Febbre è quello di un'inverosimile post-apocalissi picaresca, che gioca felicemente con i sottogeneri affiancando venature pulp, sentimentali, cyber e fantasy: una sorta di Pianeta irritabile volponiano in versione trash-pop, passato attraverso South park e Maurizio Cattelan, che grazie alla fisicità prevalente delle immagini, alla concretezza delle situazioni, alla prevalenza dell'azione e alla fresca immediatezza dei pensieri e dei modi di dire dei personaggi (spesso argutamente idiolettali), tiene sempre alta la sorpresa e il livello di sospensione dell'incredulità. Il corso dell'azione corrisponde per lo più al succedersi di situazioni memorabilmente strampalate e ridicole, grottescamente narrate senza alcuna enfasi: da cui l'effetto ironico di fondo di tutto libro, la sua forza sfacciatamente sardonica, il suo essere seraficamente sfottente verso il lettore (e verso il contemporaneo tutto), un po' come lo era stato Lynch verso lo spettatore della serie di Twin peaks. Tutto ciò è senz'altro facilitato dalla scelta della voce narrante del romanzo, la cui prospettiva sempre candidamente esplicita e "diretta" e la cui corrosiva naturalezza di pronuncia fanno lontanamente pensare a certe strategie primo-malerbane sul punto di vista.

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