I fiori del male. Testo francese a fronte

Charles Baudelaire

Curatore: G. Bufalino
Editore: Mondadori
Collana: Oscar classici
Edizione: 2
Anno edizione: 1984
Formato: Tascabile
Pagine: 208 p.
  • EAN: 9788804225607
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Recensioni dei clienti

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    monica

    18/11/2015 10:08:14

    Concordo: la traduzione in questo caso è insufficiente, e lo è non in quanto poco precisa, ma perché il testo arrivato in italiano è stato stemperato, come se l'obiettivo del traduttore sia stato precisamente quello di soffiare via dal testo la sua carica di energia a volte violenta a volte disperata. Meglio leggere il testo originale, decisamente, e lasciarsi andare al ritmo dei versi nudi e crudi.

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    Davide Zizza

    10/02/2009 09:18:41

    Vorrei portare al'attenzione di alcuni lettori che esiste una traduzione per ogni tempo, ragion per cui una traduzione effettuata da un autore del Cinquecento su un'opera latina, per esempio, porterà degli stilemi non solo inerenti all'epoca, ma anche inerenti a quelli personali dello scrittore. Tutti, dico tutti i traduttori mettono del personale nel 'portare nell'altra lingua' perché l'oggettività linguistica è pura illusione (Saussure, che consiglierei a molti, insegna parecchio!). Baudelaire è un autore di grande spessore, ma ciò non vuol dire che la sua poesia sia perennemente intoccabile e quindi bollare dei tentativi come 'riprovevoli'. Ve lo siete tradotti da solo? Bene, facevate meglio a non tradurvelo allora, facendovi affascinare dall'originale senza ulteriori passaggi mentali! Bufalino ha tradotto secondo un suo modus scribendi che è quello del barocco, lo conosciamo bene - che sicuramente può non trovare l'accordo fra chi stima Baudelaire - ma non significa che il suo tentativo sia stato un fallimento. Tradurre è sempre tradire. Ormai è sorpassata questa vecchia nozione. E pur volendo, tradire ha la stessa radice del termine 'tradizione' (latino tradere: portare dall'altra parte); pertanto Bufalino ha portato un "analogon" tematico baudelairiano sull'altro versante del linguaggio, usando il suo barocco, che ripeto può non incontrare il gusto degli altri, ma non è per niente riprovevole perché la traduzione letteraria è un'impresa difficile, non è come riportare le noterelle di un contratto di vendita!

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    anna

    11/10/2008 15:19:32

    Concordo sull' irrispettosa e fuorviante traduzione di Gesualdo Bufalino. Ed è per questo che ho deciso di leggere il testo in francese (vincendo così la pigrizia) e di tradurlo personalmente. Anche se tradurre Baudelaire è tradire la sua immensa poesia.

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    ff

    28/02/2004 04:17:06

    Questo volume porta il fardello della traduzione compiuta da Gesualdo Bufalino. Riprovevole atto di violenza sulla forza e musicalità dell'originale. Gesto esaltato e sterile di rivoluzione sintattica, con tentativo fallito di imitazione dello spirito musicale e fluido dell'originale, gesto che lascia emergere soltanto putride revisioni e rime quanto mai stucchevoli. Consiglio, a chi finisca tra le mani questo volume, di leggere il testo francese riportato piuttosto che questa offensiva traduzione, ne resterebbe meno "impressionato"... Eiaculazione mancata! Orrore! -buona invece la versione condotta da Giovanni Raboni nel volume, sempre mondadori, collana "i meridiani", "Baudelaire - Opere". Anche se, chiaramente, in poesia poco valgono le tante traduzioni che, come dice Eco, dicono quasi la stessa cosa; e in poesia, più che in prosa, quel quasi è quanto mai pesante...

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Le liriche appassionate e intense, tese a trovare segrete corrispondenze con il mondo della natura, nell'affascinante capolavoro di Baudelaire (1821-67). Un'inconsueta alleanza tra prosa nuda e poesia pura in un'opera serrata e provocatoria che, come scrisse Hugo, "risplende e abbaglia come una stella".