Fixion

(Limited Edition)

Artisti: Trentemoller
Supporto: Vinile LP
Numero dischi: 2
Etichetta: In My Room
Data di pubblicazione: 16 settembre 2016
  • EAN: 4250382432944
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Descrizione

“Fixion” è il quarto album in studio di Anders Trentemøller. Con questo nuovo lavoro, il musicista danese ha creato un logico successore di “Lost” (2013) – un disco che per diversi aspetti è in grado di catturare la viscerale esperienza dal vivo di Trentemøller. Se “Lost” ha in qualche modo le stesse tessiture cinematiche di “Into the Great Wide Yonder” (2010), “Fixion” ha sviluppato il lato introspettivo dell’artista danese plasmandolo in un’atmosfera oscura e romantica. L’uscita del disco è stata programmata per il prossimo 16 settembre, mentre il primo singolo ‘River in Me’ è uscito il 24 giugno e vede la partecipazione di Jehnny Beth delle Savages. “Sono stato fan delle Savages fin dal loro debutto. Ho incontrato il loro produttore Johnny Hostile a un festival a Parigi e ho finito con l’invitarlo a unirsi al nostro tour. Jehnny è stato coinvolta in alcune delle date. Dopo di che, me l’ha buttata lì e mi ha chiesto di mixare il nuovo disco delle Savages. Io, Johnny e Jehnny abbiamo instaurato una vera amicizia nel frattempo, così mi è sembrato giusto chiederle di cantare in un paio di brani. Lei ha questa voce veramente intensa e unica e alla fine è stato davvero arduo, e divertente, portare quella voce dall’universo Savages fino al mio.” Il brano ‘River in Me’ sarà accompagnato dal fantastico video realizzato da RITON EMENIUS, frutto di una nuova collaborazione inter‐disciplinare tra il regista svedese Åsa Riton e l’artista, anch’egli svedese, Andreas Emenius. Il duo ha realizzato i video di tre brani tratti dal disco, mentre il solo Emenius si è occupato dell’artwork dell’album.

Disco 1
  • 1 One Eye Open
  • 2 Never Fade
  • 3 Sinus
  • 4 River In Me
  • 5 Phoenicia
  • 6 Redefine
  • 7 My Conviction
  • 8 November
  • 9 Spinning
  • 10 Circuits
  • 11 Complicated
  • 12 Where The Shadows Fall

Un messaggio per i seguaci del Trentemøller di dieci anni fa: il ragazzo l’ha rifatto. L’ultimo nato, Fixion, conferma definitivamente la febbre post-punk che tre anni fa, con Lost, ha cominciato ad attaccare le difese immunitarie del danese. Il fatto che esistano altre formazioni post-punk danesi — una su tutte, i Lust for Youth —abbastanza note da suonare all’estero, può voler dire che in zona il genere sia più di moda che altrove, ma è chiaro che qui ci troviamo di fronte a una scelta già presa a priori. Da pilastro della cupa elettronica nord europea, Trentemøller sembra aver imboccato una strada colma di citazioni retrò e manierismo sistematico. Stupendi i tappetoni di strings, le batterie sintetizzate e i bassi anemici alla Joy Division. È un peccato, però, che due braccia tanto robuste siano state rubate (definitivamente?) all’elettronica e a tutto ciò che riguarda il suo futuro. Voto 3/5

Recensione di Claudio Biazzetti