Chiudi

Siamo spiacenti si è verificato un errore imprevisto, la preghiamo di riprovare.

La festa del ritorno - Carmine Abate - copertina

La festa del ritorno

Carmine Abate

Con la tua recensione raccogli punti Premium
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente
Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 21 ottobre 2014
Pagine: 173 p., Brossura
  • EAN: 9788804644590
Salvato in 7 liste dei desideri

€ 14,25

€ 15,00
(-5%)

Punti Premium: 14

Venduto e spedito da IBS

spinner

Disponibilità immediata

Quantità:
LIBRO
Aggiungi al carrello
spinner
PRENOTA E RITIRA Verifica disponibilità in Negozio

La festa del ritorno

Carmine Abate

Caro cliente IBS, da oggi puoi ritirare il tuo prodotto nella libreria Feltrinelli più vicina a te.

Verifica la disponibilità e ritira il tuo prodotto nel Negozio più vicino.

Non siamo riusciti a trovare l'indirizzo scelto

Prodotto disponibile nei seguenti punti Vendita Feltrinelli

{{item.Distance}} Km

{{item.Store.TitleShop}} {{item.Distance}} Km

{{item.Store.Address}} - {{item.Store.City}}

Telefono: 02 91435230

{{getAvalability(item)}}

Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:0{{item.FirstPickUpTime.minute}} Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:{{item.FirstPickUpTime.minute}}
Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:0{{item.FirstPickUpTime.minute}} Prenota ora per ritirarlo oggi dalle {{item.FirstPickUpTime.hour}}:{{item.FirstPickUpTime.minute}}
*Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva

Spiacenti, il titolo non è disponibile in alcun punto vendita nella tua zona

Compralo Online e ricevilo comodamente a casa tua!
Scegli il Negozio dove ritirare il tuo prodotto
Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una email di conferma Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una email di conferma
Recati in Negozio entro 3 giorni e ritira il tuo prodotto

Inserisci i tuoi dati

Errore: riprova

{{errorMessage}}

Riepilogo dell'ordine:


La festa del ritorno

Carmine Abate

€ 15,00

Ritira la tua prenotazione presso:


{{shop.Store.TitleShop}}

{{shop.Store.Address}} - {{shop.Store.City}}

Telefono: 02 91435230


Importante
1
La disponibilità dei prodotti non è aggiornata in tempo reale e potrebbe risultare inferiore a quella richiesta
2
Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}}) Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}})
3
Per facilitarti il ritorno in libreria, abbiamo introdotto un nuovo servizio di coda virtuale. Ufirst ti permette di prenotare comodamente da casa il tuo posto in fila e può essere utilizzato in tante librerie laFeltrinelli, fino a 30 minuti prima della chiusura del negozio. Verifica qui l'elenco aggiornato in tempo reale dove è attivo il servizio ufirst.
4
Una volta ricevuta la mail di conferma, hai tempo 3 giorni per ritirare il prodotto messo da parte (decorso questo termine l'articolo verrà rimesso in vendita)
5
Al momento dell'acquisto, ai prodotti messi da parte verrà applicato il prezzo di vendita del negozio

* Campi obbligatori

Grazie!

Richiesta inoltrata al Negozio

Riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

Entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}} riceverai una Email di avvenuta prenotazione all'indirizzo: {{formdata.email}}

N.Prenotazione: {{pickMeUpOrderId}}

La festa del ritorno

Carmine Abate

€ 15,00

Quantità: {{formdata.quantity}}

Ritira la tua prenotazione presso:

{{shop.Store.TitleShop}}

{{shop.Store.Address}} - {{shop.Store.City}}

Telefono: 02 91435230


Importante
1 La disponibilità dei prodotti non è aggiornata in tempo reale e potrebbe risultare inferiore a quella richiesta
2 Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:0{{shop.FirstPickUpTime.minute}}) Solo al ricevimento della mail di conferma la prenotazione sarà effettiva (entro le {{shop.FirstPickUpTime.hour}}:{{shop.FirstPickUpTime.minute}})
3 Per facilitarti il ritorno in libreria, abbiamo introdotto un nuovo servizio di coda virtuale. Ufirst ti permette di prenotare comodamente da casa il tuo posto in fila e può essere utilizzato in tante librerie laFeltrinelli, fino a 30 minuti prima della chiusura del negozio. Verifica qui l'elenco aggiornato in tempo reale dove è attivo il servizio ufirst.
4 Una volta ricevuta la mail di conferma, hai tempo 3 giorni per ritirare il prodotto messo da parte (decorso questo termine l'articolo verrà rimesso in vendita)
5 Al momento dell'acquisto, ai prodotti messi da parte verrà applicato il prezzo di vendita del negozio

€ 8,10

€ 15,00

Punti Premium: 8

Usato di Libraccio.it venduto da IBS

spinner

Disponibilità immediata

Garanzia Libraccio
Quantità:
LIBRO USATO
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

"Sembra che tutto nasca da quel fuoco crepitante e dallo sciame di scintille sollevate dal vento notturno" scrive il critico Alfonso Berardinelli a proposito della Festa del ritorno. Ed è proprio così: in questo racconto di un padre e di un figlio Carmine Abate porta la temperatura della narrazione e quella della sua lingua a un punto di perfetta fusione, regalandoci un romanzo sospeso tra il realismo di vite scandagliate nella loro quotidiana fatica e l'incanto che nasce dallo sguardo di un bambino. Marco, il giovane protagonista di queste pagine, dà voce per noi alla meraviglia di crescere in una terra piena di profumi e sapori - la Calabria arbèreshe che è il nucleo immaginativo fondamentale della narrativa di Abate - e insieme racconta lo struggimento e la rabbia per la lontananza del padre emigrante. Saranno proprio le parole nate intorno al grande fuoco di Natale a suggellare un disvelamento del padre al figlio e del figlio al padre, in un passaggio del testimone tra generazioni che ha il passo epico di una grande favola iniziatica. La lingua che Abate intesse mescolando termini arbèreshe, dialetto, italiano crepita in ogni pagina e riverbera emozioni di grande potenza. A dieci anni dalla sua prima edizione nella "Piccola Biblioteca Oscar", con la quale vinse il premio selezione Campiello, ecco una nuova edizione di questo romanzo, che è una storia d'amore, un racconto di formazione e una testimonianza sulla nostra emigrazione.
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

4,5
di 5
Totale 24
5
13
4
9
3
1
2
0
1
1
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    Carol

    22/03/2020 15:10:01

    Un romanzo a due voci, quella del padre e del figlio, che raccontano però la stessa storia: quella della mancanza, della nostalgia, della separazione, dell'amore per la famiglia e per la propria terra. Da una parte il padre, dilaniato dall'esigenza di dover emigrare in Francia per avere un lavoro ben pagato e il desiderio di rimanere nel suo paesino d'origine, che però non ha nulla da offrirgli, per restare vicino alla sua famiglia e occuparsene. Dall'altra il figlio, anche lui dilaniato dall'amore fortissimo verso questo padre quasi sempre assente e dalla rabbia che prova nei suoi confronti ogni volta che lo vede fare la valigia. Arriverà a comprendere finalmente la scelta del padre, dopo che un episodio drammatico renderà entrambi più consapevoli dei propri sentimenti. Sullo sfondo un paesaggio vivo, la natura, gli animali, i fenomeni atmosferici descritti nel dettaglio, e le tradizioni e la lingua della comunità arbaresh che caratterizzano le opere di questo scrittore. .

  • User Icon

    Francesca S.

    08/03/2019 22:33:49

    Grazie a questo libro ho scoperto l’esistenza della comunità arbëresh nel sud Italia! È un romanzo molto piacevole in cui l’autore riesce a raccontare la difficoltà, il dolore e il disagio di un padre che deve lasciare la propria famiglia per lavorare. In poche pagine l’autore riesce ad affrontare il tema importante e sempre più attuale dell’emigrazione. Da leggere!

  • User Icon

    faffa

    02/03/2015 15:34:58

    La bellezza del romanzo verte su questo lungo racconto del padre Tullio, davanti al fuoco di Natale sul sagrato della chiesa di Hora in attesa della nascita del Bambinello, al figlio Marco, ormai tredicenne e al quale spetta la sua prima birra. Per Marco, in occasione delle festività natalizie, il ritorno del padre è una festa: il padre è emigrante in"Froncia",lavora come operaio nei cantieri edili;la"Froncia",fino all'episodio fatale che segna il passaggio dall'infanzia all'età adulta di Marco, per Tullio è un richiamo del sangue.La"Froncia"per lui è il luogo dell'amore e il luogo dove affonda le sue radici Elisa. Elisa è figlia e sorella,è amata da tutti ed è difesa strenuamente da suo fratello Marco. Elisa studia all'università di Cosenza,è misteriosa quanto fragile, commette un errore di cuore perché, in fin dei conti, è alla ricerca di parte della sua esistenza che,infine,troverà. Le immagini del romanzo possono apparire semplici, ma nella loro"semplicità"sono vivide, capaci di trasmettere la forza dei sentimenti di tutti i personaggi ed in particolar modo quelli di Tullio, di Marco, di Elisa e della cagnolina Spertina cui niente sfugge neanche, da un inverno all'altro, l'arrivo in paese di Tullio. Inoltre,il fascino del romanzo deriva anche dalle usanze e dalla lingua della comunità arberesche che è parte integrante del Sud Italia: quel Sud Italia vittima, tra Ottocento e Novecento, dell'emigrazione, vittima della lontananza tra padri e figli, tra mogli e mariti, vittima delle dicerie popolari, vittima di chi, per rabbia ed impeto, si fa giustizia da sè, vittima dell'omertà, vittima di chi si nasconde per mascherare i suoi illeciti e le sue frodi economiche ed amorose; quel Sud Italia che, però, non abbandona le sue tradizioni, le sue origini e il forte legame di sangue che lega i componenti di una famiglia, nonostante la lontananza dovuta all'immigrazione.

  • User Icon

    adriana

    20/02/2015 11:35:03

    Bellissimo come tutti gli altri di Abate

  • User Icon

    Aldo

    21/12/2014 17:01:57

    Un romanzo commovente, profondo, maturo sul rapporto padre-figlio, separati dall'emigrazione. Recensito da Valeria Parrella come "un classico della letteratura di questo secolo" e scelto alla prima uscita come uno degli otto romanzi migliori del Novecento sul tema del lavoro (per i 100 anni della CGIL, come rivela l'autore nella Postafazione), è un libro che meglio di tanti saggi scandaglia il mondo dell'emigrazione. Qui di "sempliciotto" c'è solo il giudizio della lettrice "Lina", che forse ha letto solo la frase in copertina. Da non perdere.

  • User Icon

    Lina

    11/12/2014 20:05:58

    romanzo sempliciotto e prevedibile. se poi Mondadori stampa le righe finali sulla quarta di copertina...soldi sprecati.

  • User Icon

    adriana

    14/05/2014 14:10:28

    Bello anche questo. Ne ho già letti alcuni e mi sono tutti piaciuti. I personaggi, il paesaggio, l'atmosfera, i colori, gli odori e anche i sapori sono resi sempre benissimo. Ne ho comprati altri che leggerò presto, certa di non restare delusa.

  • User Icon

    Elena.

    01/01/2014 20:39:02

    Sto leggendo tutti i libri di questo autore che mi ha incantata con "tra due mari" che fu il primo. Altrettanto bello, lieto, piacevolissimo anche questo. Le storie di questi personaggi semplicissimi in questa nostra terra del sud incantano. Consigliato.

  • User Icon

    Melania

    03/09/2013 15:21:02

    Bellissimo! Un gioiellino!!!

  • User Icon

    marcello

    03/10/2012 18:37:57

    Buono,buono,buono da leggere!

  • User Icon

    valerioboing

    21/04/2012 19:27:28

    Un piccolo capolavoro italiano!

  • User Icon

    Adriano

    29/04/2010 23:46:38

    Dopo aver letto l'ultimo sorprendente libro di questo autore, "Vivere per addizione e altri viaggi", mi sono ripromesso di leggere anche gli altri usciti negli Oscar. "La festa del ritorno" è un romanzo struggente e avvincente (con un inaspettato colpo di scena finale) che narra la separazione forzata tra un padre e un figlio da un originale sguardo doppio. La lingua è poetica e concreta a un tempo, senza un aggettivo in più o in meno, praticamente perfetta. Un grande autore, anche a me sconosciuto fino a pochi mesi fa.

  • User Icon

    Ilydily

    23/04/2010 15:11:49

    Un autore e un titolo a me sconosciuti… ma è stata proprio una bella scoperta. È un libro amaro, crudo ma dolce allo stesso tempo. Ci sono i forti legami familiari del meridione da un lato e le difficoltà sociali e di vivibilità dall’altro. Molto intenso e concreto. Lodevole anche perché mette in luce una minoranza etnica in italia, l’ arbereshe, forse non molto conosciuta.

  • User Icon

    egomar

    22/09/2009 17:01:02

    Bel libro davvero. Ben scritto. Vola via pagina dopo pagina lasciando belle sensazioni nella prima metà. Poi resta sempre interessante.

  • User Icon

    william_wallace76

    08/05/2006 10:40:02

    Sapido come ogni prelibatezza calabra, debitamente, citata tra le pagine ariose, questo gradevole romanzo, inebria giocoso, papille, pupille, viscere ed arterie. Ben fatto, davvero!

  • User Icon

    Raffaella

    13/03/2006 11:43:08

    Gran bel libro! Sapore di cose buone! Leggevo e vedevo i personaggi,sentivo il calore del fuoco! Fantastico!

  • User Icon

    Giuliopez

    20/02/2006 12:46:33

    Originalissimo e piacevolissimo romanzo! Devo sottolineare che il libro, che ho divorato in due giorni, mi ha sopreso sia per la particolarità dello stile che per la coinvolgente e struggente trama, che preferisco non riassumere dato che vale davvero la pena leggere il breve romanzo. Anche le frasi in arabesh non disturbano affatto, anzi mi hanno fatto conoscere è una realtà etnico-storica di cui ignoravo l'esistenza. Complimenti allo scrittero calabrese che so residente nella (mia) provincia di Trento.

  • User Icon

    Lara

    27/06/2005 21:32:20

    Finalmente un calabrese che da lustro alla nostra terra!Finalmente uno scrittore che fa valere le sue origini intecciando una storia unica, scorrevole e semplice. Non siamo tutti "terroni" come troppi dicono!

  • User Icon

    Matteo

    15/06/2005 14:30:29

    Un romanzo maturo. Semplice ma impegnato. Mette in luce la realtà dell'immigrazione vista dagli occhi protagonisti del padre e del figlio. Merita.

  • User Icon

    poduje

    08/05/2005 08:11:52

    Una grandissima e piacevole sorpresa per chi non conosceva ancora questo ottimo scrittore. Una bella storia raccontata con uno stile incalzante, quasi da " giallo " ma con un graditissimo lieto fine. Storia delle tante che realmente esistono anche ai giorni nostri.

  • User Icon

    Manuel (Roma)

    24/03/2005 00:04:50

    Tutti i libri di questo scrittore calabro-arberesh-mediterraneo sono magie: per scrittura (una poesia che nasce da un accurato plurilinguismo) e per autenticità delle storie (in questo caso un rapporto intenso tra un padre e un figlio). La festa del ritorno è una festa romanzesca. Si legge in poche ore e lascia un sapore buono dentro di te per sempre.

  • User Icon

    Laura Perticucci

    17/09/2004 15:10:32

    Sentimenti forti, emozioni vivide, sguardi che parlano la lingua che troppe parole non potrebbero spiegare, bambini già adulti nelle riflessioni e con dentro una voglia enorme di crescere anche nel corpo, per eguagliare quanto hanno già nell'animo. Così è la gente di Calabria e così sono i personaggi de "La Festa del Ritorno", Marco in primis. Così sono le persone che vorremo incotrare almeno una volta nella vita. E a chiunque pensi che le donne in tutto questo abbiano un ruolo solo marginale, suggerisco di impararare a leggere tra le righe. Manca un giorno e si conoscerà il verdetto della giuria. Io il mio premio Campiello l'ho già assegnato.

  • User Icon

    Basile Antonio

    27/06/2004 11:38:34

    Commovente come tutti i romanzi che Carmine Abate ha scritto. Con semplicita' riesce sempre a farmi rivivere giorni lontani e felici di quando ero appena un ragazzo e vivevo a Hora e frequentavo il Bar Viola........Grazie Carmine

  • User Icon

    Bartolomeo Di Monaco

    10/06/2004 12:34:11

    Per fortuna in Italia ci sono ancora narratori che scrivono come si deve, ossia raccontando in modo intelligibile, e senza artifizi strutturali o linguistici che spesso tendono a confondere le idee al lettore. Si dice: ma ormai tutte le storie possibili sono state narrate, che altro resta da fare ad uno scrittore se non tentare nuove forme espressive? È un falso problema, poiché una medesima storia (e le storie, poi, non sono mai eguali l’una all’altra, anche se sembra) non sarà mai narrata allo stesso modo, così come noi esseri umani siamo diversi l’uno dall’altro per una varietà, forse perfino infinita, di ragioni. E questa nostra diversità, si voglia o meno, incide in qualunque cosa facciamo, sia nella vita ordinaria, che nella vita assai speciale di artista e, perché no?, di lettore. Carmine Abate è uno di questi scrittori, diventati rari da noi, che sa raccontare e sa farsi capire. Siamo a Hora, un paesino della Calabria nei pressi di Crotone, che già abbiamo incontrato ne “La moto di Scanderbeg” e c’è il tradizionale grande fuoco che si accende sul sagrato della chiesa la notte di Natale, che abbiamo visto in “Tra i due mari”, e Tullio, il padre di Marco – l’io narrante – è il vecchio che racconta una storia, al posto di Giorgio Bellusci. Frequenti vocaboli del sud e parole nella lingua italo-albanese – l’arbёreshe (“non è un dialetto, è una lingua.”) – sono la novità linguistica di questo romanzo rispetto ai due precedenti, dei quali conserva i motivi ispiratori: la figura di un avo, spesso del padre, da cui parte il tutto, e il motivo del viaggio, espressione di malinconia e di speranza ad un tempo. Per questo, non mi stancherò mai di trovare delle affinità tra Abate e Sgorlon. Del resto, tornate a leggere lo stupendo incipit de “Il trono di legno”: “Da ragazzo vissi sempre con la testa piena di vento” e confrontatelo con questa frase di Abate, riferita a Marco, l’io narrante: “Sentivo la testa leggera, un palloncino pieno di vento.” Quella che racconta Abate è una storia di emigrazione, che co

Vedi tutte le 24 recensioni cliente
  • Carmine Abate Cover

    Carmine Abate è di origine albanese ma è nato in un paese calabrese  Ora vive tra la Germania, il Trentino e la regione d'origine. Ha esordito come narratore nel 1991 con II ballo tondo, che è stato tradotto anche in Germania e in Albania. Ripubblicato nel 2000 da Fazi, ha vinto il premio Arge-Alp. Nel 1999 con La moto di Scanderbeg ha avuto un grande successo di critica e di pubblico, al quale sono seguiti altri romanzi, Tra due mari (Mondadori, 2002), La festa del ritorno, (Mondadori, 2004, finalista al Premio Campiello), II mosaico del tempo grande (Mondadori, 2005), Vivere per addizione e altri viaggi (Mondadori, 2008), Gli anni veloci (Mondadori, 2009), La collina del vento (Mondadori, 2012), Il bacio del pane (Mondadori, 2013), Il banchetto di... Approfondisci
Note legali
Chiudi