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Ignazio Silone

Editore: Mondadori
Edizione: 19
Anno edizione: 1984
Formato: Tascabile
Pagine: 270 p. , ill.
  • EAN: 9788804319634

Recensioni dei clienti

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    And the Oscar goes to ….

    14/11/2016 19.41.58

    Letto con repulsione e totale disinteresse alle scuole medie in quanto imposto dalla professoressa di lettere. Riletto con opposte sensazioni tanti anni dopo. La quintessenza del libro sta in queste due parole: "Che fare?"

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    ago

    11/01/2016 11.06.20

    Per far capire che cosa significa il romanzo Fontamara, secondo me, basta dire che se Ignazio Silone fosse nato ai giorni nostri si sarebbe chiamato Roberto Benigni o Corrado Guzzanti o Maurizio Crozza: insomma, la satira fatta arte. Leggere questo romanzo vuol dire immergersi in un'epoca di ingiustizie, dolori e fame e sorriderne allo stesso tempo: dovrebbe essere obbligatorio in tutte le scuole, per che cosa vi è scritto e per come è scritto.

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    Federico

    16/11/2015 15.41.31

    La storia della gente di Fontamara è rappresentativa della storia d'Italia nel ventennio fascista. Storia di soprusi continui ai danni della povera gente: i "cafoni". La miseria di quel periodo, per i piccoli paesi della Marsica, ma rappresentativa di tanta parte d'Italia, è aggravata, se possibile, dall'avvento del fascismo. Come ci insegna la storia, questo nasce a servizio dei grandi latifondisti contro le classi più povere. Nelle gerarchie della dittatura trovano posto i notabili di paese e le banche, come ci racconta Silone, gente proterva che approfitta della "politica" per ritagliarsi un posto di privilegio a danno della gente più umile. Tutto questo avviene in modo brutale ed ingannatore; l'"Impresario" somiglia molto ad un ben noto avventurierio della politica di questi anni. La manodopera che essi utilizzano per imporre le loro leggi è tratta da persone miserabili alle quali viene concessa la libertà di violentare le donne del paese, torturare, uccidere. E' la storia della nascita del fascismo, subita dai poveri anch'essa come ultimo calice amaro della loro vita. Silone ama i proletari ma il partito comunista italiano non ama Silone e ne boicotta la produzione letteraria che invece trova grande successo all'estero. Solo a partire dalla metà degli anni '60 Silone comincia ad essere riconosciuto anche in patria. Il rapporto conflittuale tra il Partito Comunista e Silone è noto a tutti e questo ha pesato molto sulla successo letterio dello scrittore in Italia. Quindi Silone è vittima sia della dittatura fascista che gli ucciderà un fratello per tortura, sia della intolleranza comunista. I libro è tanto amaro "Fonte amara", quanto bello, anzi di più.

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    Luigi Murtas

    25/05/2015 11.23.45

    Uno dei primi romanzi letti, a parte quelli per ragazzi. Struggente.

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    Fabio74

    14/10/2014 08.40.43

    Bellissimo romanzo,scorrevole e mai noioso,appassionante struggente e malinconico,nel quale mi sono indignato e ho sofferto per tutti i soprusi perpetrati alla povera gente.Assolutamente da leggere.Ciao a tutti e al prossimo

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    Phil

    04/09/2014 09.40.57

    Fontamara è un libro che descrive la situazione devastata di un paesino del sud in cui i "cafoni" vengono sottomessi e presi in giro a causa della loro ignoranza, ma al minimo accenno di ribellione vengono messi subito a tacere. Bellissimo libro assolutamente da leggere.

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    Carlotta

    16/01/2013 23.00.53

    Fontamara è un inno all'esigenza di riscattare una vita di silenzio, passività e obbedienza, un inno alla libertà e al desiderio di vedere riconosciuti i propri diritti. Fontamara è indignazione, sofferenza, presa di coscienza. Fontamara è esempio del valore della cultura, irrinunciabile, vitale e necessario appoggio per l'essere umano. Fontamara è critica sociale, non solo del Fascismo con le sue prevaricazioni e le sue angherie, ma anche estendibile ai nostri giorni. I cafoni di Silone sono fra noi, sono tutte quelle persone costrette a vivere nell'ignoranza, oppresse, discriminate, sfruttate, a vantaggio di pochi (pre)potenti. L'ho letto per la scuola e devo dire che può sembrare noioso e lento, ma a me hanno insegnato a leggere con spirito critico e mente aperta, e per questo lo consiglio a chi ha tempo per riflettere.

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    ninonux

    28/11/2012 12.56.11

    Ho letto fra le recensioni che qualcuno ha denunciato la "pesantezza" del romanzo. Mi sento di dissentire su questo giudizio: Silone, mettendo magistralmente la scrittura al servizio della trama, adotta uno stile volutamente monotono, perchè monotona è l'esistenza dei "cafoni" che sono i protagonisti della storia: un'esistenza caratterizzata dal ciclico ripetersi di fame, miseria e soprusi da parte dei potenti. L'opera è palesemente una denuncia del fascismo, anche se più in generale diventa denuncia delle condizioni di vita estreme dei contadini del sud, costretti a tirare la carretta fra le soverchierie delle autorità e i raggiri dei cosiddetti "amici del popolo" (emblematica la figura di don Circostanza che, come il Cicikov mercante di anime morte di Gogol, compra i voti dei contadini morti). Splendida la figura di Berardo, autentico eroe dei poveri, ribelle e combattivo, che alla fine si immola per la sua gente. Il romanzo è pervaso da un pessimismo cupo che neanche il lampo finale (il sacrificio di Berardo che consente al Solito Sconosciuto diu uscire di galera per continuare a esercitare tra la gente la sua attività di propaganda contro la dittatura) riesce a rischiarare. In ogni caso si intravedono nell'opera le tribolazioni intellettuali di Silone e i germi di di quell'atteggiamento critico che lo porteranno a interrompere i rapporti con quel partito comunista di cui pure era stato tra i fondatori.

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    Davide Baretto

    27/06/2012 12.45.32

    Romanzo struggente e malinconico del celebre scrittore abruzzese. Il testo è incentrato sulla condizione disgraziata dei cafoni che è, se possibile, peggiorata, prima con l'arrivo dei piemontesi, poi con l'instaurarsi del regime fascista (Fontamara è stato scritto nel 1930), che ha sostituito le vessazioni degli antichi padroni con vere e proprie frodi, perpetrate dall'Impresario, personaggio senza scrupoli che, divenuto sindaco, vuole togliere ai fontamaresi l'acqua dell'unico ruscello a loro disposizione. In questo contesto si sviluppa la vicenda di Berardo Viola (protagonista del romanzo) che, per quasi tutto il romanzo, ricalca quella dell'Achille omerico (indignazione per le ingiustizie subite, disinteresse nei confronti delle vicende umane, dolore per la perdita di una persona cara), ma che, anziché concludersi con la vendetta, finisce come quella di Socrate, martire di una Causa più grande. Nel complesso si rimane colpiti dall'ingenuità dei fontamaresi, che, a causa del loro analfabetismo, si affidano quasi sempre a don Circostanza, il quale, essendo l'unico politico di riferimento, se ne approfitta spudoratamente. In ultimo, è significativo che il romanzo, tradotto in poco tempo in 27 lingue, abbia atteso quasi 15 anni per essere pubblicato in Italia. Il fatto che Silone, oltre a non appartenere ad alcuno schieramento politico, non si è mai conformato a nessuna camarilla. La sua integrità moralità fu ricambiata dall'intellighenzia nostrana con l'ostracismo, culminato con l'esclusione di Silone dal premio Strega (1965), e la definizione di "pidocchio". Solo sul finire della sua vita Silone si vide rivalutato e riabilitato.

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    Ryan

    12/12/2011 18.27.58

    Lo lessi qualche anno fa e lo trovai di una noia devastante tanto che fu difficile proseguire la lettura. Pesante e sopravvalutato.

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    Trixter

    30/09/2011 10.48.51

    Che bel romanzo! scritto benissimo, con prosa fluida ed elegante, 'Fontamara' è un racconto ancora oggi drammaticamente attuale. Una lettura davvero istruttiva.

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    Giovanni Miano

    15/09/2011 19.31.07

    Grande libro. Silone racconta col cuore le vicende dei "cafoni", ovvero dei contadini abruzzesi. Testo di grande attualità in Italia visto il progressivo venir meno delle classi medie. Lettura utile per la formazione di una propria coscienza politica.

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    Francesca

    27/07/2010 20.58.52

    Decisamente fra i miei preferiti... Riporta indietro nel tempo analizzando la triste realta'passata con gli occhi ingenui degli abitanti di Fontamara. Lo consiglio vivamente a chi ha avuto la fortuna di crescere in paese, e a chi come me non rinuncia mai ad ascoltare il racconto di un anziano.

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    Marco

    19/07/2010 08.53.59

    Dopo aver letto questo libro la prima impressione è che ci troviamo di fronte a una delle tante testimonianze dello scontro che oppone da una parte il potere centrale, arrogante e prepotente e dall'altra le periferie dimenticate. Scritto durante l'esilio in Svizzera Silone ci consegna la dura realtà del fascismo, svuotata da tanta retorica, con un efficacia da risultare più azzeccata rispetto alle panglosse di storici e revisionisti. E' la storia, quasi dal sapore epico, dei cosiddetti "cafoni" il popolo dei monti d'Abruzzo che alla prima impressione di chi giunge da fuori appaiono rozzi ma che invece rivelano una scala di valori consolidata. E verso il potere tutti meschinamente si inginocchiano, per proprio tornaconto, dai legulei ai preti. Un'opera scritta con crudo reaalismo, una prosa semplice e scorrevole, un testo che potrebbe essere tranquillammente dei giorni nostri perchè i cosiddetti "cafoni", le genti di periferia dimenticate dal potere, tranne che per esercitare la sua prepotenza o con la forza o con l'inganno, esistono tuttora, magari aggiornati ai nostri tempi, e non concoscono differenza fra nord e sud. Basta recarsi in una delle tante nostre valli alpine - un esempio che valga per tutti: i recentri scontri della Val di Susa per la TAV - oppure sull'Appennino profondo, dalla Lunigiana ai monti calabro-lucani. E' significativo come l'autore ci rende le emozioni dei nostri quando costoro si recano a Roma, luogo del potere. Egli ha saputo rendere io senso di lontananza che esiste fra i montanari dì'Abruzzo e la capitale, realizzazione del concetto di distanza fra potere centrale e periferie del mondo. Le sedi delle banche hanno le cupole come le chiese, sono i templi del vero Dio che comanda il mondo: il denaro. Questo, libro, nato come polemica antifascista, è un'opera cha vale per tutti i tempi e tutti i luoghi. Chi sono i "cafoni"? E' il volgo oppresso, volontariamente tenuto nell'ignoranza, un tempo con l'analfabetismo oggi con la televisione, e non conosce latitudine nè longitudine.

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    elisabetta

    14/06/2010 18.24.28

    l'ho mollato a pagina a 64. non riuscivo ad andare avanti!!!!

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    Fortunato Rotella

    25/08/2009 20.16.33

    Capolavoro indiscusso del novecento italiano, Fontamara è uno di quei testi la cui lettura andrebbe resa obbligatoria nelle scuole. Attraverso la descrizione di una realtà arcaica e quasi surreale, quest'opera denuncia, con un quarto di secolo d'anticipo, i mali che affliggono alcune delle società cosiddette "moderne": l'arroganza di chi detiene il potere, unitamente alla prepotenza con cui lo si esercita, e l'ignoranza dei più, che funge da terreno fertile per ogni forma di sopruso. Ciò fa del testo di Silone, uno strumento formativo imprescindibile per il raggiungimento di ogni forma di emancipazione. Fortunato Rotella.

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    Roalndo

    06/02/2009 17.06.25

    Mah...l'ho trovato di una noia mortale... Penso sia sopravvalutato. Tra i libri che assolutamente non rileggerei mai. Non ve lo consiglio.

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    Philip

    12/04/2008 20.18.07

    Un senso di profonda rabbia e indignazione mi pervade al termine della lettura,e non mi abbandona.Nel descrivere le ingiustizie,le prepotenze e le iniquità della dittatura fascista(troppo spesso dimenticate)nel ventennio più buio della nostra Storia,Silone traccia un affresco accorato di un'umanità rassegnata prostrata da secoli di nequizie,tra la quale spicca indimenticabilmente la figura di Berardo Viola,il primo "cafone" a morire per una causa superiore,uomo schietto,forte,leale fino alla morte.Per non dimenticare.

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    FlAvIeTtA

    10/03/2007 11.34.36

    un libro davvero molto bello.molto semplice ma che riesce a colpire e a stupire il lettore.. un libro da cui prendere spunto come una lezione di vita... pur avendolo letto a 13 anni e per motivi scolastici è riuscito ad affascinarmi,anche se in alcuni pezzi l'ho trovato alquanto ripetitivo e troppo descrittivo.

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    gemi

    18/11/2006 09.54.52

    Chiedere un giudizio su quest' opera è una violenza psicologica. L' ombra di Berardo Viola stende impietosa su ogni tentativo di mettere in luce un qualche difetto stilistico. Non si può fare a meno di chiedersi da quale parte si sarebbe stati in qualità di personaggi di quelle pagine. Non si può fare a meno di pensare da parte si sta nelle pagine della nostra quotidianità. Un libro sull' epoca fascista o sulla prepotenza e l' ignavia di ogni tempo? Mi spiace ma giunto alla fine,io, avevo il fegato gonfio di rabbia e una gran voglia di andermelo a cercare il "mio amico" Berardo: forte, fedele, istintivo e tanto uomo.

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