Recensioni Febbre

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    20/11/2020 21:26:08

    Febbre è un'autobiografia piuttosto brutale. Sento di trovare molto difficile il giudicare il vissuto di qualcuno che - è vero - ha scelto di esporsi ma che comunque rimane un essere umano come me, come mi sentirei se giudicassero la mia vita e le mie scelte? Comunque, Febbre è un'autobiografia di Bazzi, si svolge su due linee temporali: nel 2016 quando Bazzi scopre di essere sieropositivo, l'altra linea segue la sua vita da bambino ad adolescente, in un contesto famigliare complicato e un ambiente, quello delle case popolari, non facile da affrontare, che fa quasi paura. Unica nota negativa. Non ho particolarmente amato lo stile, personalmente non apprezzo i periodi troppo brevi e i frequenti a capo, rendono la narrazione un po' spezzata. Ho amato Febbre perché è crudo e reale, tratteggia una realtà, quella delle zone dell'hinterland milanese più in difficoltà, che esiste, che vive e che troppo spesso viene dimenticata. L'ho amato anche perché è il modo in cui Bazzi prende in mano la sua condizione di sieropositivo e ne diventa "padrone". Non è propriamente un modo per dire "io non mi identifico solo con il virus, non sono l'HIV", è più un modo di uscire dall'ombra, per dire "esisto", noi sieropositivi ci siamo, siamo nelle vostre vite e abbiamo vite normali, conviviamo con l'HIV. È un modo per riportare l'attenzione su una condizione la cui percezione generale è rimasta ferma agli anni Ottanta dove la sieropositività equivaleva a morte. Quindi ringrazio Bazzi per averci regalato la sua esperienza, per aver aperto le porte della sua mente e dei suoi ricordi, anche i più brutali.

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    12/11/2020 00:34:43

    Libro che parla in modo molto intimo e sincero della sua esperienza personale, e di come sta riuscendo a superare questo ostacolo. Scritto molto fluidamente.

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    06/11/2020 16:49:19

    Soprattutto scritto molto bene. A parte la storia personale, allucinante come purtroppo tante altre, penso a quante persone possono rispecchiarsi nelle sue ansie, paranoie, depressioni. Uno spicchio di umanità, fra lacerazioni, contraddizioni, sentimenti confusi ma pur sempre sentimenti in un mondo che li sta perdendo. La sua storia mi fa riflettere quanto è importante, nonostante la crudeltà che la vita gli ha offerto e la conseguente autocommiserazione, "l'anelito" a voler cambiare la propria storia, a dare spazio al positivo.

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    05/11/2020 14:59:50

    la storia è semplice e cruda ma piuttosto piatta e priva di slancio narrativo ed empatia con il lettore. A mio parere più coinvolgente la descrizione dell'hinterland di Rozzano, con ambienti e personaggi reali.

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    20/10/2020 18:54:04

    Jonathan tratta tematiche molto delicate con tatto ed ironia. Un libro da leggere assolutamente.

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    16/10/2020 15:10:32

    "Prendere nota: la mente è più pericolosa di tutto quello che la circonda, i problemi veri sono quelli che lei - artigiana, falegname, burattinaia - si costruisce da sola. Teatro delle ombre. Ogni cosa che viene dall'esterno è risolvibile, la si può scansare, attraversare. Ma se è la mente stessa a diventare ostile, dove te ne vai? Cosa affronti, dove ti sposti? Energie in eccesso: liberarle, condividerle, mandarle nel mondo. Altrimenti ti si ritorcono contro." Sono stata sveglia fino a notte fonda perché avevo fame di questo libro. Il piacere della lettura si è tramutato presto in necessità di conoscere, comprendere, avere più spunti di riflessione. Luogo fondamentale è Rozzano, che è "[...] Sud senza il calore del Sud", luogo ostile, ottuso, soffocante e violento, in cui è bello tornare solo perché non ci si vive più. In contrapposizione a Rozzano ci sarà poi Milano, città di opportunità, libertà e consapevolezza. "Febbre" è un libro duro, è un pugno alla bocca dello stomaco. Ti prende per le spalle e ti scuote, ti costringe ad avere a che fare con delle realtà che normalmente sono taciute: la sieropositività, la periferia, la balbuzie, l'ansia, la paura di fallire e tanto altro. Tutti questi temi sono esposti con uno stile asciutto, i periodi sono brevi e conferiscono alla narrazione un ritmo incalzante, per cui diventa davvero impossibile staccare gli occhi dalla lettura.

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    15/09/2020 11:10:39

    Un esordio sconvolgente. La scrittura di Jonathan Bazzi non usa scorciatoie e arriva dritta e cruda a solleticare i pensieri e il credo del lettore. Il suo percorso autobiografico si scaglia forte contro lo stigma dell’HIV rivelandone tutte le radici e raccontando il dolore con un’intensità che costringe chi legge a porsi tante domande. Consiglio di leggere “Febbre” e di seguire Bazzi sui social e negli articoli che scrive per riviste e giornali

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    23/08/2020 08:43:34

    Libro scritto nel modo giusto che trasmette al lettore l'angoscia e l'impotenza di fronte a una causa sconosciuta. Arrivati alla diagnosi sentiamo la liberazione da questo peso. Finalmente capiamo i motivi e troviamo un equilibrio.

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    xR
    20/08/2020 18:45:29

    Un romanzo particolare e sicuramente atipico. Due fasi diverse della vita che vengono raccontate parallelamente: il Johnathan bambino e poi ragazzo che cerca di trovare il suo posto in una Rozzano che non fa per lui, contro l'uomo ormai trentenne che scopre di avere l'HIV e impara a conviverci. Ciò che ho più apprezzato è sicuramente lo stile adottato da Bazzi: una scrittura rude, diretta, a volte fin troppo esplicita e ai limiti del volgare. Nonostante ad alcuni possa risultare inappropriata, a mio avviso è l'unico registro utilizzabile per poter raccontare con efficacia e in maniera immediata una tematica estremamente delicata e altrettanto taciuta come se fosse ancora un tabù. Nota di merito all'autore che ha saputo mettersi a nudo con coraggio, esponendosi consapevolmente ai pregiudizi ahimè fin troppo frequenti. L'unica cosa che mi ha fatto abbassare il punteggio è che, nonostante all'inizio non riuscissi a staccarmi dal libro, poi un po' sì è perso nel racconto.. ho avuto l'impressione che in alcuni punti abbia "allungato il brodo" in maniera non necessaria, con il risultato che l'impatto del racconto ha perso forza.

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    W77
    12/08/2020 17:31:20

    Stile modaiolo (evviva la paratassi), ma Bazzi ha buon gusto. Finale un po' deludente (non perché sospeso ma perché un po' naif).

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    31/07/2020 08:08:18

    Libro che ho trovato fantastico per tre quarti, poi sul finale mi sono un po’ persa, ha perso il mordente iniziale. E’ una lettura che mi e’ piaciuta molto, merita di essere letto.

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    22/07/2020 08:48:06

    Febbre di Jonathan Bazzi Fandango editore è un romanzo che ne racchiude due. Uno incentrato sulla scoperta della malattia, o meglio di quello strano malessere che si fa ogni giorno più invadente e destabilizzante, che impedisce di condurre un’esistenza normale, che fa abbandonare le occupazioni e le preoccupazioni giornaliere, per diventare pensiero dominante, ossessivo, unico. Fino alla diagnosi che alla fine rappresenta anche una liberazione, un sollievo. “Il terrore e il panico stanno nello spazio che precede incontri e collisioni.” L’altro è la storia di una bambino nato da una “coppia di nemici”, due persone che non avevano nulla in comune, eppure hanno riprodotto qualcuno. “Io sono il precipitato imprevisto di una storia durata niente” Un bambino cresciuto con i nonni, in una periferia degradata, con una madre giovanissima che cerca di costruirsi una vita, un padre assente, sempre atteso, sempre deludente. Un ragazzino che balbetta, che ama i giochi femminili, che scopre già all’asilo di essersi innamorato di un suo compagno di classe. Fragile, indifeso, incapace di difendersi dalla cattiveria, dalle prese in giro. Un adolescente che abbandona la scuola perché è un mondo che non solo non lo capisce e non lo accoglie, ma nemmeno lo difende. Un giovane che farà del perfezionismo e dell’assoluto il solo nodo per affrontare l’imprevisto, l’incognito, il futuro. Un romanzo che parla di vita vera, duro, eppure autentico, sincero, come la scelta di non nascondere la diagnosi, di dire a viso aperto qual è la malattia, di accettare quella sigla HIV e di farsene in qualche modo scudo e bandiera

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    20/07/2020 14:04:45

    questo libro porta con sé un messaggio importantissimo sugli stereotipi e sui pregiudizi. non riesco a mettergli la quinta stella perché le esplicitazioni mi sono sembrate non necessarie, visto che la scrittura e la tensione intorno a questa benedetta febbre funzionano bene da sole.

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    15/07/2020 10:07:54

    È un romanzo su un gay a cui viene trovato l’HIV. Non è un romanzo per me, ma l’ho voluto finire perché avevo voluto vedere se migliorava. Anzi, è stato sempre peggio. Si è detto tutto.

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    14/07/2020 18:25:19

    Il libro più bello e inaspettato di quest’anno. Una scrittura nuova, intensa e intima di cui si sentiva il bisogno. Candidato allo Strega non vincitore effettivo, ma di certo vincitore morale.

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    10/07/2020 19:37:48

    Febbre è un romanzo pop, dalla scrittura moderna, veloce, accattivante che affronta con rigore, talvolta brutale, la denuncia di una vita all’insegna della diversità e del disagio fin dall’ infanzia. La vita complicata e maledetta di un’adolescente omosessuale che vive nell’hinterland milanese che è perversa miscela di violenza, ignoranza e degrado. E soprattutto la denuncia della malattia, l’HIV. Un racconto coraggioso, mai pedante, mai melenso, condito di una certa ironia e di una grande consapevolezza. Jonathan, il protagonista, trova la forza e soprattutto trasmette la forza di un grande riscatto, insegna la capacità di sapersi rialzare dalle ferite della discriminazione, dalle offese degli uomini e della malattia, riuscendo a recuperare lo sguardo rivolto al futuro. Una forte storia autobiografica che regala ai lettori il grande debutto di Jonathan Bazzi.

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    08/07/2020 15:31:52

    L'ho comprato per due motivi: perché parla di Rozzano, un paese un po' malfamato vicinissimo a Milano, e perché mi intrigava l'argomento. Le storie dei gay - e spero di non stare dicendo niente di politicamente scorretto - sono sempre a tinte più forti di quelle degli etero. In particolare i loro amori sono più intensi, il sesso più sfrenato, le vite meno "normali", o almeno sorprendenti quando parlano della quotidianità. Qui c'è poi il tema dell'HiV, una malattia che ancora stigmatizza, benché per fortuna oggi ci si possa convivere. Avevo letto altri libri sul tema, di solito li leggo molto in fretta, mi appassionano. Quanto alla scrittura di Bazzi, in effetti non è niente di nuovissimo né di stupefacente, ma è molto lineare e scorrevole mi sembra che come esordio non sia affatto male. E' un memoir, e c'è chi dice che non è proprio come scrivere un romanzo perché non si inventa nulla, ma si deve ugualmente avere un senso del ritmo, saper catturare il lettore, e questo libro ci riesce. E' stato criticato perché "ci vuole descrivere" tutti i personaggi di Rozzano. In effetti ce ne sono tanti e spesso sono poco più che macchiette, ma non mi è dispiaciuta questa carrellata di tipi umani: per quanto sopra le righe, non sembrano finti. Hanno un'autenticità che dona loro umanità.

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    07/07/2020 13:11:58

    Jonathan è nato in un quartiere periferico, costituito da grandi palazzi di cemento che accolgono persone umili. Lui è stato concepito da una coppia giovanissima, la cui relazione probabilmente non sarebbe durata a lungo e non sarebbe sfociata di certo in un matrimonio. Ed è stato in ogni caso un matrimonio durato poco, che ha determinato il trasferimento di Jonathan dai nonni materni. La madre bambina di Jonathan ha dovuto buttarsi anima e corpo nel lavoro ed il bambino, cresciuto dai nonni, ha sempre vissuto con un senso di vuoto, determinato da una madre assente e da un padre che non ha mai avuto voglia di mantenere affetti stabili. In tutto ciò, Jonathan ha sempre manifestato un problema di balbuzie che lo ha ostacolato nello stringere amicizie e ben presto si è accorto di essere attratto dai ragazzi. Nel 2016, quando ormai vive a Milano ed ha una relazione stabile con Marius, una febbre persistente si manifesta, togliendogli pian piano le forze. Questo senso di spossatezza, lo induce a ricercare la causa della febbre, prima su Internet, e poi rivolgendosi al suo medico. Jonathan comincia a pensare di essere stato colpito da una malattia grave, più ricerca e più scopre infinite possibilità, una più terribile dell'altra. La sua ansia cresce e la sua febbre continua a persistere, indebolendolo sempre più. Finché arriva il risultato dell'HIV. Sí, Jonathan è sieropositivo, ma ci sono anche dei nodi psicologici da sciogliere. Bisogna rivivere la propria storia, far pace con sé stesso ed ammettere di non essere un supereroe, ma un essere normale pieno di debolezze, con un'infanzia fatta di mancanze e di silenzi che hanno intaccato la capacità di socializzazione, solo così è possibile ricominciare a vivere con serenità e prendere coscienza di sé e della propria forza interiore. Un libro intimo, senza alcun filtro, che cattura il lettore e loconduce per mano dentro questo viaggio introspettivo che inizia nell'infanzia e finisce in un momento di magica stabilità emotiva.

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    04/07/2020 19:17:40

    Quoto la recensione di Giacomo. La storia merita attenzione e l’autore ispira onestà e sensibilità. Ma la letteratura è un’altra cosa. Oserei dire che non basta una storia forte, se non c’è una rielaborazione, uno stile. Ma evidentemente per l’industria libraria ( non uso la parola “letteraria” di proposito) di oggi, basta, avanza e arrivi in finale allo Strega. Più che un libro, sembra la giustapposizione di pagine di un blog scritto senza pensarci troppo. La punteggiatura è usata malissimo, le frasi troppo brevi sono fastidiose. Candidatura inspiegabile.

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    04/07/2020 09:59:30

    Storia di una fuga da un ambiente violento e da un passato famigliare che avrebbero potuto stritolare il protagonista. La febbre come sintomo di un disagio profondo, dell'impossibilità di trovare il proprio posto nel mondo. Il desiderio primario di nascondersi, per la vergogna di appartenere a un mondo degradato; poi la volontà di mostrarsi a tutti con le proprie ferite e le proprie debolezze: un'uscita dagli inferi mediata dalla cultura. Libro sincero, giocato su due linee temporali che alla fine si incontrano.

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    21/06/2020 00:34:11

    E' una storia profondamente toccante scritta da un uomo sensibile e sicuramente molto buono e di grande onestà intellettuale. Ma non è uno scrittore, non sa gestire lo stile, il libro sembra uno di quei best-seller scritti tutti in discorso diretto. La cosa positiva di ciò è però ancora una volta la sua onestà: Bazzi è un giovane originario della periferia milanese che parla con il linguaggio di quei quartieri. Ma non riesce a farlo con maestria, "parla come mangia" ma nulla più. Non l’avremmo fatto arrivare tra i finalisti del premio Strega, dove un tempo arrivavano scrittori come Pavese o Gadda (e lo diciamo con totale disinteresse personale), anche se i temi di cui parla, l’omosessualità e l’infezione da HIV, sono di grande importanza e meritano attenzione. Il protagonista cresce tra pregiudizi e violenza psicologica nella triste periferia milanese di Rozzano. Durante la prima giovinezza cerca l’amore romantico quasi disperatamente, ma passa da una delusione all’altra e spesso finisce a letto con persone sconosciute, sotto la spinta del desiderio sessuale, che sente quasi come una condanna, ed è forse da una di queste che viene infettato. Non si può non voler bene a questa persona, delicata e innocente, e così sfortunata. Ma per oggettività bisogna dire: la letteratura ha anche aspetti tecnici, come ogni mestiere richiede competenza. In “Febbre” troviamo solo il difficile “mestiere di vivere”.

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    16/06/2020 11:03:06

    Da leggere. Una storia di vita importante, narrata bene

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    08/06/2020 21:20:10

    Una storia moderna, con uno stile graffiante e molto simile al parlato. Una storia di riscatto da un ambiente chiuso e violento grazie alla cultura e all'ironia. Copertina: 4 Storia: 5 Stile:4

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    08/06/2020 20:15:01

    HIV e cap 20089. Passato e presente. La febbre e la vita. In questo romanzo, una storia autobiografica, dopo un'infanzia ed adolescenza difficile il protagonista si ritrova a 31 anni nel 2016 sieropositivo. Il libro è diviso in capitoli che si dividono in linee temporali diverse: Jonathan bambino che cresce in una Rozzano che lo odia e lui odia e Jonathan adulto alle prese con una febbre che non va via. Da una vita famigliare difficile vissuta con i nonni nel Bronx di Milano, dove necessitava di affetto ed attenzioni che i genitori non gli danno e cresce piuttosto isolato non giocando con i ragazzi della sua età, ma preferendo giochi da femmina, alla vita vissuta a Milano dove frequenta l'Università e da lezioni di yoga per guadagnarsi da vivere e dove un giorno si ritrova con una una febbre spossante. Nel libro il protagonista non ha filtri, è schietto, senza vergogna e senza paura di mostrare le sue debolezze ed insicurezze si racconta esprimendo il suo disagio, la sua ansia e altri suoi stati d'animo in cui a volte capita di ritrovarsi durante la lettura. "Davanti al pregiudizio alzare la posta: meglio tacere? Lo sapranno anche i muri". Il blackout di Bazzi è stata una lettura che si prestava alla quarantena. Una terra, la nostra, paragonata alla Rozzano, con l'aggiunta di un virus e con la scrittura di un autore senza maschera che non voleva vivere la vita con una mascherina, ma nella libertà del suo essere, essere sé stesso! Ed ecco che si parla di bullismo, malattia, omosessualità, diversità, balbuzie, di difficoltà ad accettarsi e del rifiuto da parte degli altri. L'unica cosa che non si può cambiare sono i parenti, si dice in questo libro e nella vita, tuttavia anche la malattia capita senza che si possa scegliere. La scrittura è travolgente, c'è del folklore nelle battute di una nonna meridionale, c'è un potpourri di emozioni che sono la febbre di tutti! Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    08/06/2020 19:26:40

    BELLISSIMO. Complimenti all'autore. Il libro di Jonathan è un'apertura su un mondo sconosciuto ai più. Un mondo nel quale chiunque a paura di finire ma che razionalmente vede lontano. Parlando della propria storia e basando quindi su eventi realmente vissuti induce il lettore a prendere coscienza in maniera più approfondita di quali sono i problemi che in un qualsiasi momento la vita può porci davanti e avere la testimonianza di come affrontarle e combatterle senza abbattersi. Complimenti davvero, bellissima trama e modo di esposizione. Copertina: 5 Storia: 5 Stile: 5

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    08/06/2020 18:42:16

    Già dalla copertina, questo libro giunge al cuore del lettore, e anticipa un tema toccante, duro e a tratti molto crudo. Con il suo stile, a tratti poetico, l'autore analizza il percorso di vita e la presa di coscienza di un ragazzo, l'accettazione del suo Io più vero nonostante la discriminazione verso determinate categorie, ancora presente nel 2020 nonostante i passi avanti da giganti ottenuti nei più svariati ambiti. Un romanzo di formazione, un libro che scava nelle coscienze.

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    08/06/2020 15:40:48

    La voglia di leggere Febbre nasce dal bisogno di soddisfare la curiosità, morbosa e inconfessabile, di sbirciare attraverso le tende della vita di persone come Jonathan Bazzi. I sieropositivi, gli “impuri”, le persone che si portano dietro una condizione che ha ormai ben poco di medico e molto di sociale, di stigmatizzato, di non detto. Febbre è un libro crudele perché ti costringe a fare i conti con la tua mediocrità, con la tua ignoranza. Ti aspetti la storia di un malato e invece è la storia di una persona, Jonathan Bazzi, che nasce a Rozzano ma con Rozzano non c’entra niente. Jonathan che ha una vita complicata, imperfetta, un padre assente e una madre che si innamora degli uomini sbagliati. Jonathan che ha avuto paura per anni e non ha mai fatto il test, ma è quasi sollevato quando scopre di avere l'HIV, che pensava di avere di peggio, che tutte le sere deve prendere una pastiglia rosa pallido per stare bene. Le parole di Jonathan Bazzi, le stesse che non sempre riescono a mettersi in fila per uscire ordinatamente dalla sua bocca balbuziente, sono una lama tagliente che disseziona le cose. Raccontare diventa un modo per separare, fare ordine; il mezzo ultimo per reclamare il diritto di esistere, di raccontare la propria storia e di raccontarla anche a te che sei arrivato all’ultima pagina con il fiato sospeso e il cuore in frantumi. Trecentoventotto pagine di resilienza e di un’umanità che parla a tutti e di tutti con una scrittura che è esattamente come chi l’ha messa su carta: vera, diretta e coraggiosa. “Le redini le tengo io, ora che posso. Luce ovunque, si veda tutto. (...) Ho deciso di essere un sieropositivo che si lascia individuare, che racconta più che lasciarvi immaginare". Copertina: 4 | Storia: 5 | Stile: 5

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    08/06/2020 15:08:52

    La diagnosi non è l'uomo che la riceve, non mette da parte tutto ciò che è la vita di un uomo prima di riceverla; ma è proprio quello che accade al protagonista di questo libro. Una continua ricerca di un qualcosa che si ha dentro di sé e che si fa notare attraverso una febbre che non passa. Ma se si pensa che sia questo il fulcro della storia allora ci si sbaglia: l'autore racconta se stesso attraverso la diagnosi e nonostante la malattia, ci permette di fare un viaggio nei suoi ricordi attraverso gli anni, scrivendo in modo alquanto elementare ma ammaliante allo stesso tempo. È un libro che non ti aspetti, ma che ti farà trattenere il fiato fino all'ultima pagina. Copertina: 5 Storia: 4 Stile: 2

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    08/06/2020 14:03:00

    La scoperta di essere sieropositivo, in seguito ad una febbre persistente, induce l'autore a raccontare la propria storia. Figlio di genitori separati giovanissimi, Jonathan viene allevato dai nonni e si trova a fare le proprie scelte di vita nell'ambiente degradato di una periferia milanese popolata da persone povere e disagiate. Storie di droga, di criminalità e di emarginazione sono ricorrenti e il cedimento a certe abitudini di vita sembra inevitabile. Jonathan, però, sente il richiamo della propria volontà e fa di tutto peri tirarsi fuori da ogni fatalismo. Riesce, infine, a trovare la via di salvezza sfruttando doti naturali che lo rendono diverso dai coetanei. L'omosessualità, l'ironia e la cultura sono per lui dei punti di forza e tutto viene raccontato con coraggio, con sincerità a volta brutale e con un'apprezzabile potenza espressiva. Copertina: 5 Storia: 4 Stile:5

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    08/06/2020 12:06:31

    La febbre della malattia, di una malattia silenziosa che si rivela e sconvolge, prima di riportare la calma. La febbre della crescita nel quartiere di Rozzano, quartiere popolare e pieno di personaggi singolari. La Febbre della ricerca di un posto ed un ruolo nella vita. Autobiografia romanzata di un giovane autore da leggere assolutamente. STORIA:5 STILE:5 COPERTINA:4

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