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Antonio Moresco

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 155 p. , Brossura
  • EAN: 9788804648208
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Recensioni dei clienti

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    Fabio Piero Fracasso

    11/04/2016 14.58.01

    Spiazzante per la capacità di seguire una linea priva del respiro dei capitoli e delle partizioni tradizionali ma non per questo eccentrica (nell'etimologia astronomica) o spezzata: tutt'altro, perché la trama, scarna, e gli accadimenti "collaterali", molti, costituiscono una realtà in sé, coerente, circolare, perfetta. Il decadimento fisico e psichico di Antonio, poi seguito da quello della "meravigliosa ragazza" Rosa non sono gratuiti, come mostrano di credere vari lettori, ma inestricabilmente e specularmente legati al fulgore di alcune immagini ed odori (scene d'amore, luminosità dell'ambiente, voli del colombo che osserva le vicissitudini della coppia dall'alto): insomma, una connessione per opposizione. I passaggi dalla vita alla morte alla vita, inoltre, non sono mai banali, anzi, sono anch'essi spiazzanti, con il raggiungimento di una diversa "quota" della narrazione, impensabile qualche pagina prima

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    Andrea

    27/02/2015 23.00.27

    Trama banale con tema letto e riletto dell'attrazione degli opposti, una scrittura mai originale, un angoscia riuscire a finirlo, ritmo noiosamente ripetitivo e privo di spunti! Mi era stato vivamente consigliato ma sono rimasto deluso, mi era stato paragonato a Personaggi che è una bestemmia solo nominare accanto a questo scrittore mediocre.

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    Gianpaolo Armani

    07/09/2014 15.09.38

    La prima parte tiene molto bene come originalità e descrizione dei particolari della vita del clochard. Poi però tutto si arena e si perde. Tenta di salvarsi nelle ultime sette righe. Troppo poco. Succedeva anche nel precedente "La lucina".

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    leonardo de chanaz

    26/06/2014 09.35.52

    Letto d'un fiato. Una bella favoletta, delicata, carina, a tratti dolce. Non mi lascia tracce indelebili.

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    massimo r.

    26/05/2014 15.31.56

    E' la terza recensione che invio per questo libro, vengo evidentemente "censurato" perchè dico che Moresco secondo me è sopravvalutato e questa sua fiaba è inconcludente e a tratti un po' disgustosa. Non si può?

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    Francesco

    22/02/2014 12.32.17

    E' una dolcissima fiaba. E' la storia di un vecchio, di una ragazza e di un colombo. E' la storia di chi rifiuta il mondo e ne resta fuori. E' la storia di un corpo profumato, dalla pelle vellutata, e di come ti cambia la vita. E' una storia d'amicizia. E per finire, "a chi va, nelle fiabe, la sorte meravigliosa? A colui che senza speranza si affida all'insperabile".

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    daniela tordi

    19/02/2014 17.24.33

    Racconto che insiste con molto compiacimento e per troppe pagine su un'unica nota, al punto che la sua asciuttezza... per paradosso si trasforma in barocchismo. Lento e ripetitivo. Di una lentezza e di una reiterazione che non hanno nulla della necessità poetica e tutto di una ossessività studiata, programmatica, artificiosa. Non c'è grazia in queste pagine, se non in qualche breve passaggio. Solo una desolazione esagerata, un vortice di autodistruttività poco credibile. Una parabola triste nella quale dovremmo leggere una qualche metafora, forse, se non fosse che l'impalcatura è fragile e nell'insieme si presta a sorreggere una fastidiosa retorica. La retorica dei corpi ammalorati e della resa, della perdita di senso, dell'abbandono di sè. La retorica di un amore salvifico capace di passare dalla vita alla morte alla vita... per poi arenarsi, estenuato, in una sorta di ambiguo oblio. Gli abissi esistono, non sempre reversibili, in parte rimediabili con il balsamo della vicinanza, del calore, dell'intimità. Ma per dire questo sarebbero bastate meno parole e meno cupezza. Meno esagerazione. Una bella fiaba, anche quando racconta cose strane e terribili, si regge su un'economia parca ed esatta, quasi geometrica, su una misura sapiente, su un equilibrio talmente perfetto da far scaturire visioni. Allora, qua e là, il buio si accende e la tenebra cede il passo al miracolo della luce. Una bella fiaba che sia davvero capace di scaldarci il cuore... fosse pure per un tempo breve, rubato al lungo inverno dell'umanità.

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    Egome

    13/02/2014 17.22.13

    La storia è romantica, giustamente definita 'fiaba', come quella della piccola fiammiferaia, di Cenerentola... Ma questa è decisamente per adulti, e si svolge in una atmosfera surreale (viene in mente 'Cecità' di Saramago), ma incredibilmente coinvolgente. Antonio, povero 'pazzo' barbone - ormai perfettamente abituato ed attrezzato ad una vita randagia che dura da anni - perde la testa per la 'meravigliosa' ragazza, Rosa, che fa le prime continue avances, lo porta a vivere con se e lo seduce come fosse un vecchio e sgangherato giocattolo da aggiustare per la propria soddisfazione e capriccio, ma solo finchè le fa comodo. Poi lo manda brutalmente via di casa e tutto, per il povero vecchio pazzo torna come prima, con in più la disperazione per l'amore perduto ( sarà stato un sogno ?), la solitudine più assoluta (solo un colombo ferito gli è compagno) e infine la malattia sino alla morte. Ma poi arriva per la meravigliosa ragazza il 'redde rationem' del male arrecato, con un epilogo a sorpresa, possiamo dire un ' lieto fine' che rende giustizia dei torti subiti dal povero Antonio e, tutto sommato, gratifica il lettore . Interessante ed inconsueta la descrizione dell'aldilà, del mondo dei morti che sembrano comportarsi da vivi. Bello, particolare, a tratti patetico: avrei dato 5. Il 4 è per certe descrizioni troppo crude ed eccessive anche per un adulto, particolareggiate in dettagli talvolta disgustosi (non certo da fiaba).

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    Adele

    13/02/2014 14.28.39

    Molto intenso. Nonostante le descrizioni dei personaggi ridotte al minimo indispensabile, si riesce ad entrare con tutte le scarpe nella storia. Forse il lettore si identifica con il colombo? Osserva dall'alto Antonio e Rosa per poi scomparire nel nulla, lasciando spazio ad un finale che profuma di vita e di morte.

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    Luca

    02/02/2014 12.23.38

    Premetto che ho acquistato questo romanzo solamente perché Moresco è uno degli autori che più apprezzo sul mercato italiano. Premesso questo e premesso che questo non è esattamente il mio genere, a me è piaciuto. Chi si lamenta del suo aspetto grottesco probabilmente ha compreso ben poco di quello che questo grandissimo autore volevo comunicare mediatamente questa menzogna amorosa. -Probabilmente apprezzate maggiormente chi l'esistenza umana la paragona ad un biscotto- Rispondo anche ad Alessandro: semplice vedere l'Arte solamente nella primavera, complesso è invece scovarla -e raccontarla- nelle pozzanghere autunnali. A Luigi, invece, dico semplicemente che la disperazione, in questo romanzo, è un urlo silenzioso che corre in ogni singola pagina di questo racconto ma che è proprio quest'urlo di disperazione a portare Rosa e Antonio ad amarsi e a cercarsi.

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    Subhaga Gaetano Failla

    30/01/2014 12.30.01

    Meraviglioso. Leggetelo, è un balsamo per il cuore, un elisir miracoloso. Consigliàtelo a tutti.

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    Luigi

    30/01/2014 08.47.35

    Mai letto un libro più disgustoso. Poesia? Allegoria dell'umanità? Il romanzo sembra scritto da un uomo che è preda della più nera disperazione; perché usare tanti termini crudi e descrivere tanti sfaceli corporei? Mi ha disgustato.

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    Attilio Alessandro

    30/01/2014 08.43.19

    Che dire? Una delle parole più usate da Moresco nel libro è "fetore". Da pagina 26 in poi per una diecina di pagine c'è la descrizione della doccia e del corpo...popolato da cimici lendini pidocchi parassiti e da croste raggrumate di feci attorno al....Fin che poi arriviamo nel regno dei morti ma lì tutto è veramente grottesco. Allegoria della vita? Ma per favore!!!

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    Cla

    28/01/2014 11.45.46

    Una di quelle storie talmente belle da farti male.

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