Editore: Castelvecchi
Collana: Le torpedini
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 14 febbraio 2008
Pagine: 169 p., Brossura
  • EAN: 9788876152351
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Recensioni dei clienti

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    manlio sarra

    28/07/2011 17:05:31

    Molto bello, strano. Si legge come se si stesse fuggendo da qualcosa. Una favola davvero nera. Catrame e liquirizia.

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    Alessandro Broggi

    19/04/2011 18:13:26

    Quello di Francesca è, credo, un percorso perfettamente originale, che ammiro molto. La sua è una scrittura libera e coraggiosa a più livelli, disinibita rispetto alla maggior parte degli istituti tradizionali di genere, a suo modo "post-letteraria". Un scrittura che, con sapiente falsa ingenuità, accetta di farsi carico senza remore della leggerezza del grado zero del nostro colloquiale quotidiano intriso dei linguaggi e degli immaginari più beceri della comunicazione "spettacolare" e di consumo, dato ormai come assodato, vincente: il mondo è così e da qui proviamo a ripartire. Siamo già oltre tutta una serie di questioni che caratterizzano molta riflessione letteraria e di poetiche dei nostri giorni. Il plot della Febbre è quello di un'inverosimile post-apocalissi picaresca, che gioca felicemente con i sottogeneri affiancando venature pulp, sentimentali, cyber e fantasy: una sorta di Pianeta irritabile volponiano in versione trash-pop, passato attraverso South park e Maurizio Cattelan, che grazie alla fisicità prevalente delle immagini, alla concretezza delle situazioni, alla prevalenza dell'azione e alla fresca immediatezza dei pensieri e dei modi di dire dei personaggi (spesso argutamente idiolettali), tiene sempre alta la sorpresa e il livello di sospensione dell'incredulità. Il corso dell'azione corrisponde per lo più al succedersi di situazioni memorabilmente strampalate e ridicole, grottescamente narrate senza alcuna enfasi: da cui l'effetto ironico di fondo di tutto libro, la sua forza sfacciatamente sardonica, il suo essere seraficamente sfottente verso il lettore (e verso il contemporaneo tutto), un po' come lo era stato Lynch verso lo spettatore della serie di Twin peaks. Tutto ciò è senz'altro facilitato dalla scelta della voce narrante del romanzo, la cui prospettiva sempre candidamente esplicita e "diretta" e la cui corrosiva naturalezza di pronuncia fanno lontanamente pensare a certe strategie primo-malerbane sul punto di vista.

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